5 consigli per credere in te stessa

I consigli per vivere al meglio la relazione con la persona fondamentale della tua vita: te stessa!

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Elisa Cappelli

Pilates Trainer, Insegnante Tai Chi e Yoga Taoista, Movimentoterapista

Laurea in Filosofia e Master in Giornalismo Internazionale LUISS. Trainer certificata CONI e FIF (Mat base e avanzato). Studia Anatomy in Motion (Gary Ward) e Qi gong.

Cosa significa credere in te stessa

Cosa significa avere fiducia in se stesse/i ed amarsi in modo totale e completo o comunque avviarsi verso questo percorso magnifico? Significa prima di tutto osservare che tipo di frasi ci diciamo, come comunichiamo con noi stesse/i e in che modo viviamo la relazione con le nostre emozioni e con le nostre sensazioni. Significa, in qualche modo, esporsi a un modo di stare al mondo leggermente vulnerabile, ma in modo buono, funzionale, attivo.

Credere in te stessa vuol dire non produrre pensieri depotenzianti verso la tua persona e sviluppare quella dote che potremmo definire: compassione. La compassione porta a un “patire con” ovvero fare profonda e indissolubile amicizia con se stessi/e. Credere in se stessi significa in primo luogo riuscire ad affrontare passo dopo passo; significa non pensare male di noi stessi/e anche quando le condizioni si rendono difficili o si complicano e significa evitare di rimuginare, fare logorio mentale e produrre pensieri inutili. Significa smettere di criticarci costantemente e ambire a una perfezione che alla lunga non ripaga. Molto della vita corrisponde a come reagiamo a quel che accade ed essere forti significa spingere il pedale sulla propria autostima, senza gonfiarla, senza trasformarla in arroganza.

Come capire se credi in te

Ci sono piccole e significative domande che puoi farti per capire in che modo stai conducendo la tua vita e se credi abbastanza in te stessa. Vediamo quelle giuste: ti soffermi tanto sulle reazioni degli altri? Dai peso alle parole di tutti/e? Metti prima i bisogni altrui e poi i tuoi? Quando fai lavori fisici o sforzi a livello aerobico, ti giudichi? Sei sempre pronta a scusarti anche quando non serve? Sei estremamente reattiva, ovvero scatti, rispondi subito, temi che gli altri prendano il tuo spazio? Se almeno due risposte sono affermative, fermati un attimo e cerca di osservarti da un’altra prospettiva.

Ma quanto c’entrano gli altri e la tua percezione di te stessa rispetto agli altri con la stima che provi verso te stessa? L’autostima nasce e si sviluppa da una serie di giudizi che sono per forza di cose comparativi su di sé e sugli altri; l’autovalutazione non esclude gli altri, sarebbe troppo utopistico pensarlo. La fiducia in te stessa concerne anche i pensieri e le valutazioni che supponiamo gli altri abbiano su di noi.

Sicuramente se sei in un momento di risultati che non arrivano o che non arrivano come li vorresti, potresti soffrire e non poco di bassa autostima. Ma la fiducia in se stesse va pensata come una fiamma che non si spegne. Aumentare il senso di connessione e interconnessione con il tuo mondo interno e con le tue percezioni psichiche e fisiche permette un positivo influsso nel tuo assetto interno e anche nella regolazione interattiva con gli altri. Non convincersi quindi che siamo invincibili e andare nell’arroganza, ma rendersi conto che la nostra energia di fuoco si collega tanto alla selezione dei pensieri e alla voglia di farcela con le nostre forze. Questo non significa andare sulla difensiva ma lasciando scendere i pesi via dalle spalle e liberando la testa dalle tensioni, sciogliendo, rilassando e abbandonandosi al respiro e spedendolo nella zona del corpo che sentiamo maggiormente tesa. Addolcire con gentilezza significa sciogliere e non irrigidirsi, non difendersi, ma abbandonarsi, sentire il petto aperto e la testa leggera.

5 consigli per credere in te

Ecco 5 consigli d’oro per avvicinarti con fiducia a te stessa e credere in chi sei:

Avvicinati alla poesia

La poesia nasce da un sentire e ti avvicina in ogni modo al tuo proprio sentire. La struttura della tua mente va per metafore e la metafora arriva direttamente al tuo cervello e fa immediato il percorso verso il cuore. Se tagli fuori il tuo sentire ti allontani anche dalla poesia. Allora questo consiglio che sembra laterale e superfluo ti riporta al sentire puro e vivo.

Ritrova il contatto con la natura

Attraverso la natura il tuo corpo e le sensazioni silenziate emergono e splendono. In natura puoi stare in silenzio e mettere un passo davanti all’altro, proprio come nella vita. Non temere le emozioni e non avere paura della fine delle cose, la natura ci insegna questo.

Ascolta e seleziona i tuoi pensieri

Quando i pensieri ci attraversano non sempre ricordiamo che possiamo lasciarli andare, farli scorrere, proprio come se avessimo (e lo abbiamo!) il grande potere di selezionarli. Scegliere di servire la propria mente con pensieri che – appunto – servano, siano di aiuto e di forza.

Lascia che tutto cada

Tenere serrata la mandibola, tenere stretti i denti, indurirsi sono tutte vie non auspicabili, non consigliate. Lascia che tutto cada vuol dire far andare fluido il fluire dell’energia e accogliere il successo, inteso come fiducia nelle nostri doti.

Il respiro prima di tutto

Quando sei a contatto con il tuo respiro sei invulnerabile. Se hai risentimento o rabbia o stai nelle forme reattive, il pensiero si concentra in modo aggrovigliato, ruvido, disfunzionale. Il respiro ci aiuta a sciogliere i nodi e liberare le tensioni a qualsiasi livello, guadagnando maggiore fiducia nella persona che siamo e che vogliamo continuare a diventare.

Cosa evitare se vuoi fidarti di te

Il primo errore che si commette quando si spinge il pedale sulla propria autostima sta nello scambiare la fiducia in se stessi in arroganza o identificazione con chi si crede o pensa di essere. Identificarsi significa perdere l’occasione di essere se stessi/e in modo autentico e di scoprirsi anche diversi da come ci si immagina.

Se per esempio sei stata ferita da poco, prova a mettere la mano sul cuore e ascolta il respiro, ascolta il movimento del respiro, crea un contatto naturale con eventuali forme di disagio, di scompenso, di poca naturalezza. La cosa meno funzionale che puoi fare sta nel non accogliere quel che senti e andare verso un assetto rigido e chiuso.

Non dare troppo spazio alla voglia di fuggire e non restare in contatto con le parti di te che emergono e che forse vogliono prendere il sopravvento nei momenti difficili, con quello che ti tirano fuori; in altre parole: rimani. Sii presente, non scappare via.