Beyoncé sorprende con Morning Dew (Donk), il primo brano inedito dopo due anni

Beyoncé torna con "Morning Dew (Donk)", il primo inedito in due anni: parte il conto alla rovescia verso i vent'anni di B'Day

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Serena De Filippi

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I fuochi d’artificio del 4 luglio, quest’anno, li ha accesi lei. Mentre l’America festeggiava il Giorno dell’Indipendenza, Beyoncé ha pubblicato senza il minimo preavviso Morning Dew (Donk), di fatto il primo brano inedito dopo due anni di silenzio discografico. Un vero e proprio dono per i suoi tanti fan in giro per il mondo – la community si chiama BeyHive – e ha dato naturalmente il via al conto alla rovescia: la meta è il 4 settembre, quando vedrà la luce l’edizione per il ventennale di B’Day. Data tutt’altro che casuale, visto che coincide con il compleanno della regina del pop.

Beyoncé, il nuovo singolo è Morning Dew (Donk)

La nuova canzone di Beyoncé è, in realtà, una vecchia conoscenza, e vanta una storia quasi da “giallo” che va avanti da oltre un decennio. Nata parecchi anni fa, Donk è rimasta chiusa in un cassetto, salvo poi affiorare in Rete in una versione trapelata. Su TikTok il brano era diventato un tormentone virale, al punto che i fan ne reclamavano a gran voce un’uscita ufficiale.

Detto, fatto. Beyoncé ha finalmente sdoganato il suo “classico da caveau”, rimettendoci mano e ripulendolo per l’occasione: un R&B sensuale, un lento dal groove che riporta dritti alle sue radici dei primi anni Duemila. Il testo racconta un amore di lunga data che sembra quasi più un “primo amore” per le emozioni che è in grado di scatenare: non mancano ammiccamenti maliziosi e qualche doppio senso, insieme a una citazione del film cult Purple Rain. Ad accompagnare tutto, un lyric video in bianco e nero che recupera immagini d’archivio di vent’anni fa, firmato dal fidato collaboratore Cliff Watts.

I vent’anni di B’Day

Ma perché proprio questo brano, e perché adesso? B’Day, secondo disco della carriera solista dell’artista, sta per spegnere venti candeline: uscito nel settembre del 2006, sbancò all’istante le classifiche americane e consegnò al mondo gioielli come Déjà Vu e Irreplaceable, valendole tra l’altro un Grammy (per la precisione, al Miglior album R&B contemporaneo). Fu il lavoro che, chiusa l’avventura con le Destiny’s Child, la incoronò definitivamente come artista a sé stante. Per celebrarlo, l’etichetta ha annunciato una ristampa, e Morning Dew (Donk) ne è il primo “assaggio”, se così possiamo dire.

Da quando ha inaugurato la sua ambiziosa trilogia con Renaissance, proseguita poi tra le sonorità country di Cowboy Carter, la BeyHive freme per il terzo e ultimo capitolo, mai ufficializzato e da tempo dato per virato verso il rock. Qualcuno ha voluto scorgere in questa uscita un indizio in quella direzione, salvo doversi ricredere: per ora l’operazione resta legata a doppio filo al ventennale di B’Day, niente di più.

Se sia pura nostalgia o il preludio a qualcosa di più grande, lo dirà il tempo. Intanto una certezza c’è: ogni volta che Beyoncé torna alla carica, foss’anche solo per riesumare un vecchio inedito, la sua musica torna a essere la più chiacchierata del pianeta. Il conto alla rovescia, ora, è ufficialmente partito, ma c’è da dire che negli anni ci ha abituato alle sorprese; Beyoncé ha sempre un asso nella manica per accontentare i suoi fan.