Zelig 30 non avrebbe potuto avere un finale migliore. La quarta puntata, andata in onda lunedì 2 febbraio, è stata un rapido susseguirsi di comicità di gran classe, con il contributo di alcuni pezzi da novanta che hanno fatto la storia del programma (e del celebre locale, quando ancora la TV era lontana): Ale e Franz, Gioele Dix, Antonio Albanese per citarne solo alcuni. E non sono mancati neanche i colpi di scena, come la “proposta di nozze” di Claudio Bisio alla sua compagna di scena e grande amica Vanessa Incontrada. Questo e altro nelle nostre pagelle. Le ultime, purtroppo.
La “proposta di matrimonio” di Bisio. Voto: 8
Un emozionato Claudio Bisio ha pronunciato parole bellissime per la sua adorata Vanessa Incontrada, compagna di Zelig 30 e di tanti altri Zelig rimasti nella storia. “È stato un onore e un piacere lavorare con te, te lo dico col cuore…”, le dice davanti al pubblico entusiasta. Ma, si sa, con Bisio il colpo di scena è dietro l’angolo.
L’idillio si interrompe subito quando il conduttore si inginocchia davanti a lei e le porge una scatolina con un enorme anello di fidanzamento. La Incontrada sconvolta, lui che ribatta “Me l’ha dato un truzzo…”. Se non fosse che il “truzzo” in questione è proprio Rossano Laurini, il futuro marito della conduttrice, presente in prima fila per godersi lo spettacolo finale del programma.
“Poverino mio marito…”, commenta lei, divertita. E noi non possiamo che ridere insieme a loro per le battutacce di Bisio sul “futuro ex marito di Vanessa”.
Il look di Vanessa Incontrada. Voto: 8
Anche in quest’ultima puntata di Zelig 30 è d’obbligo citare il look di Vanessa Incontrada. Al netto delle critiche (talvolta incomprensibili) sui suoi outfit, giunte nelle scorse puntate, stavolta è innegabile che la conduttrice abbia fatto centro.
Per l’occasione ha scelto una mise elegante ma semplice, proprio come lei. Una camicia bianca con scollo all’americana con cravattino nero, abbinata a una gonna a sirena luccicante, il tutto completato da capelli effetto wet e da un make up di gran classe, con smokey eye e rossetto nude. Qua le critiche stanno proprio a zero.
Il 2025 di Max Angioni. Voto: 7
Ha iniziato nel 2001 sul palco di Zelig, per poi approdare a Le Iene nelle vesti di conduttore. Max Angioni ha regalato al pubblico di Canale 5 un momento di puro divertimento. Come sempre, del resto.
In poco tempo si è fatto amare al pari (possiamo azzardarlo, sì) di comici appartenenti alla vecchia scuola e certamente più rodati di lui. Stavolta ha proposto un recap del 2025, con tutti gli eventi più importanti dell’anno da poco conclusosi. Dall’ascesa al potere di Trump alla vittoria di Olly a Sanremo, dal Sinner primo italiano a vincere Wimbledon all’assurda rapina al Louvre. E proprio sui “cugini” francesi: “In Francia hanno inserito l’aborto nella Costituzione. Hanno festeggiato con fuochi d’artificio e tutto… una gioia che io capisco, immaginando il futuro con molti meno francesi”.
Un luogo comune visto e rivisto che – ammettiamolo – ci ha strappato comunque una risata.
Sconsolata irresistibile. Voto: 10
“Solo lei può dire certe cose”, hanno detto Bisio e Incontrada. Ed è proprio vero: Sconsolata può dire ciò che vuole sul palco, anche le battute più irriverenti e scorrette. Un sorriso lo strappa sempre, di vero cuore.
Il ritorno di Anna Maria Barbera è stato uno dei momenti più attesi di quest’ultima puntata di Zelig 30, perché chi c’era vent’anni fa al suo esordio e ha avuto modo di seguire la sua carriera, sa cosa sia riuscita a diventare nel tempo. Sconsy non è soltanto un personaggio nato dalla fantasia dell’attrice, ma una di famiglia che quasi ti aspetti ai pranzi coi parenti, in fila al supermercato o alla postazione shampoo del parrucchiere.
Tra gli highlights del suo sketch di questa sera: “Quando sono arrivata a Cologna era RTI ancora qua, adesso è diventato RSA”, “Vado in Texas e trovo un cowboy che riconosce la puledra”. Semplicemente irresistibile.
Ale e Franz sono Gin e Fizz (con un ospite a sorpresa). Voto: 8
Se di ritorni si parla, impossibile tralasciare quello di Ale e Franz nei panni di Gin e Fizz. Lo sketch “noir” è sempre stato uno dei più apprezzati dal pubblico, insieme ai dialoghi della panchina, per intenderci. Una comicità senza fronzoli, che si basa sulla parola e su giochi di significato che fanno dell’equivoco uno scherzo irresistibile.
Ma se è vero che i due fanno per cento già da sé, i rinforzi sul palco sono stati la ciliegina sulla torta. Oltre a Bisio e Incontrada, ecco che a sorpresa è arrivato il mitico Cochi Ponzoni: 84 anni (quasi 85) e non sentirli, come dimostra ogni volta che calca le scene. Un momento tra i più belli di questa edizione speciale di Zelig.
La mitica sigla di Cochi e Renato. Voto: 9
Mitico Cochi e mitico Renato Pozzetto, che ha festeggiato 85 anni la scorsa estate. E mitica anche la sigla che nel 2005 apriva ogni puntata di Zelig Circus: Libe-libe-là. Un testo un po’ “porno”, come lo ha definito lo stesso attore, che ha permesso al pubblico di fare un tuffo indietro nel tempo in un misto di sorrisi e malinconia. Grazie, davvero.
Una carrellata di pezzi da novanta. Voto: 10
Se c’è una cosa che dobbiamo all’ultima puntata di Zelig 30, è la possibilità di vedere sul palco una carrellata di pezzi da novanta del programma. Attori che sono delle vere e proprie istituzioni della comicità italiana, ognuno con un percorso artistico diverso che ha un punto in comune: esser passati da quello “scantinato” che nel tempo si è trasformato in un locale e, infine, in un grande palcoscenico pronto ad accogliere il talento, sotto ogni sua forma.
Abbiamo rivisto Marco Marzocca e il suo Ariel, il domestico tuttofare e pasticcione che racconta le sue assurde vicende in casa del badrone al grido di “S’è svampato, segnò!”. “Dopo tanto tempo, mi sono commosso”, ha ammesso l’attore che – gli intenditori lo ricorderanno – ha esordito in TV giovanissimo al fianco del grande Corrado Guzzanti.
E poi è arrivato anche lui, Antonio Albanese. Attore e regista affermato e molto amato dal pubblico, che della comicità ha fatto una missione di vita: “Io festeggio 36 anni, quando abbiamo iniziato nel sottoscala alla Martesana. Son partito da lì con Epifanio nel 1991-1992, mi batte forte il cuore… È veramente una grandissima emozione perché è partito tutto da lì”. È stata una fortissima emozione anche per noi, caro Antonio.
In ultimo, ma non per importanza, Gioele Dix, l’unico e inimitabile “automobilista inc****to” che tre decadi fa ha rapito il cuore del pubblico e che, a distanza di tanto tempo, non ha perso neanche un briciolo del suo smalto. “Sono passati trent’anni e in trent’anni sono cambiate tante cose… in peggio”, ha esordito così per poi parlare di autostrade, cantieri e parcheggi (male, ovviamente).