I luoghi comuni sul matrimonio a cui non credere

Scopri quali sono le leggende del matrimonio a cui non credere

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Rita Paola Maietta

Seo copywriter

Giornalista e blogger dal 2010, mi piace scrivere di moda, design, casa e lifestyle mentre mi destreggio tra la vita da mamma.

Non tutti i matrimoni escono col buco. O meglio: non tutte le unioni si concludono con il vissero felici e contenti che abbiamo imparato a conoscere dalle favole ascoltate da bambini. Anche se i partner hanno deciso di convolare a nozze consapevolmente, guidati dalle loro migliori intenzioni, in realtà con il tempo o con il subentrare di altri fattori, non ce l’hanno fatta. Da lì, nella peggiore delle ipotesi, ci si potrebbe imbarcare in battaglie legali costose ed interminabili precedute da liti o tradimenti.

La rivista statunitense Psychology Today ha esaminato la prima fase del matrimonio, quella soprannominata della luna di miele. Si tratta di una fase in cui i neo sposi concentrano le proprie energie su tutto ciò che c’è di positivo nella coppia. Ad esempio, i tratti del carattere simili ai propri, oppure gli interessi che si hanno in comune. Quando il tempo inizia a scorrere veloce, però, iniziano a venire a galla le differenze di ciascuno e l’incanto sembra svanire.

A quel punto della propria vita, la coppia avrebbe il dovere di riflettere in modo consapevole sulla propria relazione, impegnandosi in modo costruttivo per appianare, laddove sia possibile, eventuali divergenze. Non tutti, però, sono in grado di riuscirci e lì nascono i contrasti. In alcuni casi, poi, la coppia finisce nella trappola dei luoghi comuni, quelli a cui si è portati a credere in modo quasi cieco, finendo per accettarli. Talvolta, sono proprio i luoghi comuni sul matrimonio a farlo finire, senza permettere alla coppia di risolvere i propri problemi a monte. Vediamo alcuni dei luoghi comuni sul matrimonio più radicati e a cui non bisognerebbe credere più di tanto.

Il matrimonio è la tomba dell’amore

Per ricollegarci allo studio della rivista americana di cui sopra, in Italia esiste il detto dopo i confetti son nati i difetti. Significa che, per qualcuno, dopo essere convolati a nozze, il rapporto di coppia è destinato progressivamente a svanire. Naturalmente, si tratta di un detto che non sempre trova riscontro nella vita reale: i due partner sono gli stessi e certamente non cambieranno per via del contratto che hanno siglato. Il proverbio, in realtà, un fondo di verità ce l’ha poiché, in passato, andare a convivere prima del matrimonio non era una scelta comune. Perciò, marito e moglie potevano conoscersi nel quotidiano soltanto dopo essersi scambiati gli anelli.

Per molti, i primi anni di matrimonio sono i più piacevoli e romantici, soprattutto se entrambi i partner sceglieranno di abbandonarsi al sentimento, costruendo le fondamenta per quello che potrebbe essere un matrimonio longevo e felice. Soprattutto se non ci si abbandona al luogo comune sul matrimonio secondo cui la vita sessuale diminuirebbe o peggiorerebbe una volta messo l’anello al dito. La passione non cessa dalla sera alla mattina, sta ai due partner provare ad alimentarla, giorno dopo giorno. Del resto, fare l’amore con un partner che ci conosce nel modo più intimo possibile potrebbe portare ad essere più liberi e sicuri di sé. Il che potrebbe portare ad un sesso ogni giorno migliore e, perché no, con l’introduzione di qualche fantasia piccante per ravvivare il tutto.

Attenzione alla suocera

È un luogo comune del matrimonio considerare la suocera come una persona invadente, oppressiva che, prima o poi, riuscirà a rompere l’incantesimo delle nozze. In realtà, non è sempre così, non tutte le suocere assomigliano alla regina di Biancaneve. Per fortuna, molte sono splendide e saranno in grado di costruire un buon rapporto con la nuora/genero sfatando qualsiasi luogo comune sull’argomento.

Anche perché una volta convolati a nozze, si sarà superato un momento cruciale: quello dell’organizzazione del matrimonio. Si tratta di un momento in cui anche la migliore delle suocere potrebbe (ma non è detto) diventare invadente. Si sa la curiosità è donna e, per questo motivo, anche la suocera vorrebbe essere resa partecipe di tutti gli step del matrimonio.

Il matrimonio è fatto di compromessi

Se da un lato è vero che a qualche compromesso a fin di bene bisogna scendere, non tutto il matrimonio deve esserne basato. Scendere a compromessi oggi e scendere a compromessi domani, non aiuta la coppia a lungo andare. Per fare un esempio pratico, molto banale, se uno dei due preferisce il mare e l’altro la montagna ma si va al lago per non scontentare nessuno, ne l’uno ne l’altro partner saranno contenti e soddisfatti della propria vacanza. Piuttosto, sarebbe meglio il dialogo, la negoziazione, che potrebbero aiutare a trovare una soluzione che possa far piacere a tutti e due.

