Regali di fine anno alle maestre: guida di sopravvivenza

Puntuale come i bollettini delle mense, arriva a fine maggio uno degli appuntamenti più temuti dalle mamme: i regali di fine anno alle maestre. Guida alla sopravvivenza

Puntuale come i bollettini delle mense scolastiche, la dichiarazione dei redditi, le allergie da polline, arriva verso la fine di maggio uno degli appuntamenti più temuti da quasi tutte le mamme di bimbi in età scolare: i regali alle maestre.

Tra le poche che si dissociano (“No, grazie io lo farò a parte”) e quelle che si dileguano col “silenzio” parte un film che dura da anni. E che oggi, grazie all’avvento dei social, è diventato sicuramente più veloce e immediato da gestire ma non per questo più semplice. Anzi, più pericoloso e subdolo. Perché basta la frase sbagliata, l’emoticon non appropriata, per scatenare gineprai dal sapore epico.

E siccome in questo periodo siamo tutti stanchi, provati, con l’obiettivo comune di arrivare strisciando ma salvi all’inizio delle vacanze estive, ecco una guida semiseria per sopravvivere ai regali alle maestre:

  1. CONCORDARE su qualunque proposta avanzata. Che si tratti di una borsa fucsia in finta pelle cinese o di un piatto in porcellana Limoges, è comunque “Perfetto”, “Va benissimo”, con il rischio che venga regalata una schifezza colossale ma la consapevolezza di essersi salvate dalla guerra decisionale
  2. PARTIRE SUBITO ALL’ATTACCO, proponendo ciò che si ritiene più opportuno. Solitamente una cosa che abbia un significato simbolico, che rappresenti il lavoro svolto con i bambini durante l’anno, che possa essere di ricordo per le maestre. Una maglietta colorata e firmata da tutti i bimbi, un piatto decorato da loro. Non sono cose che le maestre potranno sfoggiare sul lungomare delle loro prossime vacanze, ma che resteranno nel loro cuore molto più a lungo.
  3. TENTARE TIMIDAMENTE UNA CONTROPROPOSTA, se la prima fatta ci appare davvero fuori luogo o di cattivo gusto. Ma se soltanto parte un “ringhio” in chat, mollare subito la presa. O si finisce risucchiati dalla guerra dei mondi.
  4. RINGRAZIARE calorosamente la mamma/rappresentante che si è presa la briga di occuparsene. Solo facendole capire quanto è stata brava e filantropa, la fidelizziamo per l’anno successivo. Perché se soltanto passa palla e tocca a noi…siamo fregate!
  5. CONSOLARSI pensando che c’è molto di peggio, intorno e vicino a noi. Per esempio la scelta del centro estivo!
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