Roberto Savi a Belve Crime, l’intervista dopo 32 anni di silenzio

Francesca Fagnani intervista Roberto Savi, capo della Banda della Uno Bianca: le parole a "Belve Crime"

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Paola Landriani

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Trentadue anni di silenzio, poi uno sgabello davanti a Francesca Fagnani. Roberto Savi, capo della Banda della Uno Bianca, ha scelto Belve Crime per parlare per la prima volta dal carcere di Bollate, dove è detenuto.

Un faccia a faccia che non risparmia nulla: dichiarazioni forti e che potrebbero riaprire i processi, come chiedono da tempo i familiari delle vittime, convinti che la verità giudiziaria non coincida pienamente con quella storica.

“Belve Crime”, Francesca Fagnani intervista Roberto Savi

Al centro dell’intervista in onda martedì 5 maggio, uno degli episodi più controversi della storia della Uno Bianca: l‘omicidio nell’armeria di via Volturno, avvenuto a Bologna il 2 maggio 1991. Quel giorno furono uccisi la titolare Licia Ansaloni e il suo collaboratore, l’ex carabiniere Pietro Capolungo.

Le sentenze parlarono di rapina ma Roberto Savi, messo alle strette da Francesca Fagnani, ribalta quella versione con una semplicità disarmante: “Ma va la, la rapina… Chi va a rapinare pistole? Non avevamo nient’altro che pistole in quella casa”.

La conduttrice cerca quindi di capire il motivo dell’evento: “Lui era ex dei servizi particolari dei Carabinieri. Volevano una scusa, farlo fuori in qualche maniera. Che scusa prendiamo?”.

Non fu dunque un’azione autonoma, stando alle parole di Savi. Quella e altre, racconta, venivano chieste dai cosiddetti apparati: “Ogni tanto venivamo chiamati: ‘Facciamo così’, e facevamo così”.

Roberto Savi e Francesca Fagnani
Ansa
Roberto Savi intervistato da Francesca Fagnani

È a questo punto che Fagnani affonda sul mistero più grande dell’intera vicenda: sette anni di omicidi, rapine e stragi su tutto il territorio nazionale, eppure la banda è sempre rimasta nell’ombra.

“Come mai non vi hanno preso? Non le sembrava strano?” chiede la conduttrice. Savi risponde con un sorriso beffardo: “Un po’ sì”.  Poi, la rivelazione che pesa di più: “Sono subentrati personaggi non delinquenti che ci hanno garantito protezione. Ci sentivamo sicuri di muoverci”.

Banda della Uno, i dettagli raccontati da Roberto Savi

C’è poi un dettaglio che Savi confessa a Francesca Fagnani. Un elemento legato ai suoi spostamenti in quel periodo: negli anni della banda, trascorreva stabilmente parte della settimana nella capitale.

“Tutte le settimane, passavo due o tre giorni a Roma“. Fagnani coglie il filo e non lascia cadere la questione: “Con chi parlava?”. Lui risponde sardonico, senza troppa fretta: “Eh, con chi parlavo… Andavo giù per parlare con loro“. “Loro chi? I Servizi?”, insiste la giornalista.

“Ma sì… Insomma, quelli ci hanno aiutato, non ci hanno fatto prendere. E poi ci hanno fatto prendere”. Parole che, se confermate, aprirebbero scenari inquietanti su uno dei capitoli più bui della cronaca nera italiana.

Dove e quando vedere “Belve Crime”

L’appuntamento con Belve Crime, spin- off legato ai casi di cronaca più controversi, è programmato per stasera, martedì 5 maggio, in prima serata su Rai 2 e in streaming su Rai Play.

Oltre a Roberto Savi, Francesca Fagnani scava nelle storie che vedono e hanno visto protagoniste Rina Bussone e Katharina Miroslawa. Tra le novità di questa edizione anche la presenza di Elisa True Crime, youtuber e podcaster che si occupa di cronaca nera e che introduce la storia di ciascun ospite prima dell’intervista.