Nella vita di ogni artista c’è una persona che è sempre stata il porto sicuro da cui tornare. Per Orietta Berti, quel qualcuno si chiama Osvaldo Paterlini, il compagno di una vita e, per molti anni, anche la presenza silenziosa dietro la sua carriera: l’uomo che l’ha accompagnata nei viaggi, nelle scelte professionali e nella quotidianità. Quasi sessant’anni insieme, due figli, una carriera costruita a quattro mani e un amore che ha attraversato i decenni senza mai perdere la sua bellezza.
Chi è e cosa fa Osvaldo Paterlini, il marito di Orietta Berti
Di mestiere, prima di dedicarsi interamente alla carriera della moglie, Osvaldo faceva il rappresentante per una ditta. Un lavoro che ha lasciato senza troppi rimpianti quando Orietta Berti ha cominciato a girare l’Italia e il mondo con la sua musica. Da quel momento è diventato tutto: l’uomo che la portava ai concerti, che trattava i contratti, che gestiva la logistica delle tournée. “Abbiamo sempre lavorato assieme”, ha raccontato la cantante, “mi portava dappertutto, e sempre con lui; non è che sono una santa, ma non ho mai voluto approfondire nessun ammiccamento, non mi interessava”. Una coppia sul palco e nella vita, insomma, con ruoli chiarissimi e mai messi in discussione.

Il successo della moglie non lo ha mai fatto sentire in ombra. Impossibile non ricordare l’aneddoto legato a Mike Bongiorno, che una volta lo apostrofò come “il signor Berti“. Osvaldo non se la prese nemmeno un po’: “Ma che importa? Non sono meno uomo se è lei la primadonna. Con lei io sono padre e marito”, aveva raccontato a Chi. Tanta è la tempra di quest’uomo discreto, che non ha mai avuto bisogno di mettersi in mostra per sentirsi al suo posto.
Negli ultimi anni, però, Osvaldo ha dovuto fare un passo indietro forzato. Si è dovuto sottoporre a otto operazioni a seguito di un glaucoma serio, e da un occhio non ci vede più. Non riesce a seguire Orietta nelle sue trasferte, e il ruolo è stato affidato per un periodo al figlio Otis. La sua presenza resta costante in un altro modo. “Ci telefoniamo venti volte al giorno”, ha confessato il marito in un’intervista al Corriere della Sera. E a chi gli fa notare che venti telefonate sembrano troppe, risponde con la calma di sempre: “È lei che è sempre in ansia. Se io vado dal barbiere, che sta a cento metri da casa, Orietta si preoccupa”.
La storia d’amore tra Orietta Berti e Osvaldo Paterlini
Si conobbero alla Fiera di San Simone, a Montecchio Emilia, in un momento fragile per Orietta, che aveva da poco perso il padre. Osvaldo la colpì proprio perché diverso dagli altri ragazzi dell’epoca: più silenzioso, più serio, “uno che non faceva il marpione e non si portava dietro il libretto delle barzellette”, come andava di moda tra i ragazzi dell’epoca. “Di lei mi piacque lo sguardo, ma anche il modo di fare, allegro e gentile”, ha ricordato lui.
Tra i due, a fare il primo passo è stato proprio Osvaldo, ma sempre con una cautela d’altri tempi: mandò avanti un amico per farle sapere che gli sarebbe piaciuto andare a trovarla a casa. Orietta viveva con la mamma e la nonna, e Osvaldo bussò alla porta con un regalo molto “emiliano”, ovvero una forma di Grana. Da allora è nato un amore che non si è mai spento e che ha dato a sua volta forma alla vita: quella dei loro figli, Otis e Omar, e delle nipotine Olivia e Ottavia.