Chi è il Re di Cambogia, il sovrano più riservato d’Asia

Da insegnante di danza classica a Parigi al trono di Cambogia. Quella di Re Norodom Sihamoni è una delle storie più insolite tra i sovrani contemporanei

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Gilda Faleri

Giornalista e Royal editor

Royal Watcher toscana laureata in comunicazione. Scrive principalmente di famiglie reali e ha fondato uno dei primi blog italiani a tema royals.

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Mentre molti monarchi sono cresciuti preparandosi a regnare, Norodom Sihamoni sognava una carriera nella danza. Ha studiato a Praga, ha insegnato balletto a Parigi, ha rappresentato la Cambogia all’UNESCO e soltanto nel 2004, dopo l’abdicazione del padre Norodom Sihanouk, è stato chiamato a regnare.

Da allora è diventato il sovrano più riservato d’Asia, un Re che comunica pubblicamente pochissimo, vive lontano dai riflettori e ha trasformato il silenzio in uno dei tratti distintivi del suo regno.

Nato a Phnom Penh il 14 maggio 1953, Norodom Sihamoni è il figlio del Re Norodom Sihanouk e della Regina Norodom Monineath. La madre era già conosciuta nel Paese prima del matrimonio: nel 1951 aveva conquistato il primo posto in un concorso nazionale di bellezza. Il nome dell’allora Principe racconta la sua storia: “Sihamoni” nasce infatti dall’unione dei nomi dei genitori, “Siha” da Sihanouk e “Moni” da Monineath, una scelta voluta dal padre per simboleggiare il legame tra i due.

Un’educazione inusuale per un principe

Nulla, però, lasciava immaginare che un giorno sarebbe diventato Re. Fin da giovanissimo ha mostrato un talento particolare per la danza classica, una passione che lo ha portato a trascorrere gran parte della sua vita lontano dalla Cambogia.

Gli studi a Praga e in Corea del Nord

Nel 1962, quando aveva appena nove anni, il padre ha deciso di mandarlo a studiare nell’allora Cecoslovacchia. A Praga il giovane Principe ha iniziato a studiare danza classica e pianoforte al Conservatorio, proseguendo poi la formazione all’Accademia delle Arti Performative. Con il passare degli anni quella passione è diventata il centro della sua vita.

Dopo la laurea si è trasferito in Corea del Nord per proseguire gli studi di cinematografia. Sembrava l’inizio di una carriera artistica, ma la storia aveva altri piani. Nel 1975 l’ascesa al potere dei Khmer Rossi ha travolto anche la famiglia reale, cambiando per sempre il destino del giovane Principe.

Prigioniero dei Khmer Rossi

L’anno successivo, nel 1976, è stato costretto a rientrare in Cambogia. I Khmer Rossi lo hanno attirato nel Paese con un telegramma falsificato, fatto apparire come un messaggio inviato dal padre, Re Norodom Sihanouk, che gli ordinava di tornare. Una volta arrivato a Phnom Penh, Sihamoni è stato posto agli arresti domiciliari nel Palazzo Reale insieme ai genitori e al fratello Norodom Narindrapong.

Gli arresti domiciliari nel Palazzo Reale

Nei tre anni successivi è rimasto prigioniero del regime di Pol Pot, mentre il genocidio cambogiano ha travolto il Paese ed è costato la vita a numerosi membri della famiglia reale e a milioni di cambogiani.

Con la caduta del regime, nel 1979, il principe è riuscito a lasciare il Paese. Due anni dopo si è stabilito a Parigi, dove ha ripreso il percorso interrotto dalla guerra, tornando a dedicarsi alla danza e all’insegnamento.

Il Principe che insegna danza classica

Ha insegnato danza classica in diversi istituti parigini, fondando anche una compagnia dedicata alla valorizzazione della cultura cambogiana. Parallelamente ha iniziato ad avvicinarsi alla diplomazia culturale, mettendo la propria esperienza artistica al servizio del Paese.

Nel 1993 è stato nominato ambasciatore della Cambogia presso l’UNESCO, incarico che ha ricoperto per oltre un decennio. In quegli anni si è dedicato alla promozione della danza classica khmer, del Balletto Reale di Cambogia e del patrimonio culturale del Paese, contribuendo a valorizzare tradizioni che i Khmer Rossi avevano cercato di cancellare.

L’ascesa al trono

Quando il padre Norodom Sihanouk ha annunciato la propria abdicazione, dovuta a problemi di salute, nell’ottobre del 2004, il suo nome non era tra quelli che l’opinione pubblica indicava come favoriti. Eppure il Consiglio del Trono lo ha eletto all’unanimità nuovo Re di Cambogia, affidando la Corona a un uomo che fino a quel momento aveva costruito la propria vita lontano dalla politica, dedicandosi all’arte e alla diplomazia culturale.