A ciò si può ricollegare il detto avere la botte piena e la moglie ubriaca. Si tratta di un detto che affonda le sue origini nell’Italia contadina in cui gli uomini lavoravano tutto il giorno per portare a casa la pagnotta e le donne rimanevano a casa a fare le faccende, senza alcuna prospettiva di lavoro o svago. Il vino era una bevanda che non poteva mai mancare sulle tavole e, i proprietari terrieri, lo conservavano al fresco, in cantina nelle botti di legno.

Proprio perché non avevano alcuna prospettiva, le donne potevano sembrare spesso annoiate e scontrose ma, soprattutto, poco propense ad assecondare i desideri che i propri mariti, al ritorno dai campi, avrebbero potuto avere. Perciò, gli uomini avevano compreso che per renderle più spensierate e ben disposte, avrebbero dovuto offrire loro un bicchiere del nettare degli dèi. Certo, si tratta di un detto maschilista ma che racchiude, tra le righe, una giusta dose di tenerezza che è quella dell’amore incondizionato dell’uomo nei confronti della propria moglie: le difficoltà della vita di tutti i giorni si possono superare insieme, magari con l’aiuto di un sorso di allegria.

Bisogna comunicare sempre se qualcosa non va

La comunicazione è sicuramente alla base di qualsiasi rapporto di coppia. Essa, però, dovrebbe essere fatta nelle giuste modalità. Ovvero, il comunicare non si dovrebbe tradurre in una critica perenne oppure in un tono che tenda a controllare l’altro o dirgli cosa deve fare.

Quando si litiga in coppia sarebbe opportuno farlo in modo costruttivo, mettendo da parte la rabbia. Essa, infatti, potrebbe mettere in campo dei giochi di forza e potere che, nell’ambito del rapporto di coppia non porterebbe a niente di buono.

Vero è che la rabbia può essere sfogata in altri luoghi che sia in palestra o dedicandosi ad un’attività soltanto per sé. Prendersi del tempo per sé, per sbollire o riordinare i pensieri, dovrebbe essere un’abitudine perché soltanto se si sta bene con se stessi, si potrà stare bene in coppia. Ad esempio, si potrebbe scegliere di conservare le proprie abitudini ed uscire di tanto in tanto con i propri amici. Si tratta di abitudini che potrebbero aiutare il matrimonio ad essere più longevo.

Non andare mai a letto arrabbiati

Sul non andare a dormire senza aver fatto prima la pace si è espresso persino Papa Francesco nel corso di una sua udienza generale. Per lui, infatti, quella che ne deriverebbe sarebbe una sorta di guerra fredda che si protrarrebbe anche il giorno successivo, senza trovare subito soluzione. Per qualcuno, invece, si tratterebbe di un luogo comune facilmente sfatato dal fatto che, meglio prendersi del tempo per sbollire e meditare, oltre che riposare, piuttosto che trascorrere tutta la notte a litigare.

Inoltre, non sempre vale il detto l’amore non è bello se non è litigarello. Non sempre è bello litigare anche perché, spesso, non si riesce a venirne a capo. Meglio, piuttosto, esporre le proprie ragioni e discutere in modo costruttivo per giungere ad una soluzione condivisa.

Il matrimonio è per sempre

Convolare a nozze, per qualcuno, potrebbe rappresentare il coronamento di un sogno ma, purtroppo, non è per sempre. Tant’è che, anche le unioni felici che sembravano intoccabili possono crollare come un castello di carte. Alcuni psicologi americani hanno condotto uno studio che gli ha permesso di individuare le cause più frequenti della fine del matrimonio. La prima è rappresentata dalle dipendenze, siano esse da droghe, alcolici, gioco o altro. La seconda, invece, dal tradimento e la terza dalla violenza, sia essa fisica o psicologica.

Basti pensare che, dal 1964 al 2020 il tasso di divorzio è raddoppiato. Esso, infatti, è passato da uno 0,8 per 1.000 persone del 1964 a 1,6 nel 2020. Un aumento che in parte è stato dovuto alla legalizzazione del divorzio. Un tasso che è aumentato ancora a seguito della pandemia e dei lockdown che le coppie hanno dovuto affrontare. Un momento storico che ha messo a dura prova anche l’amore più appassionato.

Detto questo è facile intuire come non è vero il detto che l’amore vince su tutto poiché non si tratta di un fattore nudo e crudo da dare per scontato, che basta ad alimentare il matrimonio. Il matrimonio è un qualcosa che, a meno che non si crede ancora nelle favole, va costruito da entrambe le parti, giorno dopo giorno e non può basarsi soltanto sull’innamoramento.