Pino D’Angiò morto a 71 anni, addio all’autore di “Ma quale idea”

Una dolorosa notizia per il mondo della musica e non solo. A soli 71 anni ci ha lasciati l'amatissimo Pino D'Angiò. Il cantautore campano aveva dato inizio a una seconda brillante fase della carriera

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Luca Incoronato

Giornalista

Giornalista pubblicista, redattore e copywriter. Ha accumulato esperienze in numerose redazioni, scoprendo la SEO senza perdere il suo tocco personale

Una tremenda notizia ha scosso il mondo delle musica italiana: è morto Pino D’Angiò. Il celebre cantautore, travolto da un incredibile successo negli anni ’80 con la hit Ma quale idea, è spirato a soli 71 anni. Il suo brano più celebre sarà per sempre ricordato come uno dei primi esperimenti rap in lingua italiana. Nato a Pompei, il suo vero nome era Giuseppe Chierchia. Apprezzato anche all’estero, non si è limitato al solo mondo della musica. Un vero e proprio artista che, rialzatosi dopo la malattia, era riuscito a trovare la forza per ripartire. Accolto da tanti applausi e soprattutto da un sorprendente pubblico giovane. Uno scenario tanto inatteso quanto commovente, esaltato dalla partecipazione al Festival di Sanremo 2024 al fianco dei Bnkr44 nella serata dei duetti.

Il successo di Pino D’Angiò

Una carriera a dir poco esaltante, quella di Pino D’Angiò, riuscito a non tradibnre mai la propria cifra artistica. Gli anni Ottanta lo hanno portato al vertice, con un successo che ha superato al tempo anche i confini dell’Italia. Amatissimo anche in Spagna, ad esempio. Per capire la portata della sua Ma quale idea (che campionava la linea di basso di «Ain’t no stoppin’ us now» del duo McFadden & Whitehead), basti pensare che è rimasta al vertice delle classifiche a cavallo tra 1980 e 1981 per 14 settimane.

Il brano ha poi ritrovato un clamoroso successo con i Flaminio Maphia, che nel 2001 l’avevano remixata per la loro Ragazze acidelle. Il rap in italiano deve tanto a Pino D’Angiò, che ha avuto il coraggio di aprire una porta per sé e le generazioni future. Basti pensare ad esempio alla sua influenza sulle sonorità degli Articolo 31. Nel corso del suo percorso artistico ha lavorato anche come attore, doppiatore e produttore musicale. Ha saputo sempre rialzarsi ed è morto ben conscio di tutto l’amore che il suo pubblico, storico e odierno, provava per lui.

Come detto, una grande dimostrazione di tutto ciò è stata di certo la sua apparizione al Festival di Sanremo 2024. Commosso dalla scelta dei Bnkr44 di averlo al loro fianco, così da proporre una versione remixata di Ma quale idea. Un’esibizione nella quale, ancora una volta, lui è apparso come indubbiamente il “più figo” in scena. Si parla ovviamente tantissimo di Ma quale idea, ma la sua carriere non è terminata lì. Nel 1981 fu la volta di Un concerto da strapazzo, ancora una volta incentrata sull’assoluta ironia e il non sense.

La malattia

Nel corso degli anni Pino D’Angiò ha dovuto fronteggiare gravi problemi di salute. Il celebre cantante ha patito un tumore alla gola, che lo ha costretto a un totale di sei interventi chirurgici. Il fatto che in seguito sia riuscito a ritrovare la strada della musica, è qualcosa di sensazionale. A ciò si è aggiunto un infarto con arresto cardiaco e, infine, un tumore ai polmoni. Problematiche che hanno inevitabilmente compromesso fino all’estremo la sua condizione fisica.

Inizialmente non voleva parlare del suo stato di salute: “Non ne avevo parlato per serietà. Mi sembra quasi che si spettacolarizzi sul tumore, vedete quanti film ci sono. Contro il cancro purtroppo non si combatte: è tutta una retorica, un bla bla bla. Malattie come queste ti obbliga ad aspettare e a sperare che tutto vada bene. Che le cure funzionino, che tu ce la faccia. A me è andata bene tante volte”.

L’annuncio della moglie è stto dato dalla moglie Teresa e dal figlio Francesco: “Purtroppo oggi papà ci ha lasciati, colpito da un grave malore che lo ha portato via nel giro di qualche settimana. Ha resistito tanto, come ha sempre fatto”.