Chi è Deb Haaland, la prima donna nativa americana eletta negli USA

Dal Congresso al governo Biden, Deb Haaland ha portato le battaglie delle comunità indigene ai vertici della politica americana. Ora per lei si apre un nuovo capitolo

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Giorgia Sdei

Giornalista esperta di spettacolo

Laureata in Scienze Filosofiche con master in comunicazione per lo spettacolo è giornalista pubblicista dal 2023. Scrive di tutto quello che passa per uno schermo, grande o piccolo che sia.

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Deb Haaland ha una storia personale e politica fuori dal comune. Prima di arrivare ai vertici delle istituzioni americane, ha cresciuto una figlia da sola, affrontato difficoltà economiche e lavorato duramente per completare gli studi. Oggi, a 65 anni, festeggia un risultato che fino a pochi decenni fa sarebbe stato difficile persino immaginare: con oltre il 57% dei consensi, è stata eletta governatrice del New Mexico, diventando la prima donna nativa americana a guidare uno Stato degli USA. Una vittoria che segna un momento importante anche per il riconoscimento delle comunità indigene del Paese.

Deb Haaland, la madre single che ha conquistato il New Mexico

Nata il 2 dicembre 1960 a Winslow, in Arizona, Debra Anne Haaland appartiene alla comunità indigena Laguna Pueblo, una delle popolazioni native del New Mexico. È cresciuta in una famiglia di militari: sua madre ha prestato servizio nella Marina statunitense, mentre suo padre era un marine, veterano della guerra del Vietnam.

Prima di entrare in politica, Deb Haaland ha dovuto affrontare parecchi momenti complicati. Da madre single, arrivare alla fine del mese non era sempre facile e in alcuni periodi ha avuto bisogno degli aiuti alimentari dello Stato. Ha svolto diversi lavori e si è anche cimentata nell’imprenditoria, avviando una piccola attività di produzione di salsa.

Non ha mai avuto problemi a parlare delle sue difficoltà, compresa la dipendenza dall’alcol che è riuscita a superare. Un passato che racconta senza vergogna, anche perché sa quanto sia importante mostrare che si può ricominciare.

Nel frattempo, però, non ha mai rinunciato agli studi. Si è laureata in Letteratura inglese all’Università del New Mexico a 34 anni e nel 2006 ha conseguito una laurea in Giurisprudenza. Tutto questo mentre cresceva sua figlia Somah e cercava di costruire per entrambe una vita più stabile.

La carriera politica e l’impegno per i nativi americani

Il suo ingresso nella politica nazionale arriva nel 2018, quando viene eletta alla Camera dei Rappresentanti, diventando insieme a Sharice Davids una delle prime due donne native americane a entrare nel Congresso statunitense.

Nel 2021 arriva un’altra nomina storica: il presidente Joe Biden la sceglie come Segretaria degli Interni, rendendola la prima persona nativa americana a ricoprire un incarico ministeriale nel governo federale.

È un ruolo che le permette di occuparsi da vicino delle questioni che le stanno più a cuore. Lavora per migliorare le condizioni delle comunità indigene, difendere le loro terre e garantire loro maggiore voce nelle decisioni che le riguardano.

Tra i progetti che porta avanti c’è anche un’indagine sui collegi nei quali, per decenni, i bambini nativi americani furono mandati lontano dalle famiglie e costretti ad abbandonare la propria lingua e le proprie tradizioni. Una pagina dolorosa della storia statunitense che Haaland ha contribuito a riportare all’attenzione pubblica.

La vittoria di Deb Haaland alle elezioni midterm

Alle elezioni di midterm del 3 novembre 2026, Haaland ha sconfitto il repubblicano Gregg Hull, conquistando la guida del New Mexico ed entrando nella storia. Dopo l’annuncio dei risultati, ha lanciato un messaggio ai più giovani: “Voglio che ogni bambino che ci sta guardando sappia che i propri sogni contano”.

E per capire quanto sia importante questa vittoria basta pensare che in New Mexico, fino al 1948, i cittadini nativi americani non potevano ancora votare alle elezioni statali.

Dal 1° gennaio 2027 Deb Haaland sarà ufficialmente governatrice del New Mexico, con l’obiettivo di migliorare l’accesso alla sanità, sostenere le famiglie e intervenire sul sistema educativo. Per molte donne e bambine indigene, intanto, la sua vittoria rappresenta già qualcosa di importante: la possibilità di guardare al futuro con nuove ambizioni.