Cristina D’Avena, spunta l’ipotesi Sanremo: “Serve il pezzo giusto”

Cristina D’Avena non chiude la porta al Festival di Sanremo, ma mette subito le cose in chiaro: per salire in gara all’Ariston non basterebbe un invito

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Giorgia Sdei

Giornalista pubblicista, esperta di spettacolo

Laureata in Scienze Filosofiche con master in comunicazione per lo spettacolo è giornalista pubblicista dal 2023. Scrive di tutto quello che passa per uno schermo, grande o piccolo che sia.

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Cristina D’Avena in gara a Sanremo? L’idea torna ciclicamente a far sognare il pubblico. Perché lei, in fondo, è una di quelle artiste che appartengono a tutti: a chi è cresciuto con le sue sigle, a chi le ha cantate alle feste, a chi ancora oggi la segue con l’affetto riservato a chi ha fatto parte della propria infanzia. E proprio per questo l’ipotesi di vederla sul palco dell’Ariston non suona affatto bizzarra. Anzi, sembra quasi una di quelle fantasie che prima o poi potrebbero diventare realtà.

Intercettata durante Cartoons on the Bay, in corso a Pescara, la cantante ha parlato della possibilità di partecipare al Festival. Non ha detto no, ma ha spiegato che un’eventuale presenza a Sanremo andrebbe pensata con grande attenzione. Perché lei sa benissimo quanto il suo immaginario sia forte, riconoscibile, amatissimo. E proprio per questo non vuole trasformarlo in una caricatura.

Cristina D’Avena e Sanremo, il sogno passa dalla canzone giusta

“Me lo dicono tutti ma dovrei capire come”, ha raccontato Cristina D’Avena parlando dell’eventualità di una gara sanremese. Il punto, per lei, non è soltanto salire su quel palco, ma farlo con un brano capace di raccontarla davvero. Non qualcosa costruito a tavolino per sfruttare l’effetto nostalgia, né una canzone così lontana dal suo mondo da sembrare un travestimento.

La cantante ha spiegato che servirebbe “una canzone super potente, che ti appartenga veramente, che tu riesca realmente a vestire”. Per lei, infatti, la scelta del brano sarebbe l’aspetto più importante di un’eventuale partecipazione: non come a una passerella, ma come a una sfida artistica da affrontare con il pezzo giusto e con la giusta misura.

D’Avena non vuole finire nella trappola più prevedibile, ovvero quella di presentarsi con qualcosa che assomigli troppo a una sigla, come quelle che l’hanno resa celebre. Sarebbe facile, certo. Forse persino rassicurante per il pubblico. Ma rischierebbe di ridurre una carriera lunghissima a un solo aspetto. Allo stesso tempo, però, non si immagina nemmeno con una ballata cupa e strappalacrime. “Non sarei io, perché sono una persona solare, allegra”, ha detto, chiarendo che la sua identità resta il punto di partenza.

La vera sfida, quindi, sarebbe trovare un compromesso, una canzone luminosa ma non banale, riconoscibile ma non scontata, popolare senza diventare una specie di citazione di sé stessa. “O la scrivo io o me la scrive qualcuno che mi conosce bene”, ha aggiunto. Cristina D’Avena lo sa, il suo nome porta con sé un bagaglio enorme, fatto di dischi d’oro e di platino, generazioni cresciute con la sua voce e un affetto che raramente si spegne.

La sua partecipazione all’edizione 2026

In realtà, il Festival ha già avuto un assaggio dell’effetto Cristina D’Avena. Nell’ultima edizione è stata protagonista della serata cover con le Bambole di Pezza, portando sul palco una versione rock di Occhi di gatto. Un momento riuscito proprio perché ha saputo trasformare un classico senza tradirlo.

La cantante ha raccontato che, quando è arrivata la proposta, la scelta è caduta su una delle sue sigle più amate. Poi l’invito alla band: “Fatela bella potente perché noi dovremo essere potentissime sul palco”. Il risultato è stato un mix di infanzia, rock ed energia che ha conquistato il pubblico.

“È stata un’esplosione di energia e di potenza”, ha ricordato. Quella performance ha dimostrato una cosa: la sua partecipazione in gara all’Ariston non sarebbe soltanto un’operazione nostalgia, ma potrebbe offrire molto di più, con il brano giusto.