Quando iniziare lo svezzamento e quali cibi evitare

Ecco come puoi capire che il tuo bambino è pronto per cominciare a mangiare: i tre segnali a cui devi prestare attenzione

Per svezzamento (o divezzamento) si intende il passaggio graduale da una alimentazione basata esclusivamente sul latte materno (o artificiale) a
un’alimentazione semi-solida e successivamente solida.  Nei primi sei mesi di vita del bambino il latte materno è in grado di soddisfare tutte le esigenze del neonato. Dopo tale periodo spesso accade che il latte materno non sia più sufficiente, non per qualità, ma per quantità. Il bambino poi, che intorno ai sei mesi ha già raddoppiato il peso della nascita, inizia a richiedere, per una corretta crescita, un maggior apporto di alcune sostanze che deve assumere con l’alimentazione: ad esempio ferro, acidi grassi essenziali e oligoelementi.

Quando iniziare a introdurre progressivamente nella dieta del bambino alimenti diversi dal latte? In realtà non esiste un momento preciso valido per tutti i lattanti. Nonostante ciò l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), l’European Food Safety Authority (EFSA) e la European Society for Pediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition (ESPGHAN) raccomandano l’allattamento esclusivo per i primi sei mesi di vita del bambino, in quanto come abbiamo già spiegato in questo arco temporale il latte materno è sufficiente per soddisfare le esigente nutrizionali dei piccoli.

Generalmente a 6 mesi il neonato ha completato la maturazione intestinale ma entrano in gioco altri fattori. Sarà il vostro bambino a “dirvi” che è pronto, ecco quali sono i tre segnali:
1. È in grado di stare seduto e non ciondola la testa. Iniziare lo svezzamento prima è sconsigliabile anche perché difficilmente un bambino riesce a stare seduto con la schiena dritta prima dei sei mesi, una capacità che limita i rischi di soffocamento.
2. Afferra con le manine gli oggetti e quindi può prendere da solo un pezzettino di banana per esempio, e portarselo alla bocca. Qui vi spieghiamo come tagliare gli alimenti ai bambini per farli mangiare in sicurezza.
3. Ha perso il riflesso di estrusione, che lo porta a spinga fuori con la lingua tutto quello che non è liquido, e quindi è in grado di masticare e deglutire.

I cibi vanno offerti col cucchiaino (non servono apposite posatine, i cucchiaini da caffè o da dessert che avete in casa vanno benissimo), ma bisogna
permettergli anche di toccare il cibo e mangiare con le mani. Non lasciatevi scoraggiare se le prime pappe non saranno accolte con entusiasmo:
riprovate il giorno seguente. Se il bambino rifiuta potete lasciare passare qualche giorno se non qualche settimana.

Non è detto che a sei mesi compiuti il piccolo sia necessariamente pronto a divorare pappe che gli preparate: seguite il suo ritmo perché ogni bambino è diverso dall’altro e il vostro potrebbe avere bisogno di più tempo. Rilassatevi e ricordatevi che il pasto deve rappresentare un momento positivo. Non perdete la pazienza e aiutate il bimbo a instaurare un buon rapporto col cibo. Il divezzamento non deve essere un passaggio netto e traumatico, ma un’avventura gradevole, giocosa e fatta a piccoli passi. Non forzate mai il bambino a mangiare controvoglia e ricordatevi che oltre a imparare ad apprezzare dei sapori nuovi, deve imparare un nuovo metodo per alimentarsi, passando dalla suzione alla masticazione-deglutizione.

Con quali cibi iniziare lo svezzamento? Care mamme, non esiste un menù specifico cominciare. Questo dipende dalle preferenze della famiglia, dal contesto socio-culturale, dai consigli del pediatra. Usate il buon senso tenendo conto che l’obiettivo deve essere quello di seguire un’alimentazione sana, equilibrata e varia. No quindi alle bevande zuccherate, no al miele che causa botulismo infantile, alle uova crude, al tè o al latte vaccino (che va introdotto dopo l’anno di vita).

In linea di massima i pediatri consigliano di iniziare con la pappa del mezzogiorno, per poi passare in maniera graduale a pranzo e cena, fino a introdurre uno o due spuntini (quello di metà mattina e la merenda pomeridiana). Entro i 9-12 mesi il piccolo dovrebbe avere assaggiato un’ampia varietà di alimenti.

Fonte: DiLei

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