Mediaset avvia una causa civile da 160 milioni contro Fabrizio Corona: “Menzogne, falsità e insinuazioni”

Mediaset ha deciso di procedere con azioni civili contro Fabrizio Corona: le parole del comunicato

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Paola Landriani

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Con il polverone sollevato dalle ultime puntate del suo Falsissimo, Fabrizio Corona è tornato al centro del dibattito pubblico: amatissimo da alcuni, contestato da altri, ma di certo impossibile da ignorare. Il “vaso di Pandora” aperto dall’ex paparazzo continua a generare chiacchiericcio, reazioni e prese di posizione da parte di chi si è sentito tirato in ballo dalle sue dichiarazioni tutt’altro che morbide.

Dopo l’oscuramento delle puntate e dei suoi profili social, Corona sembrerebbe deciso a passare al contrattacco con una denuncia contro Mediaset. Dall’altra parte, la rete ha annunciato di voler procedere con azioni civili nei suoi confronti.

Mediaset, la causa civile contro Fabrizio Corona

“Quanto diffuso dal progetto Falsissimo e da Fabrizio Corona, attraverso una violenza verbale inaudita, costituisce un insieme di menzogne, falsità e insinuazioni prive di qualsiasi fondamento e del minimo rispetto per le persone, le loro famiglie e le realtà coinvolte”. Si apre così il comunicato che Mediaset ha divulgato giovedì 5 febbraio in relazione alle informazioni che Fabrizio Corona ha diffuso nel corso delle puntate Il prezzo del successo di Falsissimo.

“Per queste ragioni, i singoli soggetti lesi, insieme a Mediaset e MFE – MEDIAFOREUROPE, hanno deciso di promuovere azioni civili risarcitorie, per un importo complessivo di 160 milioni di euro, nei confronti di Fabrizio Corona e delle società a lui riconducibili, per danni reputazionali e patrimoniali. Il Gruppo si riserva inoltre di agire verso chi, a vario titolo, incentiva, amplifica o diffonde consapevolmente tali contenuti”.

Una decisione che Mediaset ha messo nero su bianco dopo settimane di presunte indiscrezioni su una serie di volti della rete come Gerry Scotti, Maria De Filippi e, non ultimo, Alfonso Signorini.

“Non si tratta di gossip, né di pettegolezzo. Si tratta di un meccanismo organizzato e sistematico, nel quale la menzogna diventa uno strumento di lucro. Su questa campagna d’odio Corona monetizza migliaia di euro ogni settimana” continua il comunicato.

Mediaset, dove verrà impiegato l’eventuale risarcimento

Il comunicato prosegue spiegando che il meccanismo utilizzato da Corona è deleterio in diversi ambiti e può colpire chiunque, anche chi non ha la possibilità di tutelarsi: “Mediaset e MFE agiranno in ogni sede per contrastare questo meccanismo. Che può colpire chiunque, persone note e cittadini comuni. Con una differenza sostanziale: mentre un grande gruppo come il nostro può permettersi strumenti di tutela adeguati, moltissime persone non hanno le risorse economiche necessarie per difendersi”.

In virtù di questo, il potenziale risarcimento della causa verrebbe utilizzato per aiutare proprio chi è vittima e non ha i mezzi per difendersi: “Per questo motivo, le somme eventualmente riconosciute dal giudice a titolo risarcitorio in questo procedimento saranno destinate alla creazione di un fondo per la copertura delle spese di assistenza legale delle vittime di stalking, dei reati rientranti nel cosiddetto Codice Rosso e di tutti i fenomeni di cyberbullismo. Le persone, tutte le persone, devono potersi difendere sempre da questi crimini”.

In parallelo a questa linea difensiva, resta aperto anche l’altro fronte dello scontro: quello avviato da Corona, che ha annunciato una denuncia nei confronti di Mediaset ipotizzando il reato di tentata estorsione. Secondo il suo team legale, alcune comunicazioni inviate dall’azienda a locali e terzi avrebbero di fatto scoraggiato la sua presenza pubblica, incidendo sulla sua attività professionale. Una vicenda che, al di là delle dichiarazioni ufficiali, sembra destinata a spostarsi sempre più nelle aule di tribunale.