A Carla Bruni, che sfotte il Coronavirus e poi si scusa: “Dov’è la classe?”

Carla Bruni sfotte il Coronavirus, poi si scusa su Instagram. Da lei, ex top model, cantautrice raffinata e premier dame impeccabile, non ce lo aspettavamo

Ha fatto sognare più di una generazione, con quel viso delicato e aristocratico, l’aspetto regale e sinuoso da cigno, quella voce roca e sensuale, quel viso d’angelo che nascondeva un’anima passionale e ribelle. Collezionatrice d’uomini, regina delle passerelle, top model tra le più pagate e famose negli anni ‘90, poi cantautrice ricercata e raffinata, e alla fine première dame francese elegante e impeccabile. Un curriculum – e una vita- da far invidia a chiunque.

Carla Bruni, che è scappata dall’Italia bambina, negli anni bui del terrorismo, che ha scoperto da adolescente di essere figlia di un altro padre, che ha perso un fratello, giovane, per un male terribile, ma che è riuscita a vivere una vita meravigliosa e privilegiata. Lei che ha conosciuto gli agi maggiori e il dolore peggiore, che da sempre nelle sue canzoni e poesie dimostra una sensibilità fuori dal comune, non doveva scivolare in questo modo.

Carla, durante la settimana della moda francese, senza sapere di essere ripresa, ha scherzato sul Coronavirus, fingendo un attacco di tosse, baciando il presidente del gruppo Louis Vuitton, in barba ai divieti, e dichiarando: “Ci diamo un bacio, è pazzesco! Perché noi siamo la vecchia generazione! Non abbiamo paura di nulla, non siamo femministi e non abbiamo paura del Coronavirus. Nada”.

Non si può Carla, in un momento così delicato, scherzare in questo modo. Perché nelle tue scuse, pubblicate a posteriori su Instagram, tu scrivi  che è stato uno “Scherzo stupidissimo, uno  scherzo imbecille. Succede di fare uno scherzo di cattivo gusto. Sul momento, in un certo contesto, uno scherzo- anche stupido, non significa granché. Uscito dal contesto, diventa schifoso”.

Ma dicendo quello che hai detto, Carla, contrapponendo il tuo coraggio “della vecchia generazione”  a chi raccomanda, oggi, di aver invece paura, dimostri non solo di avere un umorismo di dubbio gusto, ma di conoscere poco e male la storia. Perché il femminismo nulla c’entra con chi raccomanda precauzione, e il coraggio, in questo momento, non è di chi ostenta di non aver paura del contagio, ma di chi si sacrifica per contenerlo.

Da una persona della tua classe, ci aspettiamo di più che un semplice post di scuse.  Ça va sans dire

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