Covid-19, ansia e depressione più “pesanti” per le donne

Il Covid e il conseguente lockdown hanno portato a una riduzione della qualità della vita in più del 60% degli italiani. Maggiormente colpite le donne

Federico Mereta Giornalista Scientifico Laureato in medicina e Chirurgia ha da subito abbracciato la sfida della divulgazione scientifica: raccontare la scienza e la salute è la sua passione. Ha collaborato e ancora scrive per diverse testate, on e offline.

L’attesa di qualcosa di invisibile crea sempre uno stato d’ansia, se non c’è modo di confrontarsi con gli altri. E, alla lunga, fa chiudere in se stessi, rende più irritabili, toglie il desiderio di fare, rende difficile prendere sonno e riposare, in un circolo vizioso difficile da spezzare.

Così ansia e depressione vanno spesso a braccetto, con uno dei due quadri che comunque predomina sull’altro, specie in chi ha già le “stimmate” del malessere psicologico. Covid-19 con conseguenti lockdown, per molte persone che già erano predisposte a sviluppare condizioni psicologiche di questo tipo, ha fatto da detonatore, da goccia che ha fatto traboccare il vaso. Risultato? Più di quattro italiani su dieci hanno riportato un peggioramento della loro condizione psichica nel periodo di “chiusura” del 2020. A dirlo è una ricerca apparsa su Journal of Affective Disorders.

L’impatto sulla vita e sul sonno

Stando alla ricerca, condotta da studiosi di Milano, Genova e Roma, oltre il 40% degli italiani ha riportato un peggioramento dei sintomi ansiosi e depressivi durante il lockdown nazionale dello scorso anno, con una riduzione della qualità di vita in più del 60% dei soggetti e ripercussioni sul ritmo sonno-veglia in più del 30%.

In particolare la ricerca è frutto del lavoro di un consorzio multidisciplinare che coinvolge psichiatri, esperti di sanità pubblica e biostatistici dell’Istituto Superiore di Sanità, delle Università di Genova e di Pavia, dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS.

“I dati in nostro possesso sono molto solidi e parlano chiaro – commenta Andrea Amerio, ricercatore psichiatra dell’Università di Genova e primo autore dello studio, “l’utilizzo di psicofarmaci – prevalentemente ansiolitici – è aumentato del 20% rispetto al periodo pre-lock down e tutti gli indicatori di salute mentale sono peggiorati. Questo è un trend che riscontriamo anche nella pratica clinica quotidiana, dove i nostri reparti si stanno facendo carico già da molti mesi di un aumentato bisogno di assistenza”.

Più vulnerabili a questa situazione sono state sicuramente le donne: circa la metà delle donne italiane ha riportato un peggioramento del benessere psichico con un rischio di peggioramento dei sintomi depressivi e di alterazione della qualità del sonno, rispettivamente del 32% e 63% maggiore rispetto agli uomini.

“Le nostre analisi si basano su un campione rappresentativo di oltre 6000 soggetti che stiamo seguendo nel tempo – specifica Silvano Gallus, ricercatore del Mario Negri e coordinatore del consorzio – che ci permetteranno di analizzare come gli stili di vita e la salute mentale degli italiani si siano modificate e si stiano modificando nel tempo, a seguito delle restrizioni imposte per il controllo della pandemia da Covid-19”.

Cosa accadrà in futuro?

Di fronte a dati di questo tipo, con quadri che oltre al lock down hanno visto anche la “sofferenza” imposta sulla psiche dal ripetersi incessante di informazioni spesso contrastanti con l’infodemia che certo non ha aiutato la serenità dell’animo, c’è di che preoccuparsi in chiave futura. Passata la situazione di emergenza, c’è la “nuova normalità” fatta di aggregazione e spostamenti da vivere in maniera diversa rispetto a prima.

Probabilmente per tutti ci sarà più spazio e tempo da passare tra le mura domestiche la dinamica sociale che si andrà a creare presupporrà anche un maggior tempo da dedicare alla vita a casa rispetto alle nostre abitudini “pre-Covid-19”, oltre che ad una maggior condivisione dei propri dati, almeno sul fronte della salute e degli spostamenti. Queste situazioni, per chi è più sensibile, possono sicuramente peggiorare la situazione anche nei mesi a venire.

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