Il ghiaccio di Cortina d’Ampezzo non è mai stato così caldo. In un’atmosfera che potremmo definire elettrica, circondate dalle vette innevate delle Dolomiti che sembrano abbracciare la pista intitolata al mitico Eugenio Monti, il “Rosso Volante”, l’Italia ha vissuto una giornata che rimarrà scolpita negli annali dello sport. Andrea Voetter e Marion Oberhofer hanno conquistato la medaglia d’oro nel doppio femminile di slittino, un risultato che va ben oltre il valore del premio ma costituisce il sigillo definitivo apposto su un’epoca di profondo cambiamento.
Italia oro nello slittino, risultato storico a Milano-Cortina 2026
Per decenni, il doppio dello slittino è stato un terreno quasi esclusivamente maschile. Nonostante il regolamento lo definisse formalmente “open” fin dal lontano 1964, la realtà della pista evidenziava una storia di esclusione. Ma i tempi cambiano, e con essi la sensibilità verso una parità di genere che sta finalmente cambiando le regole del gioco e il programma della competizione sportiva più importante al mondo.
Dopo sessantadue anni di attesa, le donne hanno finalmente avuto la loro ribalta olimpica in questa specialità. Le atlete presenti a Milano-Cortina 2026 hanno dimostrato che il coraggio, la precisione millimetrica e la forza necessari per domare un budello di ghiaccio a velocità folli non hanno genere. E quando è arrivato il momento di eccellere, l’Italia si è fatta trovare pronta, anzi, protagonista assoluta davanti al proprio pubblico.
Le pioniere del ghiaccio, chi sono le nostre campionesse
Andrea e Marion non sono arrivate a questo appuntamento per caso, ma hanno creduto nel sogno a cinque cerchi fin dal primo istante in cui la specialità è stata ufficializzata. Andrea Voetter, nata a Fiè allo Sciliar nel 1995, è l’anima esperta della coppia. Con ben tre Olimpiadi alle spalle disputate nel singolo, tra Sochi, PyeongChang e Pechino, ha portato nel doppio tutta la sua solidità e la consapevolezza di chi sa cosa significhi lottare per ogni singolo millesimo di secondo.
Al suo fianco, Marion Oberhofer ha vissuto un debutto da favola. Classe 2000 e originaria della Val Pusteria, ha affrontato la sua prima Olimpiade con la freddezza delle veterane, raggiungendo quel traguardo che ogni sportivo sogna fin da bambino. Nonostante alcuni acciacchi fisici che ne hanno condizionato l’ultimo periodo di preparazione, l’intesa tra le due altoatesine è stata impeccabile. Hanno stretto i denti e hanno battuto la concorrenza di schianto: le tedesche Eitberger e Matschina sono rimaste dietro per soli 120 millesimi, mentre le austriache Egle e Kipp si sono dovute accontentare del bronzo con un distacco di oltre due decimi.
Il futuro della specialità
L’oro nello slittino, per l’Italia, significa inevitabilmente confrontarsi con un passato glorioso. Era dai tempi delle leggendarie imprese di Armin Zoeggeler, il “Cannibale” assoluto delle piste, che il tricolore non sventolava sul gradino più alto del podio olimpico in questa disciplina. Il successo di Andrea e Marion, arrivato quasi in contemporanea con l’apoteosi del doppio maschile, riporta l’Italia al centro della mappa geografica degli sport invernali.
Anche se il grande pubblico sta imparando a conoscerle solo ora, il loro palmarès era già quello di due fuoriclasse, avendo già sollevato al cielo la Coppa del Mondo e collezionato medaglie mondiali pesantissime. In una Cortina che celebra il talento femminile, Andrea e Marion hanno tracciato una nuova, luminosissima linea di partenza.