Re Carlo, riunioni di crisi quotidiane: l’abdicazione solo a certe condizioni

Re Carlo è in allerta per la crisi scatenata da Andrea. A Palazzo vengono fatte riunioni di crisi quotidiane e sull'abdicazione ha una posizione chiara

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Federica Cislaghi

Royal e Lifestyle Specialist

Dopo il dottorato in filosofia, decide di fare della scrittura una professione. Si specializza così nel raccontare la cronaca rosa, i vizi e le virtù dei Reali, i segreti del mondo dello spettacolo e della televisione.

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Il regno di Re Carlo III è sempre più traballante. La crisi istituzionale, che si è aperta con l’arresto di Andrea Mountbatten-Windsor e sembra destinata ad allargarsi, sta mettendo a dura prova la Monarchia e in generale il governo britannico. Il Sovrano è in quotidiana allerta e ogni giorno tiene riunioni di crisi. Nel frattempo, le voci su una possibile abdicazione si fanno sempre più insistenti. Anche se si concretizzerà solo se si creeranno determinate circostanze.

Re Carlo, riunioni di crisi quotidiane

Dopo l’arresto di Andrea, il 19 febbraio, e rilasciato 12 ore dopo, Buckingham Palace è in costante allerta. “C’è una vera crisi e un senso di impotenza a Palazzo. Ogni nuova informazione che emerge dai fascicoli di Epstein non fa che aumentare la paura “, ha dichiarato un insider, che ha rivelato che Carlo viene aggiornato almeno due volte al giorno sulla situazione in riunioni organizzate per affrontare la crisi.

E ha aggiunto che “il Re sembra stanco, triste e rassegnato“, anche se ha voluto proseguire coi doveri di Corte senza fare alcun cambiamento alla sua agenda. Ma è difficile mostrarsi sorridente in pubblico, quando tuo fratello è indagato per abuso d’ufficio perché accusato di aver rivelato informazioni segrete a Jeffrey Epstein.

Carlo ha adottato una misura senza precedenti, concedendo alla polizia accesso illimitato ai fascicoli riguardanti suo fratello Andrea, conservati a Buckingham Palace. In questo modo il Re ha preso le distanze dall’ex Duca di York, lasciando che la giustizia faccia il suo corso. In pratica non ha intenzione di proteggerlo e questo per salvaguardare la Monarchia in modo che non venga compromessa negli eventuali illeciti  commessi da Andrea.

Re Carlo, perché non accetta di abdicare

Vista la situazione in molti ritengono che l’unico modo per uscire dalla crisi sia l’abdicazione di Carlo a favore di William.

Non sarebbe il primo Sovrano in tempi recenti a perseguire questa strada. Prima di lui lo ha fatto Juan Carlos di Spagna nel 2014 per rilanciare la Monarchia travolta da scandali finanziari, familiari e impopolarità. E lo ha fatto nel 2024 Margherita di Danimarca per salvare il matrimonio di suo figlio Federico con Mary e preservare integra la Corona.

Dunque, un’eventuale abdicazione di Carlo non sarebbe un fatto isolato e non farebbe così tanto scalpore. Al contrario, a detta degli esperti in questioni reali, sarebbe la mossa migliore e più rapida per ripulire l’immagine della Monarchia. Inoltre, William e Kate Middleton potrebbero portare una ventata di novità e freschezze che manca da parecchio tempo a Buckingham Palace.

Ma al momento Carlo non pensa a questa soluzione. L’abdicazione sarebbe l’estrema ratio per lui, infatti non fa parte della sua mentalità e del suo senso del dovere che ha eredito da sua madre Elisabetta II che ha sempre anteposto la Corona a tutto, la famiglia compresa. Quindi, a meno che non sia necessario, Carlo non lascerà il trono prima del tempo.

Tra l’altro l’unica abdicazione dei tempi moderni, quella di Edoardo VIII, è stata un vero e proprio trauma per la Famiglia Reale, che Carlo non vorrebbe far rivivere.

Poi non va trascurata la componente personale. L’attuale Re ha aspettato troppo a lungo il trono per rinunciarvi prima del tempo e senza lasciare un’impronta significativa nella storia. Dunque, a meno che costretto dalle circostanza, non abdicherà.