David Beckham, le prime parole dopo la dichiarazione di Brooklyn: “Ai figli è concesso sbagliare”

Le prime parole di David Beckham dopo le dichiarazioni del figlio Brooklyn: "Commettono errori. Ai figli è permesso sbagliare"

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Serena De Filippi

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Il silenzio è durato pochissimo. E se le stories “bomba” con la dichiarazione di Brooklyn Beckham hanno fatto tremare il “brand” di famiglia, David Beckham ha scelto in qualche modo di rispondere. Lo ha fatto in modo obliquo, quasi protettivo, lontano dai toni del figlio. Ospite del programma finanziario Squawk Box, l’ex calciatore ha lanciato un messaggio strategico: i figli devono poter commettere errori per imparare a vivere. Una reazione calma che però si scontra con accuse pesantissime.

David Beckham, le parole sui figli che “devono poter sbagliare”

Nonostante le dichiarazioni di Brooklyn abbiano fatto il giro del mondo in pochi minuti, David Beckham ha scelto quasi di fare un passo indietro. Intervenendo alla CNBC, ha parlato del suo ruolo di padre come di un percorso fatto di insegnamenti e libertà: “Ho cercato di fare lo stesso con i miei figli per educarli. Commettono errori. Ai figli è permesso sbagliare. È così che imparano”.

Eppure, le sue parole non sembrano bastare a spegnere l’incendio. Brooklyn ha descritto una realtà ben diversa, con l’ansia opprimente di una narrazione familiare costruita a tavolino per i media. “Non sono controllato, sto facendo valere i miei diritti per la prima volta nella mia vita”, ha scritto il giovane, stanco di vivere in funzione di un marchio che, a suo dire, viene prima di tutto.

Le pesanti accuse a Victoria e il “marchio” Beckham

Ma è nei dettagli del matrimonio con Nicola Peltz che la favola dei Beckham si sgretola definitivamente. Brooklyn non ha risparmiato colpi, soprattutto verso sua madre Victoria, anche perché ha raccontato di pressioni incessanti per cedere i diritti sul proprio nome e di un primo ballo “rubato” dalla stilista, che lo avrebbe umiliato davanti a tutti gli ospiti. “I miei genitori hanno cercato incessantemente di rovinare la mia relazione”, ha accusato, smentendo la narrazione secondo cui sarebbe la moglie Nicola a controllarlo.

La verità di Brooklyn è sostanzialmente quella di un figlio che ha vissuto in un sistema dove c’è un lato pubblico che non può essere mai ignorato, in alcun caso. “Il marchio Beckham viene prima di tutto”, ha denunciato un quadro di isolamento che coinvolgerebbe anche i fratelli, usati per attaccarlo online prima del blocco definitivo.

Del resto, Brooklyn stesso ha premuto su un aspetto: quello di essere stato in silenzio per anni, per cercare di mantenere le questioni private. “Purtroppo, i miei genitori e il loro team hanno continuato a rivolgersi alla stampa, lasciandomi senza altra scelta che parlare per me stesso e dire la verità solo su alcune delle bugie che sono state pubblicate. Non voglio riconciliarmi con la mia famiglia”.

E se David Beckham ha rotto in qualche modo il muro del silenzio, Victoria non ha ceduto e non ha ancora commentato pubblicamente quanto detto dal figlio. Anzi. Secondo i media, sarebbe “sconvolta”. Su Instagram, le prime stories pubblicate sono per Emma Lee Bunton, per gli auguri del suo compleanno. La faida dei Beckham è destinata a continuare: siamo solo agli inizi di una guerra senza fine?