Le Regine del Belgio dal 1900 a oggi

La prossima sarà una regina regnante: Elisabeth. Finora il Belgio ha avuto solo regine consorti, diverse tra loro ma protagoniste della storia reale

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Gilda Faleri

Giornalista e Royal editor

Royal Watcher toscana laureata in comunicazione. Scrive principalmente di famiglie reali e ha fondato uno dei primi blog italiani a tema royals.

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Fino a oggi il Belgio non ha avuto una regina regnante ma la prossima – la Principessa Elisabeth – dovrebbe esserlo. Il Belgio è una monarchia relativamente giovane, nata nel 1830, ma sin dalle sue origini, le regine, pur avendo un ruolo da consorti, hanno lasciato un’impronta profonda nella storia del Paese.

Le prime regine dell’Ottocento, Luisa Maria d’Orléans e Maria Enrichetta d’Asburgo-Lorena, posero le basi per una corte ancora nuova e in divenire. La prima, dopo alcuni anni di assestamento non semplici a corte portò stabilità alla neonata monarchia e venne presa in simpatia dai sudditi che la soprannominarono l’”amata”.

La seconda visse un matrimonio tumultuoso con Leopoldo II e si dedicò più ai cavalli che alla vita di corte, lasciando il posto a una delle figlie, Clementine, che ricoprì il ruolo accanto al padre. Due figure lontane nel tempo, ma che hanno svolto il proprio ruolo in maniera molto diversa.

Dal 1900 in poi, le regine del Belgio diventano protagoniste: dall’infermiera in guerra all’icona tragica, dalla filantropa alla sovrana moderna.

Elisabetta in Baviera: la Regina della Grande Guerra

Elisabetta in Baviera è stata la prima grande “regina moderna” del Belgio. Sposata al futuro Alberto I nel 1900, divenne regina nel 1909.

Elisabetta in Baviera crebbe in un ambiente sorprendentemente moderno per gli standard aristocratici dell’Ottocento. Suo padre, il Duca Carlo Teodoro in Baviera, apparteneva alla storica Casa dei Wittelsbach ed era un acclamato oculista: un caso più unico che raro per l’epoca. Accanto a lui lavorava la madre di Elisabetta, l’Infanta Maria José del Portogallo.

La nipote di Sissi

Questa precoce immersione nel mondo dell’assistenza contribuì a formare la sua celebre empatia: la regina che durante la Grande Guerra si prendeva cura degli sfollati e dei feriti aveva già imparato, da bambina, che la compassione è una forma di nobiltà. Affascinante anche il dettaglio delle sue origini: tramite il padre, era nipote dell’Imperatrice Elisabetta d’Austria, la celebre Sissi, che fu anche sua madrina.

Durante la Prima guerra mondiale, i reali del Belgio si rifiutarono di lasciare il Paese per rifugiarsi all’estero e si stabilirono a De Panne, vicino al fronte belga. Elisabetta visitò ospedali da campo, sostenne le infermiere, contribuì alla creazione dell’ospedale militare L’Océan e fondò persino un’orchestra per l’esercito.

La stampa internazionale la soprannominò “la Regina infermiera”. Si recò più volte nel Regno Unito, ufficialmente per visitare i figli, ma anche come tramite tra l’alto comando belga e le autorità britanniche.

Terminato il conflitto, continuò il suo impegno creando negli anni Venti la Queen Elisabeth Medical Foundation, ancora oggi attiva nella ricerca scientifica, e promosse musica e arti sostenendo il celebre Concorso Musicale Regina Elisabetta. Tra le sue frequentazioni illustri ci fu anche Albert Einstein, affascinato dalla sua curiosità e dalla sua grande sensibilità.

Astrid di Svezia: la Regina indimenticabile

Se Elisabetta incarna il coraggio, Astrid di Svezia è la Regina indimenticabile.

Astrid di Svezia arrivò in Belgio nel 1926, portando con sé un modo di fare semplice e spontaneo che conquistò subito il cuore dei belgi. Nata nel 1905 e cresciuta in un ramo cadetto della famiglia reale svedese, ebbe un’infanzia riservata. Prima di incontrare il Principe ereditario Leopoldo, lavorò in un orfanotrofio di Stoccolma.

Quello con Leopoldo fu uno dei primi veri matrimoni d’amore nelle monarchie europee. La Regina Elisabetta, sua suocera, non ebbe dubbi: “È un matrimonio d’amore”, dichiarò alla stampa.

Astrid diede alla luce tre figli — tra cui due futuri re, Baldovino e Alberto — e divenne rapidamente il volto più amato della monarchia. Portò nel Paese un impegno sociale concreto: si occupò di donne, bambini, educazione e povertà. Nel 1935, colpita dalla miseria lasciata dalla Grande Depressione, lanciò l’“Appello della Regina”, aprendo il Palazzo Bellevue alle donazioni per i disoccupati.

Una vita improvvisamente interrotta

La sua vita si spezzò pochi mesi prima dei trent’anni. Nell’agosto del 1935, durante una vacanza in Svizzera, un incidente d’auto pose fine alla sua esistenza: Leopoldo era alla guida e un attimo di distrazione fu fatale. La notizia sconvolse il Belgio. La sua morte trasformò la sua figura in un mito e ancora il Belgio la ricorda con grande affetto.

