Come cambiare il pannolino al neonato in modo corretto e veloce

Organizzazione, sicurezza e comfort sono le parole d’ordine per cambiare in modo veloce e corretto il pannolino al neonato

Giorgia Marini Blogger e Content Editor Mamma Blogger, stop. Annata 1977, stop. Razza Caucasica, come direbbero in un poliziesco americano, stop. Status pro-tempore molto incasinata, stop.

Mentre alcune neomamme hanno già fatto le prove generali con fratellini, nipotini e figli di amiche e vicini di casa, per altre cambiare il pannolino è un’operazione che necessita di un piccolo vademecum.

Già in ospedale, puericultrici e puericultori illustrano ai genitori come cambiare il pannolino in modo corretto e veloce. Ma, come ai tempi della scuola, solo una volta arrivati a casa ci si rende conto se la lezione sia stata davvero compresa.

Cambiare il pannolino ad un neonato, quando si tratta del primo figlio, può non essere intuitivo e semplice come ai tempi del caro vecchio Cicciobello. Ciò che andremo a prendere in braccio, più che ad un inerte bambolotto, somiglierà ad un Tamagotchi dalle tante richieste contemporanee. Cambiare il pannolino richiederà un asset da guerra: bisognerà preparare tutto l’arsenale accanto al bebè, e poi indossare l’elmetto, sperando che non la rifaccia appena agganciato l’ultimo bottone al body!

Battute a parte, se siamo alla prima esperienza, cambiare il neonato può fare un po’ di paura: vedendolo così piccolo, così indifeso sarà inevitabile avere un po’ di tensione, di timore. Per questo, vanno confortati i genitori nel momento in cui si sentiranno intimoriti ed un po’ impacciati. Come ci ricorda Daniela Pergola, ostetrica libera professionista ed esperta di massaggi neonatali, l’unica cosa a cui dobbiamo fare davvero attenzione è la zona collo- testa. La muscolatura del neonato, infatti, non è ancora in grado di sorreggere la testolina, pesante e voluminosa rispetto al resto del corpicino, per questo anche durante il cambio è importante sorreggerla sempre con una mano.

Organizzazione e sicurezza

Queste sono le parole d’ordine quando si cambia un bambino. Una volta in confidenza con il corpicino del neonato, per cambiare il pannolino dobbiamo tenere presente quanto sia fondamentale essere ben organizzati. Perché una buona organizzazione, in questo caso, è sinonimo di sicurezza.

Molti genitori, tempo e spazio permettendo, già durante la gravidanza allestiscono la cameretta del bambino e gli spazi dedicati al cambio pannolino. Altri, invece, gli preparano un piccolo angolo durante gli ultimi giorni prima del parto. Non ha importanza avere una grande stanza con un fasciatoio di marca o mobilitarsi sei mesi prima, l’unica cosa essenziale è creare un angolo sicuro tutto dedicato al cambio pannolino del neonato, alla sua cura personale.

“È importante organizzare tutto l’occorrente, una piccola zona studiata per loro. Un ambiente caldo, sicuro e confortevole. Bisogna verificare l’assenza di spigoli come di mensole sopra il fasciatoio. La sicurezza deve essere l’aspetto da mettere al primo posto”.

Accanto al fasciatoio deve essere posizionato tutto l’occorrente: pannolini, body, salviette, asciugamani, fazzoletti, mangiapannolini. La regola fondamentale è non lasciare mai il neonato da solo sul luogo predisposto al cambio, fosse anche per pochi secondi, in quanto la possibilità di una caduta è tutt’altro che remota. È per questo motivo che è fondamentale l’organizzazione, in modo che nulla ci distragga o ci costringa a guardare o a spostarci altrove.

Cambiare il pannolino

Come cambiare il pannolino al neonato

Una volta sdraiato il neonato sul materassino e sbottonato il body, apriamo il pannolino, solleviamo le gambine, per vedere se sia sporco di feci o di sola pipì. Nel primo caso, sarà essenziale lavarlo con acqua ed apposito detergente studiato per la pelle dei neonati, nel secondo può bastare la sola acqua.

