Corinne Cléry è tornata a Verissimo. Ospite di Silvia Toffanin, l’attrice ha voluto riaprire il capitolo legato al rapporto difficile con il figlio Alexandre Wayaffe: un legame che negli anni si è profondamente incrinato fino a spezzarsi del tutto. Alla base della rottura, ancora oggi insanabile, ci sarebbero alcune questioni economiche che li hanno portati a non parlarsi da ben nove anni.
Corinne Cléry, la confessione sul difficile rapporto col figlio
Non è mai facile aprirsi e confessare che uno dei propri affetti più cari possa, in qualche modo, farci del male. E lo è ancora meno se questa persona è tuo figlio. Corinne Cléry, però, ha scelto di farlo per se stessa e per chi vive una situazione simile alla sua.
Già ospite del salotto di Silvia Toffanin, l’attrice francese aveva raccontato di non parlare da tempo con suo figlio. Motivi, aveva spiegato, legati ai soldi e a una manipolazione emotiva che li ha portati a una rottura dolorosa e che oggi li ha condotti in tribunale.
Una storia che l’attrice è tornata a raccontare in studio, confermando ogni parola. Più lucida e consapevole, ma comunque emotivamente coinvolta.
Nella lunga intervista con Silvia Toffanin, Corinne ha spiegato che tra i motivi della chiusura ci sono questioni economiche: “Mi ha chiesto di fare un investimento all’estero che non ho controllato perché era mio figlio. I soldi però andavano a lui, non all’investimento. Da lì sono cominciati i grandi problemi. Quando becchi una persona in flagrante finisce per odiarti”.
Ma non solo: in passato aveva scelto di intestargli gran parte dei suoi averi, tra cui un casale in cui lei stessa abita e che, oggi, sembra lui voglia vendere.
Una scelta, quella dell’attrice, presa in un momento complicato a livello di salute, che l’ha portata ad affidare a lui le sue cose: “Avevo paura. Gli ho chiesto chi si sarebbe occupato di me se mi fosse successo qualcosa. E lui mi disse: ‘Io mamma’. E io non ho capito più nulla. Ero convinta che mi amasse veramente. Invece poi è partito all’estero”.
Corinne volta pagina: meno rabbia e un nuovo progetto
Oggi però Corinne Cléry guarda alla vicenda con uno sguardo diverso. Meno emotivo, più lucido. “Non c’è più speranza, ma nemmeno la rabbia”, ha spiegato, lasciando intendere come il tempo abbia trasformato il dolore in una consapevolezza più profonda. La situazione ora si è spostata sul piano legale e l’attrice è seguita da avvocati, determinata a difendere ciò che resta della sua serenità.
Ma da questa storia, così privata e dolorosa, è nata anche una nuova spinta. Cléry ha raccontato di aver iniziato a ricevere moltissimi messaggi da persone che si riconoscono nel suo vissuto, tra rapporti familiari complicati, sensi di colpa e silenzi difficili da rompere. Un’ondata di testimonianze che l’ha colpita profondamente e che l’ha portata a mettersi in gioco anche per gli altri.
“Sto studiando e vorrei avviare un pronto soccorso per le famiglie perché ricevo messaggi allarmanti. Moltissime persone vivono la mia situazione se non peggio. Mi si è aperto un mondo di sofferenze, omertà e vergogna. Quello che ho sentito per tutti questi anni”.