Come cambiano gli equilibri di coppia dopo l’arrivo dei figli

Si dice che, con l’arrivo di un figlio, la coppia diventi famiglia e l’amore si fortifichi. Eppure anche i rapporti più idilliaci, dopo un figlio, subiscono grandi scossoni, sino a vere e proprie crisi. Scopriamone le cause e cosa fare secondo un’esperta.

Foto di Giorgia Marini

Giorgia Marini

Blogger e Content Editor

Mamma Blogger, stop. Annata 1977, stop. Razza Caucasica, come direbbero in un poliziesco americano, stop. Status pro-tempore molto incasinata, stop.

Ogni coppia è regolata dai propri equilibri che, dopo l’arrivo dei figli, cambiano inevitabilmente. Ci sono coppie che hanno sempre sognato di avere dei bambini, altre, invece, hanno scoperto di avere questo desiderio, lentamente. Alcune coppie, dall’altro canto, non avevano affatto in programma l’arrivo di un figlio. Poi ci sono le donne e gli uomini che hanno deciso di fare ricorso al social freezing. C’è chi ha dovuto aspettare tanto e chi ha coronato il sogno, neanche il tempo di esprimerlo. Insomma, ogni coppia è diversa e, a seconda della propria storia, dopo l’arrivo dei figli, gli equilibri di coppia cambiano in modo differente.

Im questo divenire, in cui i partner crescono, modificano alcune abitudini, ne assumono altre o sradicano alcuni assunti che, sino ad allora, avevano dettato il ritmo della propria vita, alcune coppie trovano un nuovo modo di essere, di esistere, che li rende più uniti e più forti. Ad altri, invece, spetta un percorso più lungo e fatico, che può giungere sino ad una vera e propria crisi.

Abbiamo interpellato una professionista, per far luce su uno stadio che molti di noi affrontano nella propria relazione amorosa, quando si diventa genitori. La dottoressa Annamaria Giancaspero è una psicologa e sessuologa clinica e, grazie al suo prezioso aiuto, faremo questo viaggio nella coppia che ha appena avuto un figlio.

Come cambia la coppia con l’arrivo di un figlio

Lo sappiamo per esperienza: una cosa è fantasticare, anche programmare, altro è trovarsi di fronte al proprio sogno diventato realtà. Questo vale in tutti i campi e, certamente, la maternità e la paternità non fanno eccezione. Tutt’altro. Dopo il primo figlio, in special modo, molte sono le cose che cambiano, a cui non avevamo pensato, sia come coppia che a livello personale. È normale, non bisogna spaventarsi per questo, ma è necessario esserne consapevoli. Ecco cosa ci ha detto la dottoressa Giancaspero, su come cambiano i rapporti e gli equilibri di coppia dopo un figlio.

“Il passaggio da vita di coppia a vita familiare può essere piuttosto delicato.  La coppia si trova a dover affrontare dei nuovi compiti. Il primo è quello di riorganizzare i propri ruoli che non saranno più quelli di marito/moglie, uomo/donna, in quanto si aggiunge la dimensione genitoriale, che porta nel nido le proprie esperienze del passato.

La coppia deve poi affrontare la creazione e gestione di un nuovo spazio, che comprende ora anche una terza persona, quindi sarà importante costruire delle nuove abitudini a cui adattarsi.

Un importante fattore da valutare in questo passaggio è quello di capire se la gravidanza è stata desiderata oppure se è stata accidentale, perché questo influisce sulle modalità di cambiamento della coppia e su eventuali emozioni e comportamenti messi in atto”.

Principali cause di crisi, quando nasce un bambino

Chi è già passato da questa fase lo sa, nonostante le buone intenzioni, una cosa è pensare di poter mantenere le proprie passioni, i propri hobby o svaghi, subito dopo la gravidanza, altro è riuscire a farlo davvero. Subito e senza sensi di colpa. Sebbene, pian piano, alcune cose vengano riprese, all’inizio non è semplice, soprattutto per noi mamme. Proprio il forte legame con il neonato o con il bambino ancora molto piccolo, da un lato possono frenarci nella ripresa immediata delle nostre abitudini e dall’altro possono dare il là ad una crisi con il nostro compagno.

