“Lasciatemi fare il papà”. Storie di padri separati

Un povero su due è un papà separato e non riesce a svolgere il suo ruolo. Abbiamo intervistato l'Avvocato Valentina Ruggiero, esperta in diritto di famiglia per capire meglio la situazione in Italia

Parliamo sempre del ruolo fondamentale che una madre ricopre nella vita del proprio bambino, spesso dimenticandoci che altrettanto importante è il ruolo di papà. Una premessa, questa, doverosa per affrontare quelli che sono le condizioni allarmanti e tragiche che riguardano in prima persona i padri separati, costretti a vivere in condizioni di disagio che minano la stabilità emotiva familiare e personale, e che impediscono lo svolgimento del loro ruolo.

Il grido dei papà separati è disarmante. È forte, altre volte soffocato, ma ugualmente forte e dilaniante. È un grido di aiuto necessario che non possiamo più ignorare perché anche loro hanno il diritto di essere genitori, di fare i papà. Ma i dati non sono rassicuranti: in Italia aumentano i nuovi poveri e tra questi ci sono anche loro.

Secondo i dati raccolti dalla Caritas, il 46% dei poveri in Italia sono proprio loro, i padri separati e non collocatari, i quali quindi a seguito della separazione hanno visto i loro figli andare a vivere stabilmente con la madre. E sono sempre loro che, costretti a vivere in condizioni precarie, a volte anche senza un tetto sulla testa, si vedono obbligati a rinunciare al ruolo che per natura gli appartiene.

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