Perchè il mio bambino urla?

Nel primo anno di vita, in assenza di comunicazione verbale, l’unico modo che il bambino ha di attirare l’attenzione di mamma e papà è urlando o piangendo.

Nel primo semestre di vita, la solitudine è un fattore determinante in molte manifestazioni di grida in cui manchino altre motivazioni. Se il bambino si sente lontano dalla mamma o dal papà, urla finchè non si trova di nuovo con loro in stretto contatto fisico.

Nel secondo semestre di vita, il grido può invece essere associato alla noia.

Nei bambini più grandi, invece, una forma di frustrazione che può farli urlare è quando cominciano a vedere i loro limiti nel movimento o nella comunicazione verbale; limiti che possono quindi diventare fonti di stress perchè vissuti come una barriera al raggiungimento delle proprie ambizioni.
Urlando richiedono l’intervento degli adulti, in modo che facilitino loro quei compiti che non riescono a fare.

Le urla possono essere causa di grande afflizione per i genitori quando non riescono ad isolarne la causa specifica. Se cause quali il dolore, la fame, la paura e altre ancora sono state eliminate ma il bambino continua ad urlare, spesso mamma e papà finiscono col trovarsi in uno stato di tensione che si va a sommare all’infelicità del bambino e tutto peggiora.
Il consiglio è quindi di non reagire in modo aggressivo, ma invece cercare di mantenere la calma, aspettando che il bambino smetta di urlare. Può essere utile senz’altro motivare verbalmente il comportamento dicendo: "quando smetterai di urlare ti ascolterò".

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