Covid-19, il peso sul benessere psicologico femminile

Depressione e ansia sono aumentate in tempo di pandemia. Le donne sono tra i soggetti più a rischio: le cause

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

“Insieme per la Salute Mentale”. Parte una campagna che vuole mettere al primo posto la necessità di mettere al centro le persone che vivono con problemi di patologie di questo tipo, anche alla luce di quanto è avvenuto in tempo di pandemia da Covid-19.

L’obiettivo è testimoniare, attraverso vari mezzi, l’attenzione che occorre avere su questo aspetto. L’iniziativa si concluderà il 7 ottobre, Giornata dedicata alla salute Mentale, e mira a rompere i pregiudizi che impattano sulla vita di queste persone, sulle loro opportunità sociali, educative e prospettive di lavoro attuali e future. Secondo Massimo Di Giannantonio – Presidente Società Italiana di Psichiatria (SIP) “questi disturbi hanno un impatto sulle famiglie, ma anche sulla società tutta, in primis sui posti di lavoro. È arrivato il momento di considerare la salute mentale come prioritaria cercando di superare lo stigma che ancora troppo spesso aleggia quando ad ammalarsi è la mente, il cervello e la persona”.

Perché le donne sono a rischio

Tra i partner che hanno patrocinato la campagna c’è anche l’Osservatorio Nazionale dedicato alla salute della Donna (ONDA). I disturbi mentali hanno un impatto notevolmente superiore sul sesso femminile e per questo è necessaria una maggiore attenzione: “Nel nostro paese secondo i dati del Ministero della Salute, gli utenti di sesso femminile che sono entrati in contatto con i Dipartimenti di Salute Mentale sono quasi il doppio rispetto agli uomini – spiega Francesca Merzagora – Presidente di Onda, Osservatorio Nazionale dedicato alla salute della donna – un dato allarmante che ci pone di fronte alla necessità di migliorare il nostro grado di comprensione e allo stesso tempo la capacità di supportare in maniera efficace le donne che si trovano ad affrontare disturbi legati alla salute del proprio cervello”.

D’altro canto sono diverse le situazioni che in tempo di pandemia da Covid-19 aumentano ancora i rischi. Lo conferma una ricerca condotta all’Università di Chicago, pubblicato sulla rivista Journal of Women’s Health, che segnala come la carenza di rapporti sociali, l’impossibilità a viaggiare, l’alimentazione meno attenta rappresentano “benzina” sul fuoco delle difficoltà psicologiche, in particolare sull’universo femminile, con un pesante impatto anche sull’attività professionale.

Peraltro, altre analisi che hanno dimostrato come con la pandemia siano cresciute ansia e depressione, in entrambi i sessi, e come sia cresciuta la tendenza ad abusare di alcoli L’analisi americana, in ogni caso, ha puntato l’attenzione specificamente sulle donne, interrogando oltre 3000 persone maggiorenni nello scorso aprile. Nella prima ondata della pandemia per le donne coinvolte nello studio sono cresciuti incidenti psicologici, come vere e proprie violenze interpersonali o rapporti complessi con l’alimentazione.

La tendenza si è mostrata in netta crescita con la pandemia e i lockdown, visto che ha coinvolto anche molte donne che prima della comparsa del virus Sars-CoV-2 non avevano mai affrontato problematiche di questo tipo, rendendole estremamente vulnerabili. Il sondaggio ha anche rilevato che il 29% delle donne ha riportato sintomi di depressione e ansia, quasi il doppio rispetto alle stime del periodo precedente la pandemia, e sono comparsi anche chiari segni di stress post-traumatico in quasi una donna su tre.

“Per le donne, specie con problematiche psicologiche è fondamentale la comunicazione in una logica sempre più digitale:  bisogna però trovare e mantenere l’equilibrio tra tecnologia e antropologia– segnala Merzagora Occorre il contributo di tutti in questo senso”.

Un occhio di riguardo per i giovani

Oltre alle donne, i giovani rappresentano una fascia di popolazione allo stesso tempo maggiormente esposta e da proteggere: “sono purtroppo in aumento i disturbi mentali tra i giovani e la pandemia non ha fatto altro che acuire questo problema – fa sapere Gaia Sampogna, Presidente della Società Italiana di Psichiatria (SIP) Giovani – Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), tra il 10% e il 20% degli individui di giovane età soffre di un problema di salute mentale. L’appello ai giovani e agli adolescenti è di non vergognarsi e di non sentirsi in colpa, ma di chiedere aiuto e di confrontarsi con gli altri. La mente, come gli altri nostri organi, ha bisogno che ce ne prendiamo cura”.

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