“La prima causa di crisi – ci dice Giancaspero- potrebbe essere l’unicità del legame madre-bambino. Nei primi mesi la mamma, spinta da un forte istinto materno, concentra il suo amore e le sue cure soltanto sul bambino e in questo modo il partner potrebbe sentirsi escluso, poco accudito e desiderato. Un’altra problematica, riscontrata frequentemente, riguarda la presenza del bambino nel lettone dei genitori che, in alcuni casi, diventa un’abitudine per mesi e mesi. In questa ipotesi il rapporto di coppia ne risente, l’intimità e la complicità tendono a diminuire e la sessualità passa in quinto piano. La ripresa sessuale, inoltre, dipende anche da fattori fisici e psicologici della donna in relazione all’esperienza del parto.

I litigi, le crisi possono cominciare ad affiorare quando da coppia si diventa famiglia, perché ciascuno riporta le tradizioni del proprio nucleo familiare precedente.

La donna è certamente quella che si mette più in discussione, dunque ella entra in crisi più facilmente, ma è sempre una questione relativa alla coppia. Raffreddamento sessuale ed il venir percepite più come mamme che come compagne sono le principali cause di crisi nella donna.

L’uomo, generalmente, va in crisi dopo aver tradito, quando non sa cosa fare: se lasciare la moglie o meno. In questi casi, se l’uomo comincia ad avere sensi di colpa, anche verso i figli, il lavoro è quello di fargli ricostruire il rapporto con la propria compagna.

Altri uomini, invece, non passano per questa fase, in quanto proiettati nel futuro. Le crisi fra i due si manifestano e si affrontano diversamente, in quanto sono diversi i mondi del maschile e del femminile ed i modi di vivere la coppia.

La principale causa di crisi irrisolte, infine, deriva da una comunicazione spesso inefficace che non porta a nessun esito positivo se non ad una fase di accomodamento e quiete, che potrebbe anticipare ulteriori conflitti. Il mio suggerimento è quello di trovare sempre il dialogo e non rinunciare alla comunicazione  Quando il problema sembra irrisolvibile e sembra difficile trovare un compromesso, farsi aiutare può essere un modo per trovare una giusta chiave di lettura e migliorare il rapporto” .

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Gli errori comuni che si possono evitare

Se, da un lato, i cambiamenti nello stile di vita di neo-genitori è inevitabile e vanno presi con il giusto peso anche come fase di transizione, è altrettanto veritiero quanto ciascuno di noi possa mettere in pratica una serie di comportamenti errati, che fanno male alla coppia. Elemento importante e che, a volte, passa in secondo piano è poi l’aspetto sessuale, come vedremo, anche questo è parte del problema.

Abbiamo chiesto alla psicologa quali sono gli errori più comuni, nelle coppie di neo-genitori e come si possono evitare.

Il primo errore è la scarsa comunicazione che, molte volte, si associa alla troppa indipendenza e individualità.  Capita che uno dei due, con il passare del tempo, si dedichi più a sé stesso, al lavoro, alle proprie passioni, senza condividere questi aspetti con il partner. In questo modo la condivisione viene meno e così anche il dialogo. Di conseguenza diventa difficile mantenere una buona intesa, coltivare l’intimità e dedicarsi al sesso.

Si pensa che una coppia che vive insieme abbia più tempo a disposizione per il sesso, in realtà dalla mia esperienza, e dai dati in letteratura, risulta il contrario.  La coppia, per mantenere la condivisione, la voglia di stare insieme, di godere di una sessualità appagante, non deve mai smettere di impegnarsi e di investire nella relazione. Ovviamente è giusto bilanciare la propria individualità con la condivisione.”.

