Mette-Marit di Norvegia malata: “Sono stata vicino alla morte due volte”

La Principessa Mette-Marit di Norvegia torna in pubblico senza ossigeno: il discorso sulla malattia e le sue parole commuovono il Paese

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Antonella Latilla

Giornalista, esperta di tv e lifestyle

Giornalista curiosa e determinata. Scrittura, lettura e cronaca rosa sono il suo pane quotidiano. Collabora principalmente con portali di gossip e tv.

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Mette-Marit di Norvegia è tornata a mostrarsi in pubblico, riaccendendo l’attenzione sulle sue condizioni di salute. Nel Paese resta alta la preoccupazione per la Principessa ereditaria, soprattutto dopo che, in una recente apparizione ufficiale, era stata vista con una cannula nasale per agevolare la respirazione. Questa volta, invece, si è presentata senza supporto di ossigeno, pur scegliendo di affrontare apertamente il tema della malattia con un discorso intenso e personale sulle difficoltà vissute negli ultimi anni.

Mette-Marit di Norvegia ha rischiato di morire due volte

Durante il suo intervento alla Conferenza Fosse, tenutasi nella Sala Grande del Palazzo Reale di Oslo, Mette-Marit ha scelto di condividere una riflessione intensa sul significato della vita, lasciando emergere tutta la fragilità ma anche la forza con cui sta affrontando questo periodo. Non solo la fibrosi polmonare cronica scoperta nel 2018 ma anche il figlio Marius Borg in carcere e il discusso legame con Jeffrey Epstein.

“Io, che ho sfiorato la morte due volte, sono qui”, ha detto con grande serenità la 52enne davanti ai presenti. “Perché le nostre vite hanno un senso. Perché tutto è grazia”.

Parole profonde, pronunciate senza enfasi ma con grande consapevolezza, che hanno colpito l’opinione pubblica norvegese e riacceso il dibattito sulla sua salute.

Da quando la diagnosi di fibrosi polmonare è stata resa pubblica, la Principessa ha dovuto modificare radicalmente il proprio stile di vita, riducendo sensibilmente gli impegni ufficiali e dando priorità assoluta al riposo e alle indicazioni mediche.

Anche durante questa occasione, il suo stato fisico è apparso evidente nella gestione dell’intervento: Mette-Marit ha parlato restando seduta per tutto il tempo, evitando lo sforzo di un discorso in piedi al leggio, come avviene abitualmente in eventi di questo tipo.

Un gesto semplice ma significativo, che racconta con discrezione la necessità di proteggere le proprie energie.

Il sostegno di Haakon e una ripresa ancora molto prudente

Nonostante il forte valore personale del suo discorso, Mette-Marit – con look formale, composto da gonna a pieghe beige e un cardigan nero – ha voluto mantenere al centro dell’evento anche il suo significato culturale, dedicando ampio spazio agli ospiti della Conferenza Fosse.

La Principessa ha elogiato in particolare lo scrittore Jon Fosse e la romanziera Marilynne Robinson, definita “una delle autrici più acclamate del nostro tempo e una delle intellettuali più importanti degli Stati Uniti”. Di lei ha sottolineato soprattutto la profondità spirituale della scrittura: “Scrive partendo da una fede di profondo significato esistenziale”.

Parole di riconoscimento anche per la traduttrice Paula Stevens, premiata in questa edizione del Premio Fosse per il suo lavoro di diffusione della letteratura norvegese nei Paesi Bassi.

Il fatto che Mette-Marit non abbia utilizzato l’ossigeno durante l’evento è stato interpretato da molti come un segnale positivo, anche se gli specialisti ricordano che l’evoluzione della fibrosi polmonare può essere lenta e imprevedibile.

Per questo motivo, la sua agenda istituzionale resta necessariamente flessibile e soggetta a continui adattamenti. La necessità di evitare sforzi eccessivi e di proteggere la funzionalità respiratoria continuerà probabilmente a limitare la sua presenza pubblica anche nei prossimi mesi.

In questo percorso, accanto a lei, resta fondamentale il sostegno del marito Haakon, che continua a rappresentare il suo principale punto di riferimento in una fase personale e familiare particolarmente delicata.