Il cervello addominale, come le emozioni negative influenzano il tuo stomaco

Nel nostro organismo esiste un secondo cervello: lo stress non si ferma solo nella mente ma va a finire nella nostra pancia...

Sei in ansia per qualche motivo e tendi a somatizzare le tue emozioni? Probabilmente, in queste occasioni, senti dei fastidiosi crampi alla pancia. Forse non sai, infatti, che nel nostro organismo esiste un secondo cervello, quello addominale, che si comporta esattamente come quello che abbiamo nella testa. Le tensioni e l’ansia che accumuliamo nell’arco della giornata colpiscono lo stomaco, che tende a gonfiarsi. Quando siamo agitati, tendiamo a ingerire molta aria durante la respirazione e, non riuscendo a espellerla dal naso o dalla bocca, la teniamo intrappolata nell’intestino. Capita spesso anche di sentire la pancia irrigidirsi come una pietra dura. Questo perché la muscolatura addominale si contrae, provocando spasmi, bruciore, diarrea o stitichezza, e problemi nella digestione.

Secondo gli studi scientifici, il cervello addominale – proprio perché funziona come quello nella testa – sarebbe anche dotato di memoria, per cui lo stress non si elimina ma si fissa e può lasciare strascichi anche a distanza di anni. Un esempio? I tanti bambini che soffrono di coliche nell’infanzia e, una volta diventati adulti, combattono con la sindrome del colon irritabile.

Il cervello addominale rilascia sostanze psicoattive – la serotonina, la dopamina ma anche oppiacei antidolorifici nonché le benzodiazepine – che influenzano notevolmente i nostri stati d’animo e provocano malessere. In altre parole, le cellule del cervello addominale si scambiano informazioni con quelle del cervello neuronale e gestiscono insieme, dunque, la produzione dell’ormone del benessere. Un aumento eccessivo di serotonina in momenti acuti di stress ha, quindi, delle conseguenze negative sul funzionamento del nostro apparato digestivo.

Per capire se la nostra condizione di salute non ottimale dipenda o meno dalle emozioni o da altre patologie, è necessario contattare un medico. Una volta escluse altre cause, occorre imparare a gestire al meglio lo stress, lavorando su noi stessi da un punto di vista psicologico. Un buon punto di partenza? Cerca una valvola di sfogo. Una passeggiata rilassante in mezzo alla natura può essere un vero toccasana. Anche l’attività fisica – specie se all’aria aperta – scarica i nervi. L’ideale è allenarsi ascoltando un po’ di musica. Canticchiare la tua canzone preferita mentre corri ti aiuterà a liberarti dalle troppe tensioni e a ritrovare il buonumore.

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