Ha stupito, e non poco, la scelta di Paolo Bonolis di ritrovarsi, solo, a condurre un programma come Taratata. Assoluta protagonista è la musica, con gli artisti a rubare la scena e lui chiamato a fare da coordinatore tra un’esibizione e l’altra.
Sembra quasi lo scotto da pagare per poter ottenere quanto davvero desiderato, come il ritorno de Il senso della vita, paventato e non ancora concretizzato. Detto ciò, la seconda puntata è andata meglio della prima. Maggiore fluidità e coinvolgimento, al netto del fatto che è forse il format a creare qualche problema.
Giuliano Sangiorgi vs Annalisa. Voto: 4
Altro che duetto, quello tra Giuliano Sangiorgi e Annalisa è apparso quasi come uno scontro. Dopo essersi esibita in apertura del programma, la cantante ha risposto a qualche domanda di Bonolis, utile principalmente a ricordare le date del tour e l’ottimo risultato di vendita raggiunto. Il pubblico è tutto con lei, rendendola l’assoluta regina di serata (anche sul re nessun dubbio: Gigi D’Alessio).
Poco dopo, però, il momento che doveva regalare brividi di piacere lungo la schiena, ha invece generato solo tanto imbarazzo. Giuliano Sangiorgi ha tentato di imitarsi da solo, rimarcando a più non posso ogni tratto di Bellissima, fin dalle prime note. Il tutto dinanzi proprio ad Annalisa.
Un duetto che stona, per quanto non in senso letterale.
Alessandra Amoroso e la ninna nanna per la figlia. Voto: 8
Totalmente padrona dello studio, Alessandra Amoroso arriva e canta un medley di suoi successi. Come nel caso di Annalisa, anche lei si concede poi una versione personale di un brano fuori repertorio. Sceglie Amor mio di Mina e le rende ampiamente giustizia.
A differenza di un’eterna timida e un po’ insicura Annalisa, poi, tiene bene testa a Bonolis nel faccia a faccia. Racconta anche un curioso e dolce aneddoto riguardante la sua Penelope. La piccola adora Serenata, brano estivo divenuto una hit, cantato insieme con Serena Brancale. Di fato è la ninna nanna di sua figlia e si può dire che le cose stanno così fin dalla gravidanza:
“In pancia stava tranquilla soltanto quando cantavo questa canzone. Appena finivo, riprendeva a scalciare”.
Gigi D’Alessio Show. Voto: 6
Stupiti in prima persona che nella Chorus Life Arena di Bergamo conoscessero a memoria le parole delle sue canzoni, quasi si trattasse di Napoli.
Gigi D’Alessio si è goduto l’affetto del pubblico, lasciando spesso cantare gli spalti. Tra un brano intonato a metà e l’altro, però, tanto spazio tutto per sé. Sommando le chiacchiere pre e post canzone, i brani eseguiti e il confronto con Bonolis prima e Annalisa poi, il minutaggio raggiunto è quello di un co-conduttore.
È tornato Luca Carboni. Voto: 7
Luca Carboni è uno dei ritorni più graditi: lontano dalle scene da tempo, riappare con occhiali da sole e berretto. Dopo aver condiviso il palco con Fiorella Mannoia e Giuliano Sangiorgi sulle note di Farfallina, si prende la scena con Mare Mare e Ci vuole un fisico bestiale.
Ha scelto Taratata per fare il proprio ritorno televisivo, ribadendo il suo imminente tour. Un nuovo abbraccio col suo pubblico, e poi spazio a un episodio ormai lontano nel tempo e semplicemente splendido.
Bocciato all’esame per la patente, a 19 anni si è fatto accompagnare da suo cugino presso un’osteria di Bologna, “Da Vito”, frequentata spesso da cantanti famosi. Nessuna cassetta con i suoi brani meglio riusciti, bensì tutti i testi scritti fino a quel momento.
Chiede ai camerieri di aiutarlo, ovvero di consegnare il tutto a Lucio Dalla. Questi resta stupito, fa leggere i testi anche ai commensali e poi inizia una telefonata. In quel momento però Luca Carboni irrompe e si presenta, ignaro del fatto che uno dei suoi idoli stesse cercando di rintracciare proprio lui. Quando si dice che il destino devi costruirtelo da solo.
L’abbraccio a Fiorella Mannoia. Voto: 7
Nella parte conclusiva del programma, Fiorella Mannoia mette piede sul palco e sembra quasi che il pubblico non attendesse altro che lei. Reazione a dir poco calorosa, con la cantautrice che non si tira indietro e offre un medley di brani molto vario.
Canzoni proprie e non solo, aggiungendo al repertorio anche Vasco Rossi, cantato in coro, e Fabrizio De André, cimentandosi in un featuring con Alessandra Amoroso e Annalisa. Unica pecca di questo momento? Bocca di rosa cantata dando più importanza a musica e vocalità rispetto alle parole.
Edoardo Leo racconta i cantastorie. Voto: 6
Dopo aver cantato un po’ Stand by me con Alessandra Amoroso, un imbarazzato Paolo Bonolis si siede su una panchina. Al centro dello studio viene raggiunto da Edoardo Leo, che ride un po’ sotto i baffi dopo l’esibizione del conduttore. Sappiamo che è in grado di fare un po’ tutto ma, come dire, magari potrebbe continuare a usare il microfono per altri scopi.
Inizia il momento “romanesco”, con una mezza gaffe in apertura (scritta o improvvisata, non è chiaro): “Ma qui arriva chiunque”. Archiviato l’episodio, si tenta di portare Roma a Bergamo e il pubblico risponde cantando in coro Tanto Pè Cantà, dopo i brani napoletani di D’Alessio. Nasce così un’analisi del testo che dimostra come il ritmo spesso inganni, facendo credere che i brani della tradizione siano allegri quando il contenuto racconta tutt’altro.
Un momento che funziona poco e, al di là della prima reazione del pubblico, lascia poi la platea piuttosto fredda. Anche da casa l’effetto non convince. Successivamente, Edoardo Leo resta solo sul palco, si alza e parla dell’importanza dei cantastorie. Ricorda Pino Daniele, cantato poi da Fiorella Mannoia, e il momento trova finalmente un senso. Forse però è troppo poco per giustificare la presenza dell’attore e regista, che avrebbe potuto dare di più.