L’importanza dell’alimentazione su misura per chi affronta il tumore del polmone

Semplicemente IO è un progetto che nasce con l’obiettivo di supportare il paziente nel percorso diagnostico-terapeutico con informazioni utili e consigli nutrizionali

Dopo una diagnosi di tumore del polmone, inizia un percorso che vede il/la paziente protagonista in prima persona delle sue cure, insieme al team medico e alla famiglia. Ma oltre ai trattamenti c’è bisogno di rispondere a tante domande della vita di ogni giorno, dall’alimentazione da seguire a come comportarsi quando occorre gestire la terapia, solo per citare due esempi. È necessario che queste informazioni siano semplici, facili da ottenere e scientificamente corrette. Per i pazienti e i loro familiari, un aiuto può venire da Semplicemente IO, progetto promosso da AstraZeneca – con il patrocinio dell’associazione WALCE (Women Against Lung Cancer in Europe) – che ha l’obiettivo di fornire servizi utili per accompagnare il paziente con tumore al polmone nel percorso diagnostico-terapeutico.

La piattaforma SemplicementeIO aiuta la comprensione di concetti complessi, per far sì che la persona possa affrontare al meglio la sfida al tumore, ma soprattutto il progetto punta sulla semplicità di cui il paziente ha bisogno: nelle spiegazioni della patologia, nei consigli sulla gestione della terapia, nell’accesso ai servizi. Ma offre anche una serie di informazioni sulle abitudini da tenere a tavola grazie ad uno spazio dedicato alle domande per la nutrizionista e ad alcuni webinar tenuti dalla Dott.ssa Patrizia Gnagnarella e dallo chef Simone Rugiati. Il prossimo appuntamento è per domani – 11 novembre ore 17 – e i contenuti del webinar saranno poi visibili anche on-demand sul canale YouTube di Semplicemente IO. Per partecipare basta iscriversi qui.

Quanto conta la corretta nutrizione

Tra i servizi proposti da SemplicementeIO c’è anche un supporto nutrizionale. Si tratta di un aspetto fondamentale per il paziente oncologico, in quanto impatta sulla sua qualità di vita. Per questo la piattaforma propone anche un ambito in cui si ha a disposizione una nutrizionista per rispondere alle domande dei pazienti sul tema dell’alimentazione. Come spiega Patrizia Gnagnarella, Dietista di ricerca presso l’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano: “Il progetto mi sembra utile proprio per informare correttamente il paziente nel suo percorso di cura, fornendo servizi utili per accompagnarlo al meglio nel suo percorso terapeutico. La patologia oncologica è molto spesso associata ad un progressivo decadimento dello stato di nutrizione. La crescita del tumore determina una serie di alterazioni, non solo nel tessuto colpito, ma anche in tutto l’organismo. Inoltre le terapie antitumorali sono efficaci, ma purtroppo causano una serie di effetti collaterali che tendono a ridurre l’appetito e possono peggiorare la situazione condizionando l’evoluzione della patologia e la qualità di vita. Una domanda che mi viene frequentemente posta è “Cosa devo mangiare ora che mi è stato diagnosticato un tumore?!” in realtà non esistono alimenti che possono o non possono essere consumati quando si riceve una diagnosi di tumore. L’importante è seguire un’alimentazione adeguata a mantenere un buono stato di nutrizione. In alcuni casi l’eliminazione completa dalla propria alimentazione di alcuni alimenti o gruppi alimentari – come ad esempio la carne, il latte e formaggi, gli zuccheri, i dolci – non sempre è la scelta più corretta e salutare”.

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Semplicemente IO

 

Un percorso da seguire

Bisogna alimentarsi correttamente cercando di mantenere un buono stato di nutrizione sin dalla diagnosi in modo da poter preservare la funzione del sistema immunitario e dei muscoli, rendendo l’organismo più resistente alle infezioni e migliorano la risposta ai trattamenti antitumorali. Non è quindi il momento adatto per mettersi a dieta, ma bisogna rimandare al termine dei trattamenti oncologici e puntare sulla qualità degli alimenti che si portano sulla tavola.  “Il parametro che dobbiamo tenere sotto controllo è il peso corporeo” riprende l’esperta. “La perdita di peso non deve essere ignorata e nemmeno sottovalutata, ma segnalata tempestivamente al proprio specialista di riferimento. Dopo un’attenta valutazione dei consumi alimentari, nel caso non si riesca a soddisfare i fabbisogni calorici e dei principali macro e micronutrienti, si potrà prevedere l’utilizzo di supplementi nutrizionali orali o nei casi più gravi, ricorrere alla nutrizione artificiale. Ma solo lo specialista potrà decidere l’approccio migliore. Sicuramente l’iter terapeutico del malato oncologico, condiziona in maniera importante il benessere psico-fisico. Sindromi depressive, ansiose, paura, rabbia, disperazione, senso di inabilità e sfiducia sono ricorrenti e possono condizionare il comportamento alimentare, spingendo delle volte ad affidarsi anche ad approcci alternativi. In particolare sul web circolano informazioni dannose che possono indurre a posticipare o, addirittura, a non seguire terapie riconosciute scientificamente, a ricorrere a pericolosi metodi “fai da te” basati su prodotti potenzialmente tossici o all’utilizzo di strumenti alternativi privi di validità scientifica. Super food, integratori miracolosi e diete alternative, sono alcune esempi, che se seguiti in maniera improvvisata possono peggiorare lo stato di nutrizione ed essere dannosi. In questo caso è sempre bene interfacciarsi con il proprio specialista di riferimento”.

In collaborazione con AstraZeneca

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