I segni della tastiera: cosa significano i trattini sotto la F e la J?

I segni in rilievo sui tasti F e J della tastiera hanno una funzione ben precisa: servono alle dattilografe e agevolano i non vedenti, ma non solo

Le tastiere del computer sono tutte uguali: l’ordine dei tasti è sempre lo stesso, sia che usiate un Personal Computer, un Mac, uno smartphone o un tablet. Quest’ordine, definito QWERTY per via della sequenza da sinistra verso destra della prima riga di lettere, nacque per risolvere i problemi meccanici che affliggevano le prime macchine da scrivere. Un’altra caratteristica più nascosta accomuna tutte le tastiere: nella riga centrale delle lettere, in corrispondenza dei tasti della F e della J, sono presenti delle piccole righe in rilievo.

Queste righe, oltre che ai non vedenti, servono anche a chi utilizza il computer in modo professionale e sa diteggiare senza guardare la tastiera: contabili, segretarie, dattilografe, programmatori sono solo alcune di queste categorie. Scrivere senza guardare non è solo un’abitudine, ma un metodo per velocizzare il lavoro: continuare a leggere un documento mentre lo si sta trascrivendo sul proprio editor di trattamento testi aumenta notevolmente la velocità della scrittura non manuale.

La memoria visiva aiuta i lavoratori a ricordare la disposizione delle lettere sulla tastiera. Il cervello, però, ha bisogno di un punto di riferimento per disporre le dita correttamente: il mignolo sinistro sulla A, l’anulare sinistro sulla S, i pollici sulla barra spaziatrice e così via. Il punto di riferimento è dato proprio dalle due righe orizzontali in rilievo in corrispondenza della F e della J. Quando i “professionisti della tastiera” scrivono, posizionano sempre i pollici sulla barra spaziatrice, l’indice sinistro sulla F e l’indice destro sulla J e le altre dita sulle lettere adiacenti. Il tatto percepisce il rilievo su questi tasti e il cervello è guidato nel disporre le restanti otto dita sul tasto convenzionalmente loro assegnato.

Il cervello, però, può essere ingannato. Dal sistema QWERTY sono derivati vari tipi di tastiera, con una disposizione delle lettere leggermente diversa da caso a caso. Ogni tastiera prende il nome o dal suo inventore, come nel caso della “tastiera Dvorak”, o dal Paese in cui essa è utilizzata: tedesca, italiana, francese e altri ancora. Sostituendo la tastiera a cui si è abituati con una di tipo diverso è più facile sbagliare. Il cervello, infatti, ha bisogno di tempo per abituarsi alla nuova disposizione. In genere, sono sufficienti pochi giorni di utilizzo della nuova tastiera per superare il problema e tornare alla velocità abituale.

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