In diretta dal Circo Massimo di Roma, la prima edizione del concerto Vita!, condotto da Nek e Giorgia Cardinaletti, è stata una celebrazione di ciò che abbiamo di più prezioso al mondo: la nostra vita. Tra show e momenti di riflessione con i Premi Nobel e con le parole degli stessi artisti che si sono susseguiti sul palco, non è mancato qualche attimo di emozione e battute destinate a rimanere nella storia (come quella di Gianni Morandi, che ha la nostra stima, il rispetto e l’amore per sempre).
Andrea Bocelli apre il concerto con un segreto. Voto: 6
Il concerto è iniziato con il “botto”, anzi, con una delle voci di cui siamo più orgogliosi in Italia. Andrea Bocelli è stato il primo a salire sul palco del Circo Massimo e lo ha fatto con una confessione che il pubblico non si aspettava. “Sono qui, canto per la prima volta dopo tanti giorni. Un segreto che vi dico: ho avuto una terribile laringite. Stasera volevo esserci, ho fatto il mio meglio”. E quel “meglio” è comunque un livello che il 99% di noi si sogna con una laringite. Per fortuna, esistono certezze granitiche al nostro mondo ed è che Bocelli potrebbe cantare con la febbre a 40 e resterebbe sempre Bocelli.
Gianni Morandi, è la leggerezza il sale della vita. Voto: 10
Gianni Morandi è salito sul palco e ha cantato Vita, la canzone che ha condiviso con Lucio Dalla nel 1988. E subito il pensiero è andato lì, a quell’amicizia bolognese che ha segnato la musica italiana. “Ho condiviso con Lucio questa canzone. Lui è lì, che ci sta guardando. Si fa una risata”. Dopo la sua esibizione, Giorgia Cardinaletti gli ha rivolto una battuta: “Due premi Nobel per la medicina vorrebbero studiarti per capire da dove arriva tutta questa energia e vitalità“. La replica di Morandi è stata unica: “Da eterno ragazzo a eterno riposo è un attimo”. Applausi e risate per lui, che è riuscito a ironizzare sul tema più difficile di tutti, con quella battuta ormai legata all’amico Fiorello. E forse è questo il segreto della vita, saperla “masticare” con leggerezza, soprattutto a 81 anni.
Annalisa, il Circo Massimo canta con lei. Voto: 8
Annalisa è ovunque, e c’è un motivo. Fantastica come sempre, impeccabile vocalmente, nata per stare sul palco: il Circo Massimo ha cantato con lei dall’inizio alla fine, in un coro che ci ha quasi riportati a quel momento magico dei David di Donatello, con la sua apertura da cinema. Promossa su tutta la linea, come sempre, anche per il suo invito ad ascoltare la scienza: “Punto l’accento sul riconoscere la competenza, a volte non ci fidiamo, pensiamo di fare meglio da soli, fidiamoci di quelli che son capaci”. Non è banale come riflessione: oggi più che mai abbiamo bisogno di tornare a fidarci.
Il monologo di Raoul Bova sulla gentilezza. Voto: 9
Forse uno dei momenti più alti della serata, quello in cui Raoul Bova è arrivato sul palco per interpretare un monologo anche un po’ provocatorio. Una serie di insulti, di frasi che forse almeno una volta nella vita ci siamo sentiti dire. Di frasi che abbiamo interiorizzato e, purtroppo, persino accettato, senza rendercene conto.
“Nullità. Vecchio. Ritardato. Ma ci sei? Ma come vai in giro conciata? Che schifo. Fai schifo. Torna al tuo paese. Sei ridicolo. Cicciona, ciccione. Fuoriluogo, fuori posto, fuori contesto. Non potevi essere una donna? Sei un mezzo uomo. Non vuoi essere un Campione? Guarda: io guadagno il triplo di te. Te la sei cercata. Non ci arrivi da solo, eh? Sei solo un peso. Mi deludi sempre: fallito, fallita. Perché non sei come gli altri? Non hai amici. Inutile spiegarti: tanto non capisci. Ma lo sai la gente che cosa pensa di te? Non servi a nessuno: io mi vergogno di te. Non potevi nascere normale? Non vali niente. La scienza dice che quando fai sentire una persona inferiore la uccidi lentamente: è stato accertato, ampiamente dimostrato, lo chiamano dolore sociale. Un’umiliazione attiva nel cervello le stesse zone di una ferita aperta, lo stesso dolore, e quelle parole che ti entrano dentro non escono più, restano dentro di te, sepolte. Ma se le parole possono ferire così a fondo, ce n’è una più potente delle altre, che può ridare un senso a chi l’ha perso: è la gentilezza, la cura più efficace e più forte che abbiamo”.
Antonello Venditti chiude con Notte prima degli esami. Voto: 9
Poteva mancare lui? Un concerto che si chiama Vita e si tiene a Roma senza Antonello Venditti sarebbe stato un controsenso. “Roma ha tanti Imperatori, non mi vorrei sommare a tanti altri. Roma è unica, e forse anche io sono unico“, ha detto prima di sedersi al pianoforte. “Sono abbastanza emozionato, perché adesso sto per cantare quello che tutti voi…”. In questi giorni di Maturità, da Nord a Sud, migliaia di ragazzi stanno cantando quella canzone, quasi un rito di passaggio per ciascuno di noi.
Lorella Cuccarini e il ricordo di Rita Levi Montalcini. Voto: 9
Emozionante l’omaggio di Lorella Cuccarini a una donna che ha fatto della scienza la sua vita stessa: Rita Levi Montalcini. Per la Prof più amata di Amici, felicissima di essere sul palco, è un onore essere lì, per “festeggiare lo spettacolo più creativo e sorprendente, e si spera più a lungo possibile, che è appunto la vita”. In occasione di questa celebrazione, ha ricordato una delle massime della Montalcini: “Ho perso un po’ la vista, molto l’udito, alle conferenze non vedo le proiezioni e non sento bene, ma penso più adesso di quando avevo 20 anni. Il corpo faccia quello che vuole, io non sono il corpo. Io sono la mente“.
Emma, le cicatrici e il suo corpo che è un “altare”: la lezione più bella. Voto: n.d.
Quando Emma è tornata sul palco per cantare per la seconda volta, Giorgia Cardinaletti le ha rivolto una domanda: se la malattia – superata, combattuta, vinta – l’avesse portata a pensare al proprio corpo in modo diverso. “No, perché una grandissima donna, mia mamma, che è sempre stata una grande fonte di ispirazione per me e lo è ancora, mi ha insegnato a nutrire e a far crescere quello che ho dentro. Il corpo è solo un involucro. Quello che resterà di me tra 150 anni è la mia anima. Nonostante le cicatrici, ho combattuto per tenerlo in vita. Lo tratto come se fosse un altare, perché ho avuto la possibilità di tenerlo in vita, cosa che altre donne e altre persone non hanno avuto la fortuna o la possibilità di fare”.