Pannolini lavabili: come si usano, quanti ne servono, come lavarli

Stai pensando di sostituire i pannolini usa e getta con quelli lavabili? Ecco come usarli e perché sceglierli

Giorgia Marini Blogger e Content Editor Mamma Blogger, stop. Annata 1977, stop. Razza Caucasica, come direbbero in un poliziesco americano, stop. Status pro-tempore molto incasinata, stop.

Pannolini lavabili o pannolini usa e getta? Questo è il dilemma dei genitori che vogliono conciliare l’esigenza di praticità con quella del rispetto dell’ambiente e del risparmio economico. Come vedremo, infatti, questi sono i tre punti di scontro fra i fan dei pannolini usa e getta e gli integralisti dei pannolini lavabili. Ma se i pannolini usa e getta sembra non abbiano grandi segreti, quelli lavabili nascondono molte domande: come si usano, quanti ne servono, come lavarli e perché usarli?

La prima cosa che bisogna sottolineare è che la scelta deve essere pensata e decisa da tutta la famiglia, cioè dai componenti di essa che si troveranno a cambiare il pannolino. Se la mamma opta per il pannolino lavabile, ad esempio, quando il papà si troverà a cambiare il piccolo, dovrà usare lo stesso metodo, per cui è importante che tutti ponderino bene la decisione e che ne condividano le motivazioni.

Altra considerazione da fare ex ante è che l’uso del pannolino lavabile, comportando un piccolo impegno in più, deve essere una scelta fatta con serenità, eventualmente posticipandone l’uso.

Molte mamme che usano da anni, anche per più figli, i pannolini lavabili, testimoniano come ne sia semplice l’utilizzo, dopo che sia diventata una routine rodata da tutta la famiglia, e consigliano di introdurli dopo i primi tre mesi di vita del bambino. Questo, per non affaticare inutilmente le giornate della neomamma, emotivamente e fisicamente già molto provata.

Pannolini lavabili

Pannolini lavabili versus pannolini usa e getta

Per prima cosa, facciamo un po’ di conti. I pannolini usa e getta, che ormai conosciamo tutti molto bene, certamente molto pratici da usare, ci pongono di fronte ad un problema di smaltimento, quindi di impatto ambientale e poi anche di costo.

Secondo una ricerca di Altro Consumo, “ogni bimbo, nei suoi primi tre anni di vita, cambia poco meno di 5.000 pannolini, che si trasformano in una tonnellata di rifiuti non differenziabili, il 10% di tutti i rifiuti urbani (si presume necessitino di 500 anni per decomporsi)”.

Di fronte a questo dato, non possiamo rimanere indifferenti.

Altra considerazione, dicevamo, è quella del loro costo. Pur essendocene in commercio moltissimi, dai più disparati prezzi, possiamo fare una media, per capire quale sia più conveniente usare fra le due categorie. Come ci svela Altro Consumo:

“Se il nostro migliore acquisto comporta una spesa di 419 euro all’anno (calcolando 6 cambi al giorno per 365 giorni), i più costosi (che sono i migliori del test) arrivano a farci spendere ben 845 euro. Il costo medio annuale per i pannolini usa e getta è comunque di 590 euro”.

Calcolando che, in famiglia, ci può essere più di un figlio, la spesa non è irrilevante.

Questi sono i principali “contro”, se così vogliamo definirli, dei pannolini usa e getta. I pannolini lavabili, invece, hanno il plus di inquinare molto meno, se stiamo attenti a lavarli ed asciugarli in modo corretto, potendoli, tra l’altro, anche far usare ad altri figli, come anche prestarli, regalarli o venderli.

Anche dal punto di vista della spesa, i vantaggi sono notevoli, in quanto, “considerando all’incirca 20 pannolini per due anni e mezzo, più i relativi bucati in lavatrice (acqua, energia e detersivo, circa 20 euro all’anno) costeranno invece in media in un anno tra 250 e 330 euro”.  In più, come detto poco prima, essi possono entrare a far parte di un’economia circolare che, ancor di più, ne abbatte il costo.

Ultima considerazione, in merito alla differenza fra gli uni e gli altri, può essere quella relativa al famoso tema della traspirazione. Questa volta, sul podio del vincitore, sale il pannolino usa e getta. Esso, non essendo composto dai più strati, ed essendo meno spesso rispetto al lavabile, avrebbe questo merito, mentre, sul tema delle irritazioni ciò che conta è la predisposizione personale e non il pannolino in sé.

Pannolini lavabili: quanti ne servono e come si usano

Se stiamo pensando di usare i pannolini lavabili, la prima cosa da fare è cercare qualche altra famiglia con cui condividere dubbi, domande e perplessità. Così avremo anche modo di capire se la decisione faccia davvero per noi. Mamme e papà, ma anche nonne e nonni, tate, che, all’interno della famiglia, vengono coinvolti nell’uso dei pannolini lavabili, sapranno dirci quanti ne servono, come si usano, e darci consigli pratici per prenderne dimestichezza rapidamente.

Durante il primo anno di vita, ne servono circa 24, con il secondo ed il terzo anno, andranno a calare drasticamente, sino ad essere eliminati del tutto.

Usarli non è particolarmente complicato ma, ovviamente, bisogna prendere la mano.

Anche per i pannolini lavabili il mercato è tutt’altro che parco. Tanti sono i modelli per struttura e per fantasie e colori.

Possiamo distinguerli in due principali categorie: gli AIO sono i pannolini lavabili già pronti all’uso, sono composti da un solo pezzo, proprio come i comuni usa e getta; gli AI2 si strutturano in due pezzi, con esterno impermeabile e interno assorbente, essi devono essere preparati prima dell’utilizzo. Ci sono poi altri sistemi a due e più pezzi, in modo che ogni genitore possa scegliere il modello che più lo fa sentire più sicuro.

In generale, il cambio avviene così: si prende la mutandina esterna e si sceglie l’inserto da utilizzare, lo si inserisce nella culla con sopra una velina raccogli feci, si chiudono le patelle laterali con i bottoni o con il velcro. Ovviamente, nulla cambia circa la posizione del bambino.

Pannolini lavabili

Pannolini lavabili: come si puliscono

Come abbiamo detto, perché i pannolini lavabili impattino meno sull’ambiente, è necessario essere attenti a come pulirli. Ecco i principali passi.

I pannolini possono e devono essere lavati insieme al resto del bucato, a lavatrice piena. La temperatura non deve superare i 30-40 gradi. Non bisogna eccedere nell’uso del comune detersivo, non solo per evitare di inquinare ma anche perché, se non risciacquati bene, i residui possono provocare irritazioni. Stessi gradi anche per la mutandina esterna che, comunque, non deve essere lavata ad ogni cambio. Successivamente, asciugare i pannolini all’aria.

Come si evince, il lavaggio per nulla cambia rispetto ad un normalissimo capo, per questo non deve essere esso a demotivarne l’uso.

La vera raccomandazione da fare, a chi per la prima volta si trova di fronte ad un pannolino, è quella di fare sempre una scelta serena, perché, in entrambi i casi, i pannolini da cambiare saranno sempre molti, moltissimi!

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Pannolini lavabili: come si usano, quanti ne servono, come lavarli