Roma: bambini camminano grazie ad Atlas 2030, il primo esoscheletro pediatrico

È stato presentato, al San Raffaele di Roma, il primo esoscheletro pediatrico. Un robot che permetterà ai bambini di tornare a camminare, o di farlo per la prima volta

Le dimensioni dei sogni dei bambini hanno delle proporzioni gigantesche e straordinarie perché infiniti sono i loro limiti. C’è chi immagina di navigare gli oceani, chi di volare e chi ancora di esplorare il mondo, di conquistarlo o di salvarlo. Ma c’è anche chi desidera solo camminare, e invece non può farlo.

È questo il caso di tutti quei bambini la cui motricità è ridotta a causa di patologie diverse che colpiscono il corpo, come le paralisi cerebrali infantili, le lesioni del midollo spinale, l’atrofia e la distrofia muscolare e poi, ancora, miopatie e malattie neuromuscolari.

A quegli stessi bambini, però, oggi è stato restituito quel sogno che gli era stato strappato via prepotentemente grazie alla scienza, o meglio agli uomini, che hanno realizzato il primo esoscheletro robot pediatrico che permetterà ai piccoli pazienti di tornare a camminare e a muoversi.

Presentato a Roma il primo esoscheletro robot per bambini

Il suo nome è Atlas 2030 e si tratta del primo esoscheletro robot pediatrico che permette ai bambini di tornare a camminare. La sua creazione è una vera e propria innovazione in campo medico che faciliterà la riabilitazione e i movimenti di tutti i bambini con un’età compresa tra i 4 e i 10 anni.

Il modello, come abbiamo detto, è il primo in Italia ed è stato presentato in questi giorni presso l’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCSSan Raffaele di Roma. L’esoscheletro pediatrico, la cui distribuzione sarà a cura di Emac Tecnologia Vitale, permetterà ai pazienti più piccoli e fragili di ritrovare quella normalità di movimento compromessa da patologie e malattie neuromuscolari.

Atlas 2030: l’esoscheletro che permette ai bambini con limiti motori di camminare

Il primo esoscheletro robot per bambini è stato presentato l’8 novembre proprio presso l’Istituto San Raffaele di Roma. In quest’occasione, e con la presenza del ministro della Salute Orazio Schillaci, si è sottolineata l’importanza di garantire ai più piccoli un’assistenza adeguata e completa, all’altezza dei loro sogni e del loro benessere.

L’idea di creare un esoscheletro pediatrico è nata proprio a seguito degli incoraggianti risultati ottenuti dallo stesso strumento applicato fino a questo momento solo agli adulti. Da qui la scelta di creare anche un robot per i più piccoli per facilitare la riabilitazione pediatrica.

All’IRCCS San Raffaelle di Roma, i bambini che non hanno mai camminato in maniera autonoma lo stanno già testando. A raccontare l’entusiasmo raccolto è stata Claudia Condoluci, responsabile dell’area pediatrica e delle disabilità dello sviluppo dell’Istituto, che ha raccontato che grazie ad Atlas 2030 i bambini stanno già calciando, giocando e disegnando. Attività normalissime, queste, che appartengono alla quotidianità dei bambini, che però fino a questo momento sembravano impossibili per i piccoli pazienti dell’ospedale.

L’utilizzo di un esoscheletro è molto importante per la riprogrammazione delle funzioni cerebrali, e lo è ancora di più per i pazienti più piccoli che, in alcuni casi, non hanno mai camminato. Per loro, infatti, non si tratta di imparare a muoversi con questo strumento, ma di imparare a farlo per la prima volta.

Atlas 2030 attualmente è in fase di sperimentazione. Il suo utilizzo e i risultati, sia in termini di benessere cognitivo che emozionale, saranno studiati al fine di analizzare l’impatto di questo approccio riabilitativo sui bambini.