Che fine ha fatto Umberto Bossi

Umberto Bossi sembrava sparito dalla circolazione. Ha ricominciato a far parlare di se dopo le recenti elezioni amministrative, con un attacco a Salvini

Umberto Bossi, dopo il terremoto che aveva investito la Lega Nord nel 2012, sembrava sparito. I rimborsi elettorali avevano coperto spese personali di alcuni dirigenti del partito. Una vicenda giudiziaria che ha portato cambiamenti interni e soprattutto all’elezione di un nuovo segretario federale, Matteo Salvini.
Il senatur aveva dovuto lasciare spazio e rimanere defilato, ma nella Lega è rimasto da presidente federale ed è attualmente deputato. Il fondatore del partito del nord ha tenuto lo scranno più alto, passando il comando al parlamentare europeo.

Le cronache hanno smesso di interessarsi a lui, tanto da spingere le persone a chiedersi: che fine ha fatto il leader e già ministro?
Seppure dietro ai riflettori non ha mai abbandonato la propria creatura politica. Ne è diventato una bandiera da sventolare in caso di bisogno. Ora, però, Umberto Bossi, ha deciso di farsi sentire e soprattutto di esprimere il proprio dissenso nei confronti dell’attuale responsabile delle scelte leghiste. Per farlo ha aspettato le elezioni amministrative, a suo dire, terminate con una sconfitta netta della Lega Nord, per colpa di Salvini, incapace, sempre a detta del presidente, di proporre un programma serio e concreto.

Non ha usato mezzi termini, Umberto Bossi, da duro e puro, come si definiva negli anni passati. Non si è comunque fermato a giudicare il responsabile della segreteria, ma ha chiesto un congresso, per riscrivere le regole interne al partito. Bossi ritiene che Salvini abbia snaturato la Lega Nord, disattendendo i valori che la contraddistinguono. L’unico obiettivo di questo modo di agire, secondo l’ispiratore del partito, è di prendere poltrone, che alla lunga non portano lontano. Lo slogan che rese famosa la formazione leghista fu “Roma ladrona”.

La politica costa ed i successori della Lega Lombarda di Pontida, con Umberto Bossi in testa, si sono battuti per anni in favore del federalismo economico. I tempi sono cambiati, ma il leader vuole riportare il partito ai valori originali. Esige che sia l’assemblea a dare mandato al segretario. Secondo il senatur ci vuole la democrazia nelle decisioni ed il rispetto dei principi ispiratori che nel 1989 portarono alla fondazione della Lega Nord. Torna ad essere protagonista nelle vicende del partito e lo fa aiutato da persone che non avevano rinnovato la tessera, come l’ex capogruppo leghista alla Camera, Alessandro Cè.

Che fine ha fatto Umberto Bossi