Colpo di calore e malanni da caldo, come riconoscerli e affrontarli

I sintomi per distinguere il colpo di collasso da calore dal colpo di sole. E cosa fare in caso di necessità

Federico Mereta Giornalista Scientifico

Avere caldo e sudare è del tutto normale quando la temperatura esterna si alza, soprattutto in presenza di un elevato tasso di umidità. Ma quando cominciamo ad avere uno strano senso di mancamento, che può addirittura portare a svenire, magari accompagnato anche a nausea, vomito, qualche linea di febbre e inspiegabili crampi ai muscoli, il rischio è quello del colpo di calore e del collasso di calore. Una situazione potenzialmente grave, specie per i bambini e gli anziani. Che va riconosciuta ed affrontata per tempo.

Colpo di calore o collasso da calore?

Si chiamano collasso da calore e colpo di calore i maggiori pericoli legati alle elevate. Il primo è legato all’eccessiva perdita di sudore. Quando si suda troppo e non si compensano adeguatamente le perdite idrico-saline, il sangue circolante diminuisce. Nei casi più gravi si può avere anche perdita di coscienza dovuta a shock. Nelle fasi iniziali ci si sente deboli e si suda profusamente. Il battito cardiaco tende poi a rallentare, la pressione arteriosa scende e la pelle diventa fredda. Conviene sempre chiamare un’ambulanza e, nell’attesa, mettere la persona svenuta in posizione orizzontale ed a testa in giù.

Il colpo di calore è ancora più grave, ed è legato all’impossibilità di smaltire l’aumento di temperatura dell’organismo. Quando ciò avviene prima si blocca la sudorazione per cui la pelle, anche quando sarebbe lecito sudare viste le alte temperature ambientali, diventa calda e secca. Il cuore in risposta a questa situazione batte sempre più velocemente perché il corpo deve far scorrere più sangue nei vasi sanguigni. Ma c’è anche la necessità di aumentare la riserva di ossigeno per il corpo, e quindi anche il respiro diventa progressivamente più affannoso. Durante tutto questo processo la temperatura corporea sale vertiginosamente fino a mettere addirittura in pericolo di vita. Per cui se qualche persona si trova in condizioni simili a quelle descritte, con la pelle che scotta e senza nemmeno una goccia di sudore, è meglio chiamare subito un’ambulanza.

Per arrivare a queste situazioni limite, tuttavia, occorre che siano superati i vari sistemi di controllo dell’organismo per “automantenersi” ad una temperatura adeguata. La prima misura di risposta al caldo che attanaglia è il sudore, attraverso le ghiandole diffuse un po’ su tutto il corpo.

Attenzione però: le perdite liquide, potenzialmente utili, vanno compensate. È per questo che  si consiglia di bere molto, anche per sostituire i sali minerali perduti con il sudore che sono importantissimi per la buona circolazione del sangue e per il lavorio dei muscoli, compreso il cuore. A dover compensare di più, per se sono quelli che tendono più facilmente a dimenticarsi di “bere” sono le persone anziane ed i bambini, più sensibili ad eventuali carenze temporanee di questi invisibili regolatori della funzione delle cellule e dei muscoli.

Esiste però un nemico invisibile dalla corretta sudorazione, che aumenta il rischio per l’organismo di non mantenere la sua normale temperatura. Si chiama umidità. Questa è pericolosa non solo perché aumenta la sensazione di calore che proviamo rispetto alla reale temperatura esterna, come ci viene spiegato ogni giorno. Ma anche perché combatte la sudorazione. Per questo il caldo umido è molto più pericoloso del caldo secco: quanto più cresce l’umidità, infatti, tanto minore è l’effetto rinfrescante della sudorazione. Proprio perché il corpo, che ha tanto bisogno di rinfrescarsi, non riesce ad eliminare il calore in eccesso.

Come reagire ai malanni da caldo

Il colpo di sole è dovuto  alla mancata dispersione del calore corporeo dopo prolungata permanenza al sole o in ambienti molto caldi. Si manifesta con febbre alta (la temperatura può raggiungere anche i 40 gradi), sudorazione diminuita, pelle molto calda, tachicardia e respiro affannoso. La prima misura da prendere è allontanare il malato dalla fonte di calore e avvolgerlo con lenzuola bagnate. Se possibile, è consigliabile una doccia fresca. La persona va comunque accompagnata il prima possibile al pronto soccorso, facendo attenzione a non far scendere la temperatura sotto i 38,3 gradi per evitare raffreddamenti improvvisi.

Il collasso da calore o colpo di calore, invece, è indotto dalla perdita profusa di liquidi per eccessiva sudorazione, dopo esposizione a calore in condizioni di elevata umidità (maggiore dell’80 per cento). Inizialmente porta affaticamento e debolezza, poi compaiono abbassamento della pressione, rallentamento delle pulsazioni, calo della pressione e febbre. La persona colpita va portata al pronto soccorso. Nell’attesa occorre porre il corpo in posizione orizzontale, con la testa reclinata in avanti e le gambe in alto. Se possibile, meglio far bere a piccoli sorsi due piccoli bicchieri di acqua o altri liquidi freddi aggiungendo un pizzico di sale.

Infine, anche se per fortuna  si tratta di disturbi meno gravi, in questo periodo si rischiano i crampi da calore, contrazioni dolorose e involontarie dei muscoli legate a perdita di liquidi e di sodio. Compaiono dopo uno sforzo fisico a temperatura elevata, maggiore di 38 gradi. Portano alla sensazione che i muscoli siano duri e dolenti e può colpire le braccia, le gambe e anche l’addome. In queste situazioni la persona va messa sdraiata e vanno fatte le manovre di distensione muscolare che si praticano normalmente in caso di crampi, come ad esempio si fa per gli sportivi.  Inoltre è importante che la persona ingerisca liquidi con integratori idrico-salini, per compensare le perdite.

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