Fratelli e sorelle: stessa camera o due camere separate?

I pro e i contro esistono in entrambe le situazioni. Vediamoli insieme

I piccoli di casa sono cresciuti e hanno raggiunto quell’età in cui mamma e papà si trovano ad affrontare un dubbio amletico: due fratellini, o sorelline, più o meno della stessa età, magari dello stesso sesso, devono dormire assieme, oppure, quando la casa è grande e lo spazio non manca, è giusto che ciascuno abbia la propria stanza, con i propri giochi, dove creare un piccolo, personale microcosmo?

Tendenzialmente, fino a che i bambini sono piccoli, il problema non si pone: le esigenze sono le stesse e lo spazio per loro ha un significato relativo: l’importante, per i bimbi di pochi anni, è non sentirsi soli e percepire la presenza della famiglia, quindi anche dei fratelli, Tanto è vero che spesso preferiscono dormire nel lettone con mamma e papà, piuttosto che da soli nel loro lettino. Quando, invece, cominciano a crescere, soprattutto se un bambino va già a scuola e l’altro ancora no, le necessità si diversificano e il desiderio di costruirsi uno spazio personale, dove giocare, fare i compiti o, magari, semplicemente fantasticare, aumentano. Se poi anche il sesso è diverso, la situazione si fa ancora più complicata, perché difficilmente i maschietti e le femminucce riescono a trovare un punto di incontro, a sette-otto anni, sui loro reciproci interessi. Nell’adolescenza, poi, le camere separate diventano un must per tutti i ragazzini.

In realtà
sia che i piccoli condividano la stessa stanza, sia che ciascuno abbia la propria, i pro e i contro esistono in entrambe le situazioni: i bimbi abituati a stare da soli e a organizzarsi il proprio mondo senza l’interferenza di nessuno (genitori esclusi), da un lato sviluppano una spiccata indipendenza personale, accentuata da una volontà di essere autonomi e in grado di pensare a se stessi. Dall’altro rischiano di diventare molto possessivi nei confronti delle loro cose, non abituandosi a condividerle con nessuno. Insomma, autonomi ma poco generosi, se così si può dire. Ovviamente questa è una generalizzazione, che varia poi da soggetto a soggetto, ma abbastanza vicina a quella che è la realtà più diffusa.



Da tener presente
, poi, è il fatto che i bambini sono in grado di ritagliarsi il loro piccolo mondo, spesso immaginario, in qualunque situazione, riuscendo a sviluppare un forte istinto, quando ne hanno voglia, verso l’isolamento. Per questo motivo, non è tanto importante che due fratelli dormano o meno nella stessa stanza, ciò che conta è che nel caso ciò si verificasse, gli spazi siano, comunque, ben delimitati.

Architettonicamente parlando, le camerette per bambini della nuova generazione, laddove siano concepite per due o più occupanti, sono pensate in modo tale che gli spazi risultino ben contraddistinti, in modo che emerga la personalità e vengano soddisfatte le esigenze di tutti; laddove ce ne sia la possibilità, quindi, anziché separare, sarebbe meglio accorpare in modo da ottenere un enorme stanzone da arredare pensando a chi lo occuperà.

Sì, quindi, alle due scrivanie, alle due ceste per i giocattoli, a due armadi divisi, a due librerie, sì insomma a creare due stanze in una sola, in modo che, in ogni caso, i piccoli abbiano, se ne hanno voglia, la possibilità di interagire e condividere la propria vita con i fratelli. Se invece tra i due c’è una grossa differenza di età, sarebbe meglio pensare per ciascuno a un proprio ambiente, onde evitare contrasti dovuti proprio a profonde divergenze caratteriali e di comportamento.

Fonte: DiLei

Fratelli e sorelle: stessa camera o due camere separate?