Crisi di coppia: non è sempre il caso di allarmarsi

Non tutte le crisi sono uguali. Alcune sono rapide, indolori e passeggere. Altre sono faticose, sfinenti, lunghe. In entrambi i casi, ci possono essere sia happy end, quanto delle conseguenze dolorose o rotture definitive.

Nel mentre di una crisi di coppia, per la coppia stessa non è scontato capire dove si stia andando e quando è il momento di lasciarsi o di tenere duro. Per fortuna, negli ultimi anni, sono sempre di più le coppie che sono aperte alla possibilità di farsi aiutare da professionisti che li guidano a comprendere meglio ciò che sta accadendo e cosa fare.

Le crisi possono essere normali in qualsiasi coppia: le difficoltà e i problemi fanno parte della relazione e possono, in seguito, riguardare anche lo stile educativo da impartire al bambino, come altri aspetti che si affacceranno nella vita della famiglia. Perciò è normale affrontare momenti di crisi che non hanno significativi risvolti all’interno della coppia. La crisi, per alcune coppie, può rappresentare un momento di riflessione per poi ricominciare, quindi un elemento che consolida e non deteriora il rapporto”.

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Consigli su come preservare la coppia e creare nuovi equilibri

Se ci fosse un manuale ad ampio raggio, da applicare a tutte le coppie del mondo e per qualsiasi tipo di crisi, probabilmente, sarebbe un best seller. Prima o poi, ciascuno di noi cade in un momento buio, o anche semplicemente troppo routinario con il proprio partner. Sapere la formula magica per uscirne sarebbe fantastico! Ma sappiamo che è impossibile, come ci conferma la dottoressa Giancaspero.

“Non ci sono dei consigli per preservare la coppia, o per creare nuovi equilibri, validi per tutti. Il consiglio si deve basare sulle problematiche che sta affrontando la coppia. Sicuramente, il consiglio base è quello di comunicare. Le coppie non comunicano, parlano di cose quotidiane ma non si confrontano sulle problematiche personali, sulla loro intimità, e non lo fanno perché hanno paura. Gli uomini, spesso, non vogliono entrare in conflitto e mettono la testa sotto la sabbia. Alcune donne, invece, ne parlano ma solo con le amiche. Il rischio è che il tempo passa, la crisi si cristallizza e, non di rado, si comincia a cercare fuori dalla coppia un altro rapporto.

È anche importante che ci sia una pari evoluzione personale e professionale fra i due, in modo che entrambi siano soddisfatti della propria vita personale, più o meno allo stesso modo, per evitare recriminazioni o frustrazioni che si ripercuoteranno all’interno della coppia.

Anche per creare nuovi equilibri si parte dalla comunicazione o dal cercare attività da fare insieme, che magari la coppia faceva  prima de figli. Bisogna ritagliarsi dei momenti per stare da soli, delegando a nonni o babysitter, per ricostruire quella situazione di coppia che si è persa.”.

Concludendo, ogni coppia è diversa come lo sono anche le crisi all’interno di essa. Farsi aiutare da un professionista è un valido supporto per la coppia che annaspa, quando la crisi evidentemente non è passeggera. Lui o lei saranno in grado, dopo aver osservato e valutato le dinamiche e le criticità della coppia, di aiutarla attraverso consigli e stimoli specifici.

Ad ogni modo, 5 consigli base per preservare la coppia rimangono:

  • comunicare con il partner
  • ritagliarsi momenti di coppia
  • dilettarsi in attività da fare insieme
  • coltivare l’intimità
  • dare spazio alla propria evoluzione personale

La coppia è un lavoro, come dice la dottoressa Annamaria Giancaspero, e quotidianamente bisogna lavorare per tenere vivo il rapporto, portando nuovi stimoli ed evitando la monotonia.