C’è qualcosa di intrinsecamente magnetico in una silhouette che decide di nascondere invece di svelare. Se le scorse stagioni ci hanno abituati a scolli profondi e layering caotici, il 2026 resetta i codici estetici con un unico, perentorio dettaglio: il collo alto. Non è una scelta di comfort, è una presa di posizione architettonica. La giacca si sigilla, si alza fino al mento e trasforma chi la indossa in una figura scultorea, quasi distopica, sicuramente intoccabile.
L’ultimo report di Pinterest Predicts (la “bussola del futuro” che analizza i dati di ricerca di milioni di utenti per individuare i prossimi trend che domineranno i consumi e la moda dei prossimi anni), ha acceso i riflettori su un fenomeno macroscopico: le ricerche globali per la “giacca a collo alto” sono aumentate del 60%. Il dato è lo specchio di una psicologia collettiva che Pinterest definisce come un mix tra self-preservation (autoprotezione) e nonconformity. In un’epoca di sovraesposizione digitale, coprirsi diventa l’atto di ribellione più radicale. La giacca alta è l’armatura moderna per chi cerca un’eleganza privata, quasi austera, ma dal potere visivo devastante.
L’anatomia del nuovo “cool”
Il fascino di questo capospalla risiede nella sua capacità di cancellare il superfluo. Quando il collo della giacca diventa il protagonista, gli accessori spariscono, i gioielli diventano invisibili e l’attenzione si catalizza sullo sguardo. Che sia un bomber in pelle ultra-tech o un blazer sartoriale in lana pesante, la struttura rigida del collo alto impone una postura nuova, più fiera, decisamente più contemporanea. Inoltre, ciò che rende questo capo così magnetico è la sua ”rigidità”: è un ritorno alla “forma pura” che ricorda le visioni futuriste degli anni ’60, ma rilette con la consapevolezza pragmatica del nuovo millennio.
Come declinare l’ossessione: 3 edit di stile
Estetica futuristica
Sfrutta la verticalità del collo alto accostandola a linee inferiori estremamente fluide. Un capospalla dalla struttura rigida e chiusa trova il suo equilibrio perfetto se abbinato a pantaloni a gamba larghissima o gonne che sfiorano il pavimento. Questo contrasto trasforma la figura in una silhouette architettonica, dove il rigore della parte superiore esalta il movimento di quella inferiore. È il look da “power dressing” 2.0.
Layering concettuale
La giacca a collo alto non ammette sciarpe, ma invita a sperimentare con ciò che sta sotto. Gioca con i volumi e le forme sfruttando le maniche libere e prova a lasciarla parzialmente aperta per rivelare tessuti leggeri e trasparenti o texture a contrasto che interrompano la compattezza del pezzo principale. È un esercizio di stile che gioca con l’idea di “armatura” che si schiude, rivelando strati più morbidi e intimi.
Colore, texture e forme: il massimalismo ha il collo coperto
L’estetica del collo alto trova la sua massima espressione materica quando incontra texture capaci di sostenerne il rigore o esaltarne l’opulenza. Nelle versioni in pelle, la giacca si trasforma in una guaina lucida, un pezzo quasi futurista dove il collo diventa una colonna portante che conferisce un’autorità immediata; è il look da moderna eroina urbana che predilige la protezione di un materiale tattile e resistente.
Al polo opposto, la pelliccia (rigorosamente eco) o il montone invertono la narrativa: qui il colletto alto non è più una barriera rigida, ma un abbraccio volumetrico che avvolge il volto, creando un gioco di proporzioni massimaliste e decadenti.
Se invece ci si sposta sul velluto, la giacca acquista una profondità cromatica e una morbidezza regale: qui puoi dare spazio anche ai colori più pop senza perdere la tua allure misteriosa.
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