Dopo aver pulito il sederino, si deve tamponare delicatamente con un telo e si può procedere direttamente con il pannolino pulito, tenendo sempre le gambine alzate e avendo cura di sistemarlo all’altezza dei reni. In alcuni casi, si può stendere una piccola dose di crema allo zinco, prima di infilare il pannolino pulito. Essere accurati nella fase del cambio pannolino aiuta ad evitare spiacevoli fastidi e dermatiti.

Quando usare le salviettine umidificate

Daniela Pergola suggerisce di distinguere sempre la modalità del cambio pannolini, in base a dove ciò avvenga. Se bisogna cambiare il pannolino fuori casa, vien da sé che l’uso della salviettina sia inevitabile e che possa bastare; se, invece, si cambia il pannolino in casa, si deve evitare l’uso delle salviettine, optando per una pulizia più accurata e sicura.

Ad ogni modo, consiglia sempre di usare poche salviettine e possibilmente naturali, non solo per la salute della pelle dei bambini ma anche per una questione di sostenibilità ambientale.  Raccomanda, infine, l’uso della mussola, durante i vari passaggi del cambio, per evitare che il neonato rimanga nudo e possa anche prendere freddo.

Abbiamo visto le regole base per cambiare il pannolino in modo corretto e veloce ma, quando abbiamo tempo, possiamo approfittare di quel momento per creare un legame basato sul tatto, sui suoni e la vista. Attraverso il tatto, l’uso della voce, il contatto visivo, cambiare il pannolino può diventare un’opportunità per presentarsi, per dare importanza a gesti, sguardi, parole che, nella mente del neonato, una volta ripetute nel tempo, acquisiranno un significato preciso al quale anche lui, più avanti, riuscirà a “rispondere”.

Cambio pannolino e massaggi

Come ci ricorda Daniela Pergola, il neonato vede in bianco e nero e, con la vista, copre una distanza di circa 20 cm, distanza funzionale al bebè per cercare la mamma e per scoprire il mondo attraverso lo sguardo materno. Per questo ha bisogno di essere guardato, affinché, attraverso esso, passa la comunicazione non verbale.

Non è sempre facile osservarlo nella quotidianità, durante il cambio, soprattutto per le mamme alla prima esperienza, prese da tanta routine e cose da imparare. Detto ciò, varrebbe la pena pensarci, durante le piccole cose, come la poppata o il cambio pannolino. Con la voce, il canto, i suoni si sollecitano i sensi del bambino. Non da ultimo, si può anche approfittare del momento del cambio pannolino, per dedicarsi ad un massaggio alle gambine.

Il massaggio è infatti un altro momento importante fra mamma (ma non solo) e neonato. Se ne parla già nei corsi preparto, per far comprendere ai genitori la sua importanza e come farlo nel modo migliore. Anche in questo caso, l’organizzazione come la sicurezza dell’angolo dedicato, ma anche dei prodotti da usare, sono elementi fondamentali.

Conclude la Pergola, a tal proposito, che è essenziale cominciare il massaggio chiedendo il “permesso” al neonato. Con il tempo, quando sarà più grande, sarà in grado di farci capire se vorrà o meno essere toccato. In questo modo si comincerà ad insegnare al bambino il rispetto del proprio corpo e di quello degli altri.

Cambio pannolino e massaggi possono essere momenti da realizzare con l’aiuto del fratellino o della sorellina più grande. La loro partecipazione è possibile, talvolta può essere anche importante per aiutare i bambini a conoscersi, purché avvenga sempre sotto la supervisione di un adulto ed in tutta sicurezza, insegnando ai bambini più grandi fin dove possano arrivare. Quando i fratellini sono vicini di età, si può creare anche un pò di gelosia, il loro coinvolgimento in alcuni momenti di vita quotidiana, può aiutare a superarla, essendo una nuova fonte di conoscenza dell’altro.

Sul finale, possiamo dirlo: non è tanto difficile imparare a cambiare il pannolino, quanto far sì che il bambino ne faccia a meno! Se da un lato ci sono bambini che, ad un certo punto, si spannolinano da soli, dall’altro ci sono genitori che sudano sette camicie, per togliere il pannolino. Come al solito, bisogna sperare di rientrare nel gruppo fortunato di genitori.

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Come cambiare il pannolino al neonato in modo corretto e veloce