Asia Argento: nella sua autobiografia gli abusi, le violenze e l’amore che l’ha salvata

Asia Argento parla della sua autobiografia “Anatomia di un cuore selvaggio” e in una intervista al Corriere confessa gli stupri subiti, da Weinstein e anche Rob Cohen, la violenza da sua mamma e l’amore che l’ha salvata

Asia Argento e la sua voglia di raccontare e raccontarsi. L’attrice, che il 26 gennaio uscirà in libreria con la sua prima autobiografia, Anatomia di un cuore selvaggio, edita da Piemme, in cui racconta le tante violenze subite nella sua vita, dalle botte, mai rivelate prima, ricevute dalla madre agli stupri subiti da alcuni registi (non solo Weinstein, ma anche Rob Cohen). Fino all’amore che l’ha salvata. Quello di Anthony Bourdain, il suo grande amore della maturità, e quello dei suoi figli, sua reale ancora di salvezza.

In una lunga intervista al Corriere della Sera, Asia anticipa i punti salienti del suo racconto. A partire dal rapporto difficile con la madre, l’attrice Daria Nicolodi, scomparsa pochi mesi fa, dalla quale scappò a 14 anni, perché la picchiava (“Quando le chiesi perché lo faceva, rispose che ero la più forte. Doveva sfogarsi… “)

Immagino si fosse sentita rifiutata. Ero andata via di casa il giorno dopo il mio 14° compleanno, non aveva comprato nemmeno una torta e avevo capito che non gliene importava nulla di me: ai miei figli organizzo sempre qualcosa di speciale per il compleanno… Raccontai a mio padre le violenze che subivo in casa e con lui ci inventammo lo stratagemma che stavo da mia nonna, anche se in realtà vivevo a casa sua da sola, perché era impegnato sul set e Fiore studiava negli Stati Uniti. Così un giorno mia madre mi fece chiamare dal Tribunale, mi ci accompagnò la segretaria di mio padre, e rinunciò alla patria potestà. La riprese quando sono rimasta incinta di Anna Lou

E poi gli stupri subiti da giovane. Quello già ampiamente raccontato subito dall’orco Weinstein, e quello mai confessato, da parte di Rob Cohen, regista di film d’azione che la diresse in XXX, nel 2002.

È la prima volta che parlo di Cohen. Successe nel 2002 mentre giravamo XXX. Abusò di me facendomi bere il Ghb (la droga dello stupri, ndr), ne aveva una bottiglia. Ai tempi sinceramente non sapevo cosa fosse. Mi sono svegliata la mattina nuda nel suo letto. E questa è la verità. La cosa più pura di questo MeToo è che una donna si riconosce nell’altra. Se uno tiene una bottiglia di Ghb sicuramente l’avrà dato anche ad altre

Poi torna su Weinstein:

Io avevo rimosso lo stupro. Quando tornò e mi chiese scusa dicendo che era mio amico, offrendosi di aiutarmi a trovare una tata per Anna Lou in America, nel 2002, non avevo ancora iniziato il percorso di analisi per capire cosa mi avesse fatto per due volte. Non avevo nessuno negli Stati Uniti, ero sola. Mi sentivo forte del fatto che avevo già girato Scarlet Diva in cui lui doveva essersi riconosciuto. Non sapevo che aveva fatto lo stesso a tante altre

A sorpresa, nonostante le varie battaglia mediatiche, Asia è invece molto generosa nel libro con i padri dei suoi due figli: Giovanni, figlio di Michael Civetta, e Anna Lou, avuta da Morgan.

Con loro ho messo al mondo le gioie della mia vita. Con entrambi sono stata felice, li ho amati, sono stata amata, non serbo rancori: alla fine oggi i momenti belli superano di gran lunga quelli di maggiore tensione

Asia, nonostante la sua vita complicata, è stata salvata dall’amore. Quello grandissimo con Anthony Bourdain, suo ultimo compagno, morto suicida nel 2018, con il quale dice di sentirsi connessa:

È stato l’amore della maturità. Era entrato nella mia vita in punta di piedi, aveva subito fatto amicizia con i miei figli… Trascorrevamo tanto tempo tutti insieme. Preparava per noi delle cose incredibili, quando c’era lui venivano a casa anche mia madre e mio padre, mia sorella e Angelica. Lo amavano tutti, nella mia famiglia. Era un uomo generosissimo.

Gli parlo sempre. Per un periodo lo facevo con rammarico: “Sono così sola ora, ma perché te ne sei dovuto andare?”. Ultimamente sto cucinando tantissimo con mio figlio e ad Anthony racconto le cose belle. Il lutto è una cosa che non sai mai quanto dura o che forma prende, tutto sta nell’arrivare all’accettazione

E l’amore per i suoi due figli, unica vera medicina per Asia, nonostante le pastiglie che deve comunque prendere per combattere ansia, insonnia a depressione.

L’ultimo momento felice? Ieri sera, quando abbiamo cucinato il Kobe Beef che loro non avevano mai assaggiato. Eravamo felicissimi e durante tutta la cena ci dicevamo: come siamo fortunati a mangiare questa cosa, è la carne più buona della nostra vita. Poi ci siamo messi a vedere un film e Nicola si è addormentato e diceva: come sto comodo, come sono felice… Questi momenti con i miei figli ripagano tutto, tanta e immensa è la felicita di stare con loro

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