Importante svolta nel caso del furto dei video intimi di Stefano De Martino. Nei guai sarebbe finito il tecnico che per anni si è occupato della manutenzione del sistema di videosorveglianza installato nell’abitazione della famiglia di Caroline Tronelli, ex fidanzata del conduttore Rai.
Stando a quanto emerso dalle indagini della Procura, l’uomo sarebbe riuscito ad accedere abusivamente alle telecamere interne della casa per registrare immagini private dell’ormai ex coppia.
L’uomo, dipendente di una delle ditte incaricate del controllo dell’impianto, è accusato di accesso illecito a sistema informatico e diffusione illecita di materiale sessualmente esplicito, reato comunemente definito revenge porn. Stando alle accuse degli investigatori, avrebbe sfruttato password e credenziali ancora in suo possesso per introdursi nel sistema e monitorare gli spostamenti all’interno dell’abitazione.
La sua posizione, al momento, resta sotto esame. L’operaio è già stato ascoltato dagli inquirenti, ma la sua versione non avrebbe convinto del tutto la Procura, che continua ad approfondire la vicenda.
Chi è l’uomo che avrebbe rubato e diffuso i video di Stefano De Martino
Il rapporto tra Stefano De Martino e Caroline Tronelli è rimasto segreto fino a luglio 2025. Secondo gli investigatori, proprio dopo aver appreso della relazione tra il conduttore e la ragazza il tecnico avrebbe deciso di agire.
La sera del 9 agosto 2025, sfruttando l’accesso al sistema di videosorveglianza domestico, l’uomo avrebbe atteso che i due si trovassero insieme nell’abitazione della ragazza per registrare un loro momento di intimità.
Le immagini sarebbero state poi caricate quasi immediatamente online, nella sezione dedicata ai video amatoriali del sito Pornhub, con un titolo semplice: “De Martino”.
Nel giro di pochi minuti il contenuto avrebbe raccolto migliaia di visualizzazioni, diffondendosi rapidamente anche su altri canali digitali. Gli inquirenti stanno ora verificando se dietro la pubblicazione vi fosse anche un possibile ritorno economico: non si esclude infatti che il tecnico abbia agito con l’intenzione di ottenere un guadagno dalla viralità del materiale.
L’impianto di videosorveglianza della casa Tronelli era stato installato dopo una serie di furti subiti dalla famiglia, compiuti a quanto pare da personale domestico. Proprio quel sistema, pensato per garantire sicurezza, si sarebbe trasformato nello strumento della violazione.
L’inchiesta si allarga: nel mirino anche Telegram e i meme
L’indagine, avviata dopo la denuncia presentata da Stefano De Martino e dall’avvocato della famiglia di Caroline Tronelli, non si ferma però al primo responsabile della diffusione.
La Procura sta infatti ricostruendo tutta la catena di condivisione successiva alla pubblicazione iniziale. Il video, dopo essere comparso online, sarebbe rimbalzato rapidamente su numerosi siti e soprattutto su diverse pagine private di Telegram, dove il materiale sarebbe stato ulteriormente condiviso e commentato.
In alcuni casi, singoli frame del filmato sarebbero stati estrapolati e trasformati in meme, contribuendo ad amplificare l’umiliazione pubblica e la violazione della privacy delle persone coinvolte.
Gli investigatori avrebbero già individuato diversi profili social e account riconducibili a chi avrebbe rilanciato il contenuto o creato materiale derivato. Anche per questi soggetti si profila l’ipotesi di indagine per revenge porn.
La Procura punta ora a chiarire l’intera rete di responsabilità, in un caso che riaccende il dibattito sulla tutela della privacy digitale e sulla diffusione incontrollata di contenuti intimi online.