Cos’è la sindrome emolitico-uremica, anche detta SEU?

Già sentito parlare di sindrome emolitico-uremica? Si tratta di una malattia rara che può causare insufficienza renale nei bambini e non solo. Ecco quel che c’è da sapere sul suo conto.

La sindrome emolitico-uremica (SEU) si contraddistingue per l’insorgere di tre sintomi: anemia emolitica, trombocitopenia e insufficienza renale. In alcuni casi si rivela addirittura letale.

Cos’è la SEU
Generalmente la SEU si sviluppa a partire da un’infezione intestinale batterica, causata in particolare dai batteri Escherichia coli in grado di produrre una pericolosa tossina, la vero-citotossina o Shiga-tossina. L’infezione non è raro che si diffonda in ambienti familiari oppure nelle comunità scolastiche. Esistono però anche delle forme di SEU legate a fattori genetici o derivanti dall’infezione da Streptococcus pneumoniae.

Fattori di rischio e prevenzione
Il contagio può avvenire per via alimentare (carni contaminate poco cotte, latticini non sottoposti a pastorizzazione o ad altri trattamenti termici, acque contaminate, ortaggi, frutti contaminati con deiezioni animali), per contatto con individui o animali infetti, per contatto con un ambiente contaminato.

La malattia risulta essere particolarmente grave quando colpisce bambini di età inferiore ai 5 anni, ecco perchè nel caso ci fossero dei casi di SEU in un asilo o in una scuola materna, è fondamentale prevenire il diffondersi dell’infezione da bimbo a bimbo. Allo scopo è indispensabile adottare rigide misure igieniche che vanno da un’accurata igiene personale al lavaggio frequente delle mani, dal cambiare immediatamente di indumenti che sono venuti a contatto con le feci al sanificazione le superfici a rischio.   

In considerazione dei fattori di rischio elencati, la prevenzione passa attraverso la corretta cottura degli alimenti destinati ai bambini, evitando di far loro mangiare carne poco cotta, è molto a rischio in particolare quella macinata, o di far loro bere latte non pastorizzato o prodotti da esso derivati. Attenzione dunque a carne cruda, acque contaminate, feci di animali contagiati, verdura che è venuta a contatto con feci o acque infette, sono tutti elementi elementi a cui prestare attenzione. Può favorire il contagio usare gli stessi utensili (ad esempio tagliare con lo stesso coltello carne cruda e gli ortaggi) o l’utilizzo della stessa superficie per prodotti a rischio (si pensi ai taglieri).

Sintomi della SEU
I primi sintomi della malattia sono diarrea, talvolta con presenza di sangue nelle feci, vomito e dolore addominale, in un secondo momento si arriva all’anemia emolitica, alla trombocitopenia e all’insufficienza renale. Non è raro che diventi indispensabile il ricorso alla dialisi. Possono inoltre verificarsi problemi a livello neurologico come sonnolenza, confusione, strabismo, convulsioni e addirittura coma.

Cura
In caso di sintomi sospetti è bene intervenire tempestivamente per evitare complicazioni, rivolgendosi al medico di fiducia o al pediatra oppure portando la persona contagiata direttamente in ospedale per fare i controlli del caso e definire la la terapia più adatta alla situazione. Esistono peraltro dei centri ospedalieri specializzati nel trattamento della SEU.

Diagnosi della SEU
La diagnosi viene effettuata analizzando le feci e verificando la presenza dei batteri e della tossina alla base dell’infezione. La negatività ai test non esclude del tutto la patologia per cui si possono condurre ulteriori approfondimenti attraverso la diagnosi sierologica basata sul rilevamento di anticorpi prodotti dall’organismo per contrastare la SEU.

Cos’è la sindrome emolitico-uremica, anche detta SEU?