Che cos’è la legionella: sintomi, cause e cure

Un rapido intervento medico può essere salvifico con la legionella: ecco i sintomi da riconoscere e le necessarie cure mediche

Ecco i sintomi cui fare attenzione in caso di emergenza legionella. Un rapido intervento medico può portare alla guarigione dopo un mese di trattamenti.

Nel corso degli anni l’Italia si è ritrovata svariate volte a fronteggia casi di legionella. I tre decessi in provincia di Milano, tra il 23 e il 25 luglio 2018, sono parte di una statistica più ampia. Quando la notizia raggiunge i telegiornali, rapidamente sul web si inizia a parlare di epidemia, diffondendo il timore tra la gente.

È però sempre consigliabile capire con cosa si abbia a che fare. Quando si parla di legionella si fa riferimento a una malattia infettiva, provocata dall’agente batterico legionella pneumophila. L’uomo l’ha osservata per la prima volta nel 1976 negli Stati Uniti, riscontrando un’epidemia di polmoniti.

Allora il tasso di letalità toccò quota 16%. Quella grave forma diede il via alle ricerche che hanno poi consentito la scoperta di una particolare specie batterica, cui vennero attribuiti svariati casi epidemici precedenti, privi di causa accertata.

Sono note 23 specie di legionella, dodici delle quali riscontrate in malattie che colpiscono l’uomo. Nella maggior parte dei casi registrati però la responsabile è la legionella pneumophila. È relativamente facile entrare in contatto con questi germi, presenti in fonti d’acqua come piscine, laghi, serbatoi, così come in condizionatori e apparecchiature per l’aerosolLa causa principale d’infezione è però l’acqua potabile, trattandosi di organismi in grado di sopravvivere a lungo, anche se l’acqua in questione è stata in seguito distillata.

È bene conoscere i sintomi, al fine di poter chiedere un aiuto medico il prima possibile. Nelle strutture cliniche si è ormai soliti fronteggiare casi di legionella, che sono alla base del 22% delle polmoniti ospedaliere. A essere più colpiti sono soggetti al di sopra dei 50 anni, che accusano brividi, cefalea, febbre, un malessere generale, mialgie diffuse, fitte al torace e diarrea.

Qualora si dovesse sviluppare una polmonite, le modalità di comparsa sono duplici. Quella epidemica colpisce un’intera comunità, come nel caso di Bresso, soprattutto nella fase estiva e autunnale. Quella sporadica invece non tende ad avere una preferenza stagionale, colpendo il singolo individuo.

Riconoscere i sintomi in tempo può risultare salvifico. Se la malattia dovesse evolversi, si andrebbe incontro a un progressivo peggioramento. Se opportunamente trattata con la somministrazione di specifici antibiotici, si prevede una totale guarigione entro un mese. Purtroppo però, ad oggi, il tasso di mortalità globale è ancora del 15-20%.

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