Giovedì primo ottobre l’arena di X Factor 2026 si è aperta alla prima puntata della nuova fase del talent: i Bootcamp. Un nuovo pezzo di avventura per i concorrenti che hanno ricevuto almeno tre sì dai giudici durante le Auditions.
In questa nuova fase, Irama, Jake La Furia, Francesco Gabbani e Paola Iezzi devono giocare di strategia, pesando bene a come utilizzare le proprie carte. Per passare, i concorrenti devono ottenere quattro carte verdi.
Anche una sola rossa, infatti, spegne il sogno di accedere alle Last Call. L’asso nella manica è però l’X Pass, il jolly che ogni giudice ha a disposizione per far accedere automaticamente un concorrente. E con le squadre da costruire, le scelte diventano ancora più difficili. Le nostre pagelle.
Giorgia, più che una conduttrice (9)
Ogni anno che passa, Giorgia ci racconta quanto sia giusta nel ruolo di conduttrice di X Factor. Lei è spettatrice, fan e collettore emozionale dei concorrenti che salgono sul palco. “A me piacciono tutti“, dice a inizio puntata dopo aver ascoltato appena due concorrenti. Ed è bello perché, mentre ai Live il suo contributo come conduttrice è ovviamente molto più marcato, qui riesce comunque a ritagliarsi uno spazio tutto suo.
Accoglie i concorrenti ed esulta quando passano, ha sempre una parola quando invece devono andare via. Ma soprattutto ha sempre una sua opinione, che spesso differisce da quella dei giudici. Questa è la differenza tra una conduttrice e una conduttrice cantante. E dà la sensazione che, in questo tipo di programma, Giorgia sia ancora una volta proprio nel posto giusto.
Jake La Furia pensa già alle squadre (7)
Ormai completamente dentro la macchina di X Factor, per Jake La Furia la prima puntata di Bootcamp è soprattutto una questione di strategie e ragionamenti in ottica di squadra. Si pensa già ai Live, insomma: non si scherza più.
Se una persona non pensa possa lavorare con lui, la carta è rossa in automatico, e ce ne vuole per gli altri giudici a convincerlo del contrario.
Il caso di Vito Damiano è l’emblema. Considerato valido da tutti meno che da lui, la sua canzone inedita Pensami per Jake è troppo “pop melodico vecchio stile”, per non dire “la musica che ascoltavo con mia nonna in macchina”, citandolo testualmente. Alla fine Vito passa, ma Jake resta lapidario.
Il pensiero arriva in generale su tutte le esibizioni. Severissimo e diretto sempre, senza fare sconti a nessuno nel bene o nel male.
Francesco Gabbani si gioca l’X Pass (10)
Poco giocherellone e molto concentrato, in questa puntata Francesco Gabbani sembra più scarico del solito, almeno finché non decide di giocarsi la carta più forte di tutte.
L’epifania arriva con Giacomo Calò, che canta Almeno tu nell’universo di Mia Martini. Quando lo annuncia, gli occhi si strabuzzano un po’ ovunque. “Un folle“, dice Giorgia, che però aggiunge subito quanto sia bravo. Ed effettivamente Giorgia non mente mai.
Se aveva già convinto alle Auditions, questa volta Giacomo è al di là di qualsiasi dubbio. Intenso, emozionante e soprattuto molto emozionato, senza che questo intacchi una sola nota. E Gabbani, che fino a quel momento era stato cauto, non si tiene più nulla: giù la carta e se lo fa suo, senza nemmeno un dubbio.
“Hai uno spessore di autenticità che per me è molto importante”. Che scacco agli altri giudici! Il dieci è per lui, ma anche e soprattutto per l’incredibile talento di Calò.
Irama, ormai giudice a tutti gli effetti (8)
Coerente con le altre puntate, si vede che Irama questo ruolo di giudice lo ha preso sul serio. Ascolta e vota sempre senza farsi influenzare dagli altri, cerca di convincere i colleghi a cambiare idea quando sembra sia il caso, e soprattutto non da mai un verdetto senza che ci sia una spiegazione dietro.
Per un cantante che dall’inizio della carriera si è fatto conoscere principalmente per le sue canzoni, come è anche giusto che sia, il tavolo di X Factor sta tirando fuori una chiave di sé inedita, segno di una professionalità che non ci dispiace affatto.
Per una cosa, però, si accomuna al suo predecessore Lauro: l’avvenenza con cui riesce a incantare pubblico e soprattutto concorrenti, che non gli levano gli occhi di dosso. Un abbraccio scappa a ogni puntata: che non lo consumino.
Paola Iezzi dove sei? (7)
Uscita da vincitrice con Rob dallo scorso X Factor, Paola Iezzi in questa edizione sembra ancora un po’ in disparte. Non ha paura di dire quel che pensa e di far valere le sue idee, ma ancora non è chiaro quello che cerca per formare la sua nuova squadra. Che sia strategia, nella volontà di non voler ancora scoprire le sue carte?
Sperando che sia solo un momento per prendere le misure, si sa che a Paola si perdona tutto, anche un po’ di “piattume” in più. Perché quando decide di esporsi sa essere molto più di quella che commenta una performance o mette in piedi il look perfetto: sa leggere i concorrenti, prendere una posizione e, soprattutto, dare un’impronta precisa alla propria squadra.
Nelle scorse edizioni ci ha dato moltissimo e non aspettiamo altro che arrivi il momento dei suoi colpi di testa a suon di citazioni, scelte imprevedibili e look da urlo.
Stefano, stroncato dall’ingiustizia sulle note di “Cambiare” (5)
Voce limpidissima, ricerca artistica, umiltà e grande voglia di crescere. Stefano Camuffo canta Cambiare di Alex Baroni, che già di per sé è una sfida incredibilmente difficile per il peso di un brano e di un artista inimitabili.
Il primo pensiero va a Giorgia, che a quella canzone e ad Alex continua a essere legata nonostante gli anni e il destino: la sua semplicità nell’accogliere l’omaggio con un dolore sul petto e le lacrime agli occhi è sicuramente il momento più vero di tutto X Factor.
E se tutti, dietro le quinte e sugli spalti, avevano già puntato alle quattro carte verdi, il verdetto ha dell’incredibile. A credere in lui è solo Irama, che in Stefano ha intravisto delle cose.
“Non ho visto una componente artistica delineata”, dice Gabbani, portandosi dietro il no anche di Paola e Jake. Ma se pensiamo alla performance e alla fase del talent, pensare di mandarlo a casa così, senza un mezzo tentennamento, sembra quasi un’ingiustizia.
Ma non è bastata nemmeno l’arringa di Irama, che si è sentito dire di usare l’X Pass. Stefano è andato a casa e, un po’, viene da chiedersi se la strategia abbia sempre senso o se, a volte, non sarebbe più utile guardare anche al momento del talent in cui si è. E se lui non meritava almeno le Last Call, chi?