Un re eletto dal Consiglio del Trono

A differenza di quanto accade nella maggior parte delle monarchie europee, in Cambogia la Corona non si trasmette automaticamente di padre in figlio. Il nuovo sovrano viene infatti scelto dal Consiglio del Trono, un organo, composto da nove membri, che si riunisce in caso di morte o abdicazione del Re. Possono essere eletti soltanto i membri della famiglia reale appartenenti ai rami Norodom e Sisowath che abbiano compiuto almeno trent’anni.

L’elezione di Norodom Sihamoni ha segnato una netta discontinuità rispetto al regno del padre. Se Norodom Sihanouk è stato uno dei protagonisti della storia cambogiana del Novecento, capace di attraversare guerre, colpi di Stato ed esili mantenendo un ruolo politico di primo piano, il nuovo Re ha scelto fin dall’inizio uno stile completamente diverso.

La Costituzione cambogiana gli attribuisce il ruolo di Capo dello Stato e simbolo dell’unità nazionale, un ruolo prevalentemente rappresentativo. Un modello che ricorda quello di altri sovrani costituzionali europei, da Carlo XVI Gustavo di Svezia a Felipe VI di Spagna. Nel corso degli anni ha evitato di intervenire nel dibattito politico, limitando le proprie apparizioni a cerimonie ufficiali, festività religiose, visite nei villaggi e nelle province e incontri con delegazioni straniere.

Il Re di Cambogia al banchetto di Corte per il nuovo Imperatore del Giappone Naruhito nel 2019
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Il Re di Cambogia al banchetto di Corte per il nuovo Imperatore del Giappone Naruhito nel 2019

La discrezione come punto di forza

Proprio questa discrezione gli è valsa la definizione di “Re più riservato d’Asia”. A differenza di molti altri sovrani contemporanei, Norodom Sihamoni concede raramente dichiarazioni pubbliche e non ha mai cercato visibilità per consolidare il proprio ruolo.

La grande attenzione verso il suo popolo

Nel corso del suo regno ha dedicato particolare attenzione anche alle iniziative benefiche. Negli anni è intervenuto a sostegno delle vittime di calamità naturali, ha finanziato ospedali pediatrici, scuole e progetti sociali e, durante la pandemia di Covid-19, insieme alla Regina Madre Norodom Monineath, ha donato oltre un milione di dollari per sostenere gli interventi del governo e aiutare le famiglie più colpite. Non sono mancati nemmeno gesti più personali, come le visite alle comunità colpite dalle inondazioni o il sostegno economico alle vittime della tragedia di Koh Pich nel 2010.

Un re senza eredi

La sua riservatezza si riflette anche nella vita privata. A differenza di molti altri sovrani, non si è mai sposato e non ha figli. Una scelta che nel corso degli anni ha suscitato curiosità e domande, alle quali hanno risposto gli stessi genitori.

La Regina Madre Norodom Monineath ha spiegato che il figlio “si sente soltanto buddista” e che ha dedicato la propria vita alla spiritualità e al servizio del Paese. Re Norodom Sihanouk, invece, ha raccontato che Sihamoni ama le donne “come delle sorelle” e che non ha mai sentito il desiderio di sposarsi. La mancanza di eredi non pone comunque problemi alla successione.

Il Re di Cambogia e la Regina madre Norodom Monineath Sihanouk con il Presidente cinese Xi Jinping e la moglie
IPA
Il Re di Cambogia e la Regina madre Norodom Monineath Sihanouk con il Presidente cinese Xi Jinping e la moglie

Accanto a lui continua a svolgere un ruolo importante la Regina Madre Norodom Monineath, una delle figure più amate della Cambogia. Dopo la morte di Norodom Sihanouk, avvenuta nel 2012, madre e figlio hanno continuato ad apparire insieme in numerose occasioni ufficiali.

La malattia e il messaggio ai cambogiani

Negli ultimi mesi l’attenzione si è concentrata anche sulle condizioni di salute del Re. Nell’aprile 2026 è stato lo stesso Norodom Sihamoni a informare i cambogiani, attraverso un messaggio pubblico, di essere affetto da un tumore alla prostata e di essersi sottoposto alle cure in Cina. Una scelta che ha ricordato quella di Re Carlo III, che qualche anno prima aveva deciso di condividere con i sudditi la propria diagnosi di tumore.

C’è un ultimo dettaglio che accompagna la storia di Norodom Sihamoni. La sua nascita arrivò pochi mesi prima dell’indipendenza della Cambogia dalla Francia e fu accolta da molti come un segno di buon auspicio per il futuro del Paese. Un legame simbolico con la storia della Cambogia che, molti anni dopo, lo avrebbe riportato a Phnom Penh con una corona sul capo.