Alba Parietti si candida per il ritorno in tv: “Non sarebbe male una conduzione”

Alba Parietti parla del futuro in tv e ammette che le piacerebbe tornare alla conduzione. A 65 anni non pensa alla pensione e rilancia la sua candidatura al piccolo schermo

Foto di Francesca Secci

Francesca Secci

Giornalista, esperta di lifestyle

Sarda, ma anche molto umbra. Giornalista pubblicista, sogno di una vita, scrive soprattutto di argomenti di attualità, lifestyle e cura della casa.

Pubblicato:

Chiedi a DiLei

I compleanni, si sa, sono anche un momento di riflessione rispetto a quello che vorremmo e ai traguardi che abbiamo raggiunto, non solo quelli numerici. Alba Parietti, che il 2 luglio compie 65 anni, non la pensa diversamente. E ora sarebbe pronta anche a una nuova avventura, come una conduzione.

Festeggia “con una trentina di amici” in un ristorante vicino casa, atmosfera “rustico e familiare”. Ma il compleanno, più che un bilancio, diventa l’occasione per ribadire una disponibilità chiarissima. La pensione, semmai, è una questione burocratica (ci arriviamo, forse, lei sicuramente sì). Alba Parietti non si racconta come un volto del passato, ma come una professionista pronta a rientrare in gioco.

Alba Parietti, il messaggio alla tv

Sul ritorno davanti alle telecamere, nel corso di un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Alba Parietti non fa giri di parole ma anzi va dritta al punto. Dice di non averne fatto un’ossessione, eppure ricorda di aver già condotto praticamente tutto: da Macao ai Telegatti, fino al Festival di Sanremo.

E aggiunge un dettaglio: quando va in onda, a suo dire, gli ascolti salgono. Anche sul tipo di progetto ha le idee abbastanza chiare. Alla domanda se preferirebbe un programma già esistente o un format nuovo, ha spiegato di voler condurre qualcosa che le somigli, facendo il nome di Grimilde come riferimento. Se mai dovesse tornare, vorrebbe farlo con un’idea affine alla sua cifra, non dentro un contenitore qualsiasi. Insomma, chi nasce Isola dei Famosi non può morire La Vita in Diretta.

La pensione, solo una questione di contributi

Sul capitolo pensione la Parietti è netta, e lo separa con cura dalla propria identità pubblica. Racconta di percepirla già, perché versa contributi da quando aveva 14 anni, ma precisa che in pensione non ci va. Una posizione legittima, certo, ma anche piuttosto comoda: quando alle spalle ci sono carriere lunghe, case, disponibilità economiche avanzate e una riconoscibilità costruita in decenni di televisione, la pensione smette di essere un tema di sopravvivenza.

D’altronde il suo percorso parla da solo: il debutto a teatro nel 1977, l’arrivo in tv nei primi anni Ottanta, poi Galagoal, Domenica In, Striscia la Notizia, Macao. Quando dice che una conduzione “non sarebbe male”, non parla certo da outsider.

Fellini, Agnelli e i grandi incontri

L’intervista si allarga poi ai nomi che hanno attraversato la sua vita. Su Federico Fellini il racconto parte dal primo incontro all’Eliseo di Roma, nei primi anni Ottanta, e passa per Giulietta Masina, un carteggio andato perduto, il ricordo delle esequie. Per Parietti, Fellini resta “l’unico genio” che non l’ha mai delusa.

Cambia registro quando si parla di Gianni Agnelli: meno mito, più retroscena. “Mi chiamava a casa”, ricorda: spesso, al telefono, rispondeva Paola Ferrari. Le chiedono se l’Avvocato la corteggiasse, e lei risponde di essere sempre stata “snob verso i potenti”, descrivendo un interesse elegante, mai esibito, mai disposto a rischiare un due di picche.

Amanda Lear, il mito. E i desideri ancora aperti

Nella parte più pop e intima dell’intervista Alba Parietti svela anche il suo modello. Mentre tutte sognavano di essere Raffaella Carrà, lei guardava altrove, come i Baustelle: “Il mio mito era Amanda Lear“, racconta, perché trova irresistibili le persone spiritose.

Tra i desideri ancora in sospeso, un secondo figlio che avrebbe voluto e un progetto che spera di realizzare: una serie tv sulla storia di sua madre, di suo padre e di suo zio. E quando le chiedono se si sia mai sentita una musa ispiratrice, la risposta arriva senza falsa modestia: “Mi è sempre piaciuto esserlo”.