Afantasia: quando il cervello non è in grado di immaginare

L'afantasia si è scoperta recentemente: una patologia che limita e annulla l'immaginazione azzerando la fantasia, quei processi mentali che ci rendono più umani

Afantasia è la parola usata da ricercatori inglesi per battezzare la condizione medica di soggetti che vivono l’incapacità di visualizzare immagini mentali. Il termine è stato utilizzato anche dal Professor Adam Zeman, neurologo e neuropsicologo del dipartimento di neuroscienze cognitive umane presso l’Università di Edimburgo, che ha pubblicato sulla rivista Neuropsychologia il caso di un suo paziente. Quest’uomo ha iniziato a sviluppare la sindrome quattro giorni dopo aver subito un’angioplastica coronarica, che si ipotizza abbia provocato una leggera ischemia nell’emisfero destro del cervello .

L’Afantasia che ha colpito questa persona, lo ha reso improvvisamente incapace di far apparire consciamente delle immagini mentali, come amici, parenti, luoghi e paesaggi. Questo signore, un geometra in pensione, che nella sua attività lavorativa ha ampiamente sfruttato l’immaginazione per rappresentare nella sua mente case, edifici e costruzioni, improvvisamente ha perso la capacità di generare immagini visive. Gli esami neurologici, oftalmologici e psichiatrici sono normali e sembra non si presenti alcun deterioramento cognitivo ma il paziente alla risonanza magnetica ha mostrato un’attività cerebrale diversa dai soggetti normali, con una ridotta attivazione delle regioni posteriori del cervello e un aumento dell’attività nelle regioni frontali.

Il biologo evoluzionista, Robin Dunbar ha scritto che “quello che ci distingue dagli altri esseri è una vita nella mente, la capacità di immaginare”, cioè la reale attività di visualizzazione e di “vedere con l’occhio della mente”, che è un elemento importante anche per sviluppare la fantasia e non dimenticare le cose. Che cosa succede nella nostra mente quando ci viene chiesto: “Che forma hanno il Colosseo di Roma o la Torre Eiffel di Parigi?” oppure “Chi è il più grande tra un elefante, una giraffa o un leone?”. Non possiamo credere di essere incapaci di visualizzare nella nostra mente la risposta, cioè di avere perso improvvisamente l’immaginazione. Dopo la pubblicazione del resoconto del Professor Zeman invece sono venute alla luce numerose esperienze simili, di persone che soffrono di afantasia dalla nascita e non riescono a costruire rappresentazioni mentali visive.

È il caso di Blake Ross, un informatico statunitense, co-creatore del browser Firefox, che non può visualizzare le cose nella sua testa semplicemente pensando a loro, perché soffre dalla nascita di afantasia. Non riesce a vedere nella sua mente le facce dei suoi genitori, la sua camera da letto quando era piccolo, le immagini viste durante lo jogging svolto solo il giorno prima e qualunque altra creazione mentale risulti ovvia per chiunque di voi.
In una pagina facebook straniera, che troverete sotto questo nome: “Aphantasia: How It Feels To Be Blind In Your Mind”, che tradotto significa: “Afantasia: come ci si sente ad essere cieco nella mente”, venerdì 22 aprile 2016, Black Ross ha postato un interessante resoconto della sua esperienza. Leggerlo aiuterà a comprendere meglio le sensazioni che realmente si provano.

Afantasia: quando il cervello non è in grado di immaginare