Come sta Vittorio Sgarbi, l’amico Stefano Papetti parla a La Volta Buona

Stefano Papetti racconta le condizioni di salute di Vittorio Sgarbi, la depressione e i primi segnali incoraggianti dopo la crisi respiratoria

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

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Il quadro clinico resta delicato, ma arrivano segnali incoraggianti sulle condizioni di salute di Vittorio Sgarbi. Il critico d’arte è ricoverato da oltre due settimane al Policlinico Gemelli di Roma. Il 74enne sta affrontando un periodo particolarmente difficile, segnato non soltanto dai problemi respiratori che hanno reso necessario il ricovero in Terapia intensiva, ma anche da una sofferenza psicologica che, secondo chi gli è vicino, si trascina da tempo. A raccontare come sta è Stefano Papetti, storico dell’arte e direttore dei Musei civici di Ascoli Piceno, legato a Sgarbi da un’amicizia che dura dagli anni Ottanta. Ospite in collegamento a La Volta Buona, il programma condotto da Caterina Balivo su Rai 1, Papetti ha riferito i dettagli della sua recente visita in ospedale, lasciando intravedere qualche spiraglio di ottimismo.

Aggiornamenti sulle condizioni di salute di Vittorio Sgarbi

Un’amicizia lunga oltre quarant’anni, nata dalla comune passione per l’arte e consolidata attraverso collaborazioni, incontri e confidenze. È questo il legame che unisce Vittorio Sgarbi e Stefano Papetti, che ha voluto raggiungere personalmente l’amico al Policlinico Gemelli per sincerarsi delle sue condizioni.

Il racconto, affidato al cronista de La Volta Buona Domenico Marocchi, restituisce l’immagine di un uomo ancora provato dalla malattia, ma capace di mostrare alcuni segnali di ripresa. “L’ho trovato molto meglio, autonomo nel respirare, attivo nel partecipare alle conversazioni”, ha spiegato Papetti, sottolineando i progressi osservati rispetto alle condizioni precedenti.

Ma per il recupero totale servirà ulteriore tempo. “Non è prevedibile che possa essere dimesso presto: deve fare tutta una serie di attività di riabilitazione”, ha precisato lo storico dell’arte. Papetti ha inoltre confidato che i medici hanno richiamato Sgarbi, invitandolo a collaborare maggiormente con il personale sanitario durante il percorso di cura.

A colpire l’amico è stato soprattutto il contrasto tra l’immagine pubblica del critico, conosciuto per il temperamento polemico e le accese discussioni televisive, e quella privata. “Per me che l’ho conosciuto in privato, è meno battagliero di quel che sembra“, ha detto.

La depressione di Sgarbi e il ritorno dell’interesse per l’arte

Accanto alle difficoltà fisiche di Vittorio Sgarbi, ci sarebbe anche una sofferenza psicologica che rende più complesso il percorso di recupero. A parlarne è stato lo stesso Papetti, che ha descritto una situazione precedente al ricovero. “C’è una depressione che va avanti da tempo, su cui si innesta anche il problema fisico”, ha dichiarato durante il collegamento televisivo.

Parole dalle quali si evince un aspetto più intimo e fragile del critico d’arte, lontano dall’immagine dell’intellettuale combattivo che il pubblico ha imparato a conoscere nel corso degli anni. Secondo l’amico, le difficoltà emotive si aggiungono a quelle legate alla malattia, rendendo particolarmente importante il percorso di assistenza e riabilitazione.

Ma, proprio durante la visita, Papetti ha osservato un comportamento che lo ha rassicurato. Sgarbi avrebbe infatti ricominciato a interessarsi a ciò che da sempre rappresenta il centro della sua vita: l’arte.

“Già ieri aveva iniziato a guardare sul telefonino dei quadri, quindi devo dire che la parte storico-artistica è ancora molto attenta”, ha affermato. Un dettaglio apparentemente piccolo, ma significativo agli occhi di chi lo conosce da decenni.

Nonostante la debolezza fisica e le difficoltà del momento, Sgarbi continua a mostrare interesse per le opere d’arte, un universo al quale ha dedicato gran parte della propria esistenza professionale e personale.