X Factor 2026, pagelle della prima puntata: Giorgia regina dietro le quinte (10), Irama, debutto niente male (8)

Si aprono le porte di X Factor 2026 e le prime Auditions regalano già qualche sorpresa: le nostre pagelle

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Paola Landriani

Lifestyle Editor

Content e lifestyle editor, copywriter e traduttrice, innamorata delle storie: le legge, le scrive, le cerca. Parla di diversità, inclusione e di ciò che amano le nuove generazioni.

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Giovedì 10 settembre i riflettori di X Factor si sono accesi per una nuova edizione, la ventesima, di musica, grandi talenti e qualche sorpresa. E se squadra che vince non si cambia, è anche vero che ogni tanto un po’ di novità non guasta.

Ed è così che all’Allianz Cloud di Milano ritroviamo Giorgia, ormai bussola emotiva del programma, e il trio di giudici formato da Paola Iezzi, Jake La Furia e Francesco Gabbani. Una squadra rodatissima e già in sintonia, che quest’anno fa spazio a una new entry: Irama, emozionatissimo al suo debutto dietro al tavolo dei giudici.

Ma presenze fisse e novità a parte, alla prima puntata di Auditions i veri protagonisti sono, ovviamente, gli artisti e le artiste saliti sul palco per conquistare i giudici e guadagnarsi un posto nel programma. Le nostre pagelle.

Giorgia regina dietro le quinte (10)

Giorgia non ne sbaglia una. Anche se alle Auditions rimane letteralmente dietro le quinte, è proprio lì che fa vedere quanto sia indispensabile per il programma. Lei accoglie gli artisti e le artiste e li tranquillizza con la giusta misura tra maternità e irriverenza.

E un pensiero va anche ad Achille Lauro, che quest’anno ha lasciato il tavolo dei giudici. Giorgia gli augura di spaccare, in un piccolo gesto che dimostra come certi legami restino anche quando le strade si separano. Lauro c’è anche quando manca.

Ma non solo: sta con i genitori, gli accompagnatori, mamme, fratelli, amici e fidanzate. Guarda dal monitor, si emoziona e gioisce con loro. La giusta conduttrice nel programma giusto.

Jake La Furia, sempre lui (per fortuna) (9)

Accesissimo già dalla prima puntata di Auditions. Se potevamo pensare che il primo approccio dei giudici potesse essere un po’ sottotono, questo non è certo Jake. Battute a Irama, punzecchiamenti a Paola, ma anche piccoli commenti ai ragazzi e alle ragazze, più per provare a metterli a loro agio che altro.

Jake ci piace sempre: perché se deve dire che uno è bravo, lo fa, se non è bravo lo dice uguale. E non si mette a fare simposi lunghi, né addolcisce troppo la pillola. Lui è così come lo vedi, col suo galletto sul collo, ma senza essere galletto al tavolo.

Francesco Gabbani in cerca di energie (7)

Cantante e giudice di professione, mattatore per passione: Gabbani è ormai una presenza rodata al tavolo di X Factor. Ma quest’anno sembra voler fare meno il pignolo: nessun tecnicismo, solo grandi gentilezze. E forse anche per questo, almeno in questa prima puntata, sembra avere qualche marcia in meno del solito.

Quando arriva Camilla, la cantante che vive nel bosco, con lunghi capelli rossi, cerca pure di sentire la sua energia per capire se vale la pena darle un sì.

“Il colmo per un pappagallo? Avere un figlio ripetente” tira fuori a un certo punto, come un fulmine a ciel sereno. Ed ecco che il suo inconfondibile animo da comico torna al tavolo. Forse un po’ di energia gli manca ancora, ma è solo la prima puntata.

Paola Iezzi, un diesel (6)

Sempre bellissima, onesta e attentissima a ogni concorrente pronto a salire sul palco. Paola osserva, ascolta, dice la sua e quando serve scherza con leggerezza e qualche perla di cultura pop. Questa volta, però, la sua anima più irriverente sembra essere rimasta un po’ in panchina.

La ritroviamo con felicità perché anche lei, come Giorgia, è ormai una colonna portante di X Factor. E proprio per questo ci aspettiamo qualcosa in più: in questa prima puntata è presente, precisa e sempre dalla parte di chi ha davanti, ma un po’ meno protagonista di quanto siamo abituati a vederla. Insomma, Paola parte diesel. Ma è solo la prima puntata: speriamo che nelle prossime metta un po’ più di gas.

Irama, debutto niente male (8)

Grande debutto in una posizione difficile: si prende la poltrona di Lauro, che ha un seguito fedelissimo e un personaggio difficile da dimenticare a quel tavolo dei giudici.

Parte emozionato e sembra voler rimanere in sordina. Ma l’emozione, per fortuna, non gli gioca lo scherzo che spesso può cogliere i novellini: quello di dire sì a tutti per non apparire cattivo o ipercritico. Irama, fin dalla prima puntata, dice la sua e, se c’è da rimandare qualcuno, lo fa senza troppi giri, senza dover per forza far passare il suo arrivo come un voto di comfort.

Lavora per sottrazione: se Achille ci aveva abituati a lunghe digressioni, lui sceglie invece di andare dritto. Elegante, mai antipatico, ma pur sempre dritto.

Harrison, il cantante che si porta il prof (5)

Ricciolino, standing sicuro, inedito scritto. Harrison arriva da Roma, ma insieme a lui non ci sono famiglia, fidanzata o amici. C’è invece il suo prof di filosofia, che si dà il caso sia anche la persona con cui scrive i suoi pezzi. Si ispirano alla mitologia, ai voli pindarici.

L’inedito portato sul palco suona più come un pop vintage con sonorità alla Alan Sorrenti e non convince del tutto i quattro giudici. Per lui X Factor finisce subito. La questione della scrittura con il professore, che in effetti è una cosa insolita, non è bastata e per ora Battisti e Mogol restano saldamente al loro posto.

Salvate Prince e Mina (4)

Se a X Factor ci sono tante grandi scoperte, è innegabile che il bello sia anche vedere cosa succede quando sul palco si osa un po’ troppo. E se è vero che alcuni pezzi sono forse intoccabili, sicuramente, quando si sceglie di metterci mano, bisognerebbe farlo con un certo non so che.

E quindi aiuto: Tintarella di luna trasformata in una dark song, o Prince, la cui Purple Rain è diventata una festa di gorgheggi da occhi fuori dalle orbite.

Il culmine è però 50 Special, dove i Sad Twins devastano un pezzo iconico del povero Cremonini in modo irreversibile, facendo piangere di dolore non pochi millennials. Scusateli tutti, non sanno quello che cantano.

Mad-Dog, gli One Direction che ci meritiamo (9)

Facce pulite, gote arrossate e una vibe da One Direction di Sassari. I Mad-Dog portano un pezzo degli Arctic Monkeys e si trasformano. Dietro a maglie a righe, camicie e cravattini si nascondono musicisti mica male, rockettari al punto giusto. Un muro di suono che piace a tutti.

Da anni ormai X Factor non ha una band rock davvero forte, forse dagli Omini. Che loro possano essere un buon punto di partenza?