Processetto matrimoniale, cos’è e quando si svolge

Il processetto matrimoniale è un colloquio che precede le nozze religiose: come si svolge e quali sono le domande poste dal sacerdote

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Anna Verrillo

Giornalista e Lifestyle Editor

Sangue campano e cuore a stelle e strisce. Scrive di cultura e spettacolo con frequenti incursioni nella cronaca rosa perché da brava gemelli non ama prendersi troppo sul serio.

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Tra gli adempimenti che i futuri sposi sono chiamati a portare a compimento non ci sono solo il corso matrimoniale e le pubblicazioni, ma anche un altro piccolo passo di cui non tutti sono a conoscenza: il cosiddetto “processetto”.

Prima di poter attraversare le navate della Chiesa e scambiare il fatidico sì, infatti, i futuri coniugi devono necessariamente sostenere un colloquio con il parroco per dimostrare di essere pronti ad unirsi per le vita.

Cos’è il processetto matrimoniale

Conosciuto anche come “esame dei nubendi” o precessicolo, il processetto è un colloquio che i due futuri sposi tengono (separatamente) con il sacerdote che celebrerà il loro sì. Non si tratta di un interrogatorio, ma di una conversazione piuttosto formale che si svolge a porte chiuse: le risposte della coppia permetteranno all’officiante di conoscere meglio la loro storia d’amore e le motivazioni che li spingono a convolare a nozze. Le risposte sono trascritte in un documento ufficiale della Diocesi e rimangono segrete, per cui non servono testimoni.

Qual è lo scopo del processetto

Il processetto non ha valore legale: solitamente si svolge a ridosso della cerimonia matrimoniale, poco dopo il corso nuziale, e il contenuto non è rivelato. Nella maggior parte dei casi si tratta di un colloquio orale, ma nulla vieta di utilizzare anche un supporto scritto. Le risposte raccolte dell’officiante, serviranno per conoscere meglio la storia pregressa dei due innamorati o per elaborare le rispettive promesse nel corso della celebrazione.

In alcuni casi, il processetto potrebbe portare anche portare all’annullamento delle nozze: qualora infatti emergessero problemi seri durante il colloquio ( come costrizione, mancanza di fede minima, situazioni irregolari), il parroco può bloccare o rimandare il sacramento.

Come si svolge il processetto

Il processetto si compone di tre categorie di domande, che vengono poste dal sacerdote ai due futuri sposi separatamente. La prima parte riguarda la prova testimoniale di stato libero: il parroco deve sapere se sia stato contratto un matrimonio in precedenza, civile o religioso; il motivo per cui è finito, se si hanno figli e quale diocesi si è frequentata.

La seconda parte riguarda invece il consenso matrimoniale: i due partner dovranno spiegare il motivo per cui si sposano, assicurare la propria fede nel sacramento e negli insegnamenti della Chiesa sulle nozze. Inoltre, il sacerdote è chiamato ad accertarsi che il matrimonio sia una libera scelta dei due innamorati e che non ci sia stato alcun obbligo; che i due siano consapevoli dei doveri e degli impegni che il sacramento richiede non solo per sé, ma anche per eventuali figli. Infine, il parroco chiede se ci sono delle condizioni da porre al matrimonio, se ci sono segreti che possano turbare la vita coniugale e se ci sposa per amore.

La terza e ultima parte riguarda gli impedimenti e divieti che potrebbero in qualche modo impedire l’unione: tra le condizioni, ci sono ad esempio presunti vincoli di consaguineità tra i futuri sposi; precedenti unioni o sentenze di divorzio.

Quali documenti servono per il processetto

Prima che il processetto abbia inizia, gli sposi devono consegnare i seguenti documenti:

  1. Certificato di Battesimo
  2. Certificato di Cresima
  3. Certificato di morte del coniuge (per i vedovi)
  4. Dichiarazione dei genitori (per i minori)
  5. Prova testimoniale di stato libero
  6. Attestato di eseguite pubblicazioni in parrocchia (in alternativa: attestato di eseguite pubblicazioni in altra parrocchia ; dispensa dalle pubblicazioni canoniche)
  7. Documento d’identità
  8. Certificato contestuale (residenza, stato civile, cittadinanza) oppure autocertificazione
  9. Eventuale nulla osta se uno dei due coniugi è straniero

Quali domande vengono fatte solitamente durante il processetto

Le domande che veranno poste durante il processetto potrebbero leggermente cambiare a seconda della parrocchia, ma in linea di massima lo schema è sempre lo stesso.

Stato libero

  1. Dopo il compimento dei sedici anni ha dimorato per più i un anno in altra diocesi? Dove?
  2. Ha mai contratto matrimonio, anche solo civile?
  3. Quando e con chi?
  4. Come è cessato questo vincolo?
  5.  Ha avuto figli?

Consenso matrimoniale

  1.  Perché sceglie di sposarsi in chiesa?
  2. Crede nel matrimonio come sacramento?
  3. Ha qualche difficoltà nell’accettare l’insegnamento della Chiesa sul matrimonio? Quale?
  4. Il matrimonio comporta una decisione pienamente libera. Si sposa per sua scelta, liberamente e per amore, oppure è costretto da qualche necessità?
  5. Si sente spinto al matrimonio dai suoi familiari o da quelli della fidanzata?
  6. Il matrimonio è comunione di tutta la via tra un uomo e una donna. Vuole il matrimonio come unico e si impegna alla fedeltà coniugale?
  7. È volere di Dio che il vincolo del matrimonio duri fino alla morte di uno dei coniugi. Vuole il matrimonio come indissolubile e quindi esclude di scioglierlo mediante il divorzio?
  8. Il matrimonio è di sua natura ordinato al bene dei coniugi, alla procreazione ed educazione della prole. Accetta il compito della paternità, senza escludere il bene della procreazione?
  9. Intende dare ai figli un’educazione cattolica?
  10. Pone condizioni al matrimonio? Quali?
  11. Il suo partner accetta il matrimonio-sacramento come unico e indissolubile, oppure ha qualche riserva in proposito (infedeltà, divor-
  12. zio)?
  13.  È sicuro che sposa lei liberamente per amore?
  14. Nel fidanzamento ha avuto motivi per dubitare della riuscita del suo matrimonio?
  15. Ha tenuto nascosto qualcosa che possa turbare gravemente la vita coniugale?

Impedimenti e divieti

  1. Esistono vincoli di consanguineità tra lei e il partner?
  2. Esistono altri impedimenti al matrimonio canonico o divieti alla celebrazione?
  3. Minori di 18 anni. I suoi genitori sono a conoscenza delle sue nozze? Sono contrari?
  4. Sposati civilmente. Quale è stata la ragione di questa scelta? Perché ora si sposa in chiesa?
  5. Sposati civilmente con altri. Ha già ottenuto la sentenza di divorzio? Adempie i doveri naturali derivati dalla sua precedente unione?
  6. Esistono impedimenti o divieti al matrimonio a norma della legge civile, o alla sua trascrizione?

Come rispondere alle domande del processetto

Non c’è chiaramente un manuale su come risponde alle domande del processetto poste dal sacerdote. In linea di massima, è comunque importante per gli sposi cercare di dare risposte oneste ma comunque articolate: non è infatti sufficiente rispondere con un semplice “sì” o “no”. L’esito di questo colloquio, infatti, potrebbe influenzare la stesura delle promesse, e svolge sicuramente un ruolo chiave per far conoscere al sacerdote le personalità di chi ha di fronte.