Dopo la tragedia, Leopoldo III — sovrano destinato a scelte molto controverse durante la Seconda guerra mondiale — si risposò nel 1941 con Lilian Baels, in un matrimonio morganatico che non le permise di diventare regina.

Fabiola del Belgio: la Regina devota al suo regno

Fabiola de Mora y Aragón, aristocratica spagnola di profonda fede cattolica, divenne Regina del Belgio nel 1960 sposando il Re Baldovino, allora considerato lo scapolo più ambito d’Europa. La loro fu una storia costruita sulla discrezione e su valori condivisi: un amore sincero, rafforzato da una grande fede che li unì per tutta la vita.

Fin da giovane Fabiola aveva mostrato una naturale inclinazione per il sociale, al punto da valutare la vita religiosa. Prima ancora di conoscere Baldovino, si dedicava al volontariato e alla formazione infermieristica.

Al servizio del suo popolo

Il matrimonio la portò a regnare per oltre trent’anni, durante i quali divenne una presenza rassicurante e amatissima dal popolo. Pur non avendo avuto figli – dopo diversi aborti spontanei che le causarono un dolore profondo – Fabiola riversò il suo affetto sui nipoti e trasformò questa sofferenza in un impegno ancora più forte verso i più fragili.

Il matrimonio di Fabiola e Baldovino del Belgio
IPA
Il matrimonio di Fabiola e Baldovino del Belgio

Promosse il Centro Regina Fabiola per l’integrazione delle persone con disabilità, sostenne il Concorso Musicale Regina Elisabetta e sviluppò una rete di assistenza che finanziò vendendo persino i suoi doni di nozze. Accanto a Baldovino in ogni viaggio e in ogni crisi politica, costruì un modo nuovo di essere regina: semplice, vicina, concreta.

Dopo la morte improvvisa del marito nel 1993, continuò il suo impegno nel ricordo dell’amato Baldovino. Morì il 5 dicembre 2014, a 86 anni, circondata dall’affetto di un Paese che l’aveva amata e rispettata.

Paola Ruffo di Calabria: la Regina italiana

Con Paola Ruffo di Calabria, il Belgio conosce una consorte molto diversa da Fabiola: moderna, libera e cosmopolita. Nata a Forte dei Marmi e cresciuta a Roma, donna di grande bellezza e fascino, incantò subito il giovane Principe Alberto, che la sposò nel 1959.

Il Paese se ne innamorò all’istante: la Regina Elisabetta, nonna del Principe, la definì “il nostro raggio di sole” e il Re Baldovino, nel giorno delle nozze, le disse una frase rimasta celebre: “Sei il dono più bello che l’Italia abbia fatto al Belgio.”

L’arrivo di un’italiana alla corte belga

Figlia di una delle più antiche famiglie nobili della Sicilia, Paola portò con sé non solo grazia e stile, ma anche una sensibilità profonda, segnata dalla perdita del padre quando era bambina. L’ingresso nella corte belga, però, non fu semplice: la rigidità del protocollo e l’austerità dell’ambiente contrastavano con la sua natura solare.

Interessata all’arte, ai giovani e al dialogo interculturale, negli anni ha sostenuto molti progetti educativi attraverso la Queen Paola Foundation, diventando una figura socialmente impegnata. La sua immagine pubblica, tuttavia, fu a lungo intrecciata allo scandalo della figlia illegittima di Re Alberto II, oggi riconosciuta ufficialmente.

Nonostante il clamore mediatico, Paola ha sempre mantenuto compostezza e discrezione, affermandosi come una regina forte e capace di preservare la dignità istituzionale anche nei momenti più critici.

Mathilde d’Udekem d’Acoz: la prima regina belga

Mathilde d’Udekem d’Acoz è l’attuale Regina del Belgio. Nel 1999 sposa il futuro Re Philippe, figlio primogenito di Paola e Alberto, ed è la prima regina dei Belgi nata in Belgio: un dettaglio simbolicamente forte in un Paese linguisticamente e culturalmente complesso e frammentato. Mathilde e Philippe sono diventati il Re e la Regina del Belgio nel 2013, dopo l’abdicazione di Alberto II.

Professionista nel campo della logopedia e specializzata in psicologia, Mathilde porta a corte una sensibilità contemporanea: vicinanza alle famiglie, sostegno alla salute mentale, impegno per l’educazione, lotta alla povertà e promozione del ruolo delle donne nella società. Non è una regina distante: è una figura istituzionale, competente, presente, che affronta le sfide del nostro tempo.

La Regina Mathilde e il Re Philippe del Belgio con la Principessa ereditaria Elisabeth
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La Regina Mathilde e il Re Philippe del Belgio con la Principessa ereditaria Elisabeth

Madre della futura Regina

Madre di quattro figli — tra cui Elisabeth del Belgio, prima erede destinata a salire al trono — rappresenta una monarchia che guarda al futuro con equilibrio e modernità.

Finalmente una regina regnante

Con la Principessa Elisabeth, il Paese si prepara a una nuova svolta: dopo due secoli di regine consorti, dovrebbe finalmente salire al trono una regina regnante. Il condizionale è obbligatorio in un mondo in continua evoluzione, dove la monarchia ha ogni giorno il compito di unire e continuare a dimostrare la sua rilevanza.