Herpes zoster, chi soffre di malattie cardiovascolari rischia di più, ecco perché

Perché è importante non sottovalutare gli effetti dell'infezione nelle persone con patologie cardiovascolari

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Federico Mereta

Giornalista Scientifico

Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

Lo sappiamo, la malattia da Herpes zoster purtroppo non è ancora compresa bene ed è spesso sottovalutata. Ma non bisogna fare l’errore di considerare l’infezione ed il fuoco di Sant’Antonio una delle complicanze più temibili, una minaccia solamente in base all’età. Il problema da affrontare è su due livelli: occorre considerare, con particolare attenzione, non solo le persone in buona salute ma avanti con gli anni che non sanno di rischiare inutilmente di sviluppare una patologia debilitante ma evitabile, ma anche i soggetti di ogni età che, a causa di altre patologie o particolari condizioni, rischiano di peggiorare notevolmente la propria salute sviluppando questa malattia. Nell’ambito del percorso di informazione “Herpes Zoster e……” cerchiamo quindi di comprendere perché si deve fare particolare attenzione all’infezione ed alla sua prevenzione, chi è a rischio di patologie cardiovascolari o comunque le ha già sviluppate, dall’infarto fino all’ictus e allo scompenso cardiaco solo per citarne alcune. Lo facciamo con il Professor Pasquale Perrone Filardi, ordinario di cardiologia, Direttore del dipartimento di scienze biomediche avanzate presso l’Università Federico II di Napoli.

Un “incidente” da evitare

Le persone a rischio cardiovascolare, ancor più se con diabete, dovrebbero quindi informarsi con il proprio medico sull’opportunità di proteggersi tramite vaccinazione. L’infezione da Herpes zoster rappresenta innanzitutto una sorta di “incidente” nel percorso di salute della persona che presenta diversi fattori di rischio cardiovascolare: dall’ipercolesterolemia fino all’ipertensione, passando per il diabete ed il sovrappeso. In primo luogo perché la riaccensione virale induce uno stato di infiammazione potenzialmente molto pericoloso. Questo è ovviamente anche più vero se già ci sono stati eventi come infarti o ictus o si è sviluppato uno scompenso cardiaco. Se si sviluppa l’infezione quindi può salire il rischio di ulteriori complicanze gravi, inclusi infarti e ictus, proprio per il ruolo di “carburante” per l’infiammazione che il virus può esercitare, incrementando il profilo di rischio. Le risposte infiammatorie, oltre ad avere un’azione diretta sulla parete dei vasi, possono anche favorire la formazione di coaguli all’interno delle arterie, con evidente maggior rischio di ischemie.

Sponsor dell’iniziativa è GSK

 

Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate. Si raccomanda quindi di rivolgersi al proprio medico curante prima di mettere in pratica qualsiasi indicazione riportata e/o per la prescrizione di terapie personalizzate.