Ipoacusia neurosensoriale, cos’è e come si cura

Per ipoacusia si intende un indebolimento dell'apparato uditivo, può essere di differenti tipologie, quella neurosensoriale colpisce spesso anche i bambini.

L’ipoacusia si dice neurosensoriale se a essere danneggiati sono la coclea o il nervo acustico. Può essere di entità differente, può essere monolaterale o bilaterale, può manifestarsi nei bambini e negli adulti, in quest’ultimo caso gradualmente o in modo repentino.

Le persone affette da ipoacusia risultano circa il 12% della popolazione mondiale. Fra gli over 65, tale percentuale sale al 40%. In Italia sono circa 7 milioni le persone che soffrono di questo problema e interessa circa 100.000 bambini italiani di età compresa fra 0 e 14 anni.

La prevenzione dell’ipoacusia, in particolare in caso dei bambini, è fondamentale, visto che può influire sulla capacità di parlare, sulle facoltà comunicative e linguistiche. Tale prevenzione passa anche attraverso l’attenzione verso alcune infezioni che la madre può sviluppare nel periodo della gravidanza, l’assunzione di farmaci ed eventuali traumi che possono accadere al neonato.

Molti casi di ipoacusia possono essere evitati con delle semplici strategie, come immunizzare i bambini contro le malattie infantili (morbillo, meningite, rosolia, parotite, otite, possono comportare danni all’udito), vaccinare le ragazze adolescenti e le donne in età fertile contro la rosolia prima che restino incinta, sottoporre alle donne gravide a esami specifici per evidenziare eventuali infezioni, evitare farmaci ototossici, tenere sotto controllo i bambini a rischio (come quelli con sordità familiare, quelli sottopeso, quelli interessati da asfissia, ittero o meningite). Oltre a questi accorgimenti è importante non esporsi ai rumori forti e ai suoni alti.

Identificare precocemente l’ipoacusia nei bambini permette di intervenire in modo tempestivo con trattamenti medici, soluzioni farmacologiche mirate e apparecchi acustici che vanno a limitare il problema e gli effetti collaterali. Alcuni studi hanno infatti messo in evidenza come alla perdita uditiva si associ all’atrofia e alla riduzione della funzionalità delle zone cerebrali deputate a raccogliere i messaggi sonori, proprio perchè non stimolate, ecco dunque che delle protesi uditive possono risultare fondamentali per evitare anche una regressione a livello cerebrale.

 

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