L’immagine della Regina Elisabetta circondata dai suoi inseparabili corgi è una delle più iconiche della monarchia britannica. Per decenni quei piccoli cani dalle zampe corte hanno accompagnato la sovrana in apparizioni pubbliche, fotografie ufficiali e momenti di vita privata. Sono diventati quasi un simbolo della Corona. Oggi, tutto ciò rischia di essere relegato al passato perché il Parlamento britannico sta valutando una normativa sul benessere animale che potrebbe avere conseguenze proprio su alcune delle razze canine più celebri, tra cui i corgi.
Una nuova legge sul benessere dei cani
La proposta legislativa nasce con l’obiettivo di limitare l’allevamento di cani con caratteristiche fisiche considerate dannose per la loro salute. La direttiva punta a contrastare la selezione genetica che, negli anni, ha privilegiato tratti estetici ritenuti problematici dal punto di vista medico.
Tra questi rientrano, ad esempio, musi molto corti o schiacciati, pieghe cutanee eccessive oppure zampe particolarmente corte. Secondo i promotori della norma, queste caratteristiche possono provocare negli animali dolore, difficoltà respiratorie, problemi articolari o altre patologie croniche.
Il corgi rientrerebbe in questo contesto per via della sua particolare conformazione corporea: le zampe molto corte implicano che il torace sia molto vicino al terreno. Questa caratteristica è stata incoraggiata per secoli nell’allevamento perché molto utile per la pastorizia, poiché il cane poteva schivare più facilmente i calci delle mucche quando si muoveva tra il bestiame.
Ma questa stessa conformazione fisica può portare a problemi articolari o spinali e per questo ora viene riconsiderata dal punto di vista del benessere animale.

Anche se oggi è noto principalmente come cane da compagnia, il corgi ha un’origine ben precisa. Tradizionalmente, veniva allevato come cane da pastore, soprattutto per lavorare con il bestiame.
Nel tempo, la sua natura socievole, la sua intelligenza e il suo aspetto inconfondibile e adorabile – con zampe corte, corpo allungato e orecchie grandi – lo hanno reso una delle razze più famose al mondo.
La popolarità dei corgi è poi esplosa, soprattutto nel Regno Unito, grazie alla predilezione della Regina Elisabetta per questi cani.

Il corgi non sarebbe l’unica razza interessata da queste potenziali restrizioni. Secondo quanto riportato dai media britannici, le normative potrebbero includere fino a 66 razze diverse, tra cui il bassotto, lo Scottish Terrier e lo shih tzu.
Ma bisogna precisare che l’eventuale entrata in vigore della non sarebbe immediata. I tempi legislativi sono lunghi e si stima che possano volerci almeno cinque anni prima che la norma diventi effettivamente legge.

La proposta ha suscitato un acceso dibattito tra proprietari, amanti dei cani e allevatori. Alcuni ritengono che tali regole siano necessarie per prevenire problemi di salute comuni in alcune razze, come dolori articolari, artrite o deformità spinali.
Altri, invece, temono che si possano mettere a repentaglio alcune delle razze più iconiche e amate al mondo, tra cui appunto i corgi.
Che fine hanno fatto i corgi della Regina Elisabetta
Un legame profondo e duraturo, un amore sbocciato durante l’infanzia. Nel corso del suo lungo regno, Elisabetta II ha allevato e accudito oltre 30 corgi.
Questi cani sono diventati un tratto distintivo della sovrana, accompagnandola costantemente a Buckingham Palace e nei suoi viaggi, sempre al suo fianco come fedeli amici a quattro zampe.

Gli ultimi due cani della Regina, Muick e Sandy, sono stati presi in custodia dall’ex Principe Andrea che continua ad occuparsi di loro anche dopo aver lasciato la lussuosa Royal